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Tutti sanno che Argentina Bike ha fatto il tris all’italiano assoluto di Sestola, tutti sanno che usano delle Devinci Wilson, tutti sanno i loro nomi. Molti, non tutti, hanno anche visto Roberto Vernassa trafficare, dietro le quinte, sui copertoni per un pomeriggio intero con un paio ti tenaglie in mano. Pochi sanno cosa stesse realmente facendo. Ci siamo fermati a chiacchierare con lui, che a quanto pare stava preparando la formula vincente per questo campionato italiano.

Tutti e 3 i rider AB Devinci, Francesco Colombo, Gianluca Vernassa e Loris Revelli, hanno usato gomme Schwalbe all’anteriore e posteriore, ma quali? E cosa stava effettivamente facendo Roberto in quel caldo sabato pomeriggio?
La risposta di Roberto è stata poco scontata “aumento la scorrevolezza del copertone”.

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Ovviamente, un comune mortale penserebbe “ma con quello che costano non dovrebbero scorrere già abbastanza?” (domanda più che lecita, se continuate e a leggere e capirete che anche un top team…)
Così notiamo che Roberto in realtà non sta tagliando una classica Magic Mary, copertone di punta di Schwalbe, bensì sta tagliando un Dirty Dan, ovvero un copertone da fango. 40 gradi al sole 38 all’ombra, polvere che fa spavento e Roberto è al lavoro su 8 copertoni da fango!? Perchè?

“Il motivo è semplice, questa è sì una pista asciutta, ma molto ripida e polverosa, e i ragazzi hanno poco grip in frenata sui muri. Il disegno della Magic Mary non permette ai ragazzi di esprimersi al meglio. Vedi (e prende 2 copertoni a confronto) la Magic Mary ha tasselli molto vicini e molto stretti, mentre la Dirty li ha più lontani e segnati, noi ora andiamo a tagliare i tasselli più segnati, rendendola più scorrevole, quasi come una Magic Mary, ma con i tasselli più lontani”.

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La risposta di Roberto è molto secca e precisa. In parole povere, la Dirty ha le file di tasselli più distanziate tra loro. Tagliando la parte superiore dei tasselli centrali e di quelli obliqui, si rende la gomma più scorrevole e che compia meno attrito durante il rotolamento, ma la distanza tra i tasselli permette alla gomma stessa di fare più grip sul terreno durante la frenata nei punti ripidi, cosa che la Magic non è in grado di soddisfare. Ovviamente stiamo parlando di prestazioni da top rider.

Ci spiega ancora Roberto che i ragazzi già al giovedì avevano capito che con la Magic Mary non sarebbe riusciti a dare il massimo, così hanno prima montato una Dirty non tagliata all’anteriore per poi successivamente tagliarla, e, a seguire, anche al posteriore. L’unico a non averla tagliata al posteriore è stato Loris, che visto il suo stile di guida ha preferito tenerla “intera”.

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Al che entrando un pò nello specifico chiediamo a Roberto come mai nel 2015 non esista ancora una gomma in grado di soddisfare le esigenze dei top riders dato che anche in coppa del mondo abbiamo visto usare questa tecnica.
Nuovamente ci stupisce, con una risposta secca: “Le gomme sono troppo personali per ogni atleta, e su ogni tracciato troviamo condizioni sempre diverse. Dovrebbe esistere una gomma diversa per ogni tracciato e per ogni atleta. Noi usiamo Schwalbe perché ci troviamo bene e riesce a soddisfare il 99% delle situazioni in cui ci troviamo, a volte dobbiamo farci qualche piccola modifica, ma ce la caviamo. Bisogna anche ricordarsi che le aziende producono principalmente per il mercato e non per il singolo atleta. Per cui sono “costrette” a garantire un prodotto efficace all’utente medio in gradi di farlo divertire e soprattutto comprare un copertone nuovo della stessa marca. Stessa cosa per le pressioni, non esiste la pressione perfetta per un tracciato. Ognuno ha la sua. Io personalmente non so le pressioni dei miei ragazzi.”

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Così gli facciamo l’ultima domanda: preferiresti avere uno sponsor che ti fornisca una quantità indefinita di gomme del suo marchio, o piuttosto comprarle però scegliendo la gomma che più si adatta alle esigenze di ogni tuo atleta?

“Beh il mio sogno sarebbe avere gomme di più marchi e con diversi disegni da provare ogni volta! Il che sarebbe impossibile e complicherebbe le cose. Credo che preferirei scegliermi le gomme personalmente, una gomma può fare la differenza dando all’atleta il feeling per fare la differenza in gara. Noi le compriamo e le paghiamo, usiamo un marchio solo per praticità, sapendo però che ne vale la pena” (ricordiamo che eravamo solo al sabato).

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Come è andata a finire lo sappiamo tutti, peccato anche per Carlo Caire che anche lui montava Dirty Dan tagliata davanti e dietro.

Segnale, quanto sopra, di come il livello in Italia continui a crescere e di come i team siano sempre più attenti ai piccoli particolari, anche pagandoli di tasca propria, e, soprattutto, di come la tecnica e la conoscenza sia arrivata al punto in cui un tassello tagliato possa fare la differenza.

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