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L’Isola d’Elba è un luogo a cui noi di WeekendWheels siamo particolarmente affezionati. Sarà perchè ci andiamo nel periodo estivo sin dal nostro primo anno vita, ma è un luogo il cui richiamo è sempre presente nella vita quotidiana e non appena ne abbiamo l’occasione – anche se per una semplice toccata e fuga e benchè non sia proprio a portata di gita domenicale – ci andiamo, ovviamente bicimuniti.

Si potrebbe anche dire che l’Elba è il luogo dove tutto ebbe inizio, inteso come passione per la mountainbike: ricordo ancora quando vent’anni fa – con bici che definirle tali oggigiorno fa venire i brividi (a riprova che il mezzo non conta…) – salivamo dalle carraie polverose fino in cima al promontorio di Fonza per poi farci a ritroso la discesa con tanto di sgumme ad ogni curva…un freeride embrionale potremmo definirlo.

L’Isola paesaggisticamente è di una bellezza unica: si passa dal contesto balnerare con lunghe spiagge a quello di alta montagna in pochi kilometri, attraverso la tipica macchia mediterranea. La varietà dei terreni che si possono incontrare in una sola uscita è impressionante: dalle polverose carraie alle strade interne in ciottolato, dalle tagliafuoco al sottobosco, dal granito alla terra battuta…insomma ce n’è per tutti i gusti.

Il patrimonio sentieristico che l’Isola ha da offrire è notevole, soprattutto se rapportato alle sue dimensioni: il problema risiede però nel fatto che la maggior parte dei sentieri si trova nell’area protetta del Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano. Aspetto non da poco, visto che anche la semplice e dovuta manutenzione dei sentieri può creare problemi. In tali sentieri, infatti, non si può “lavorare”, nel senso che l’uomo non può tericamente nemmeno tagliare un rametto per tenerli nelle ottimali condizioni di servizio, pena il rischio di incontri ravvicinati con la Guardia Forestale. Facile capire come questo crei dei problemi a noi biker, visto che spesso, soprattutto d’estate e dopo primavere piovose, ci ritroviamo i sentieri quasi completamenti chiusi dalla vegetazione o scavati dalle pioggie o dai numerosi cinghiali. Se solo chi di competenza si accorgesse del potenziale turistico che l’Elba ha da offrire a chi cerca vacanze sportive, siamo sicuri che l’ostacolo “area protetta” potrebbe essere aggirato, facendo la necessaria (che non significa certo invasiva) manutenzione al patrimonio sentieristico.

Fatte queste premesse, in questo articolo volevamo proporvi tre video di altrettanti sentieri che abbiamo percorsola scorsa estate in un’unica uscita. Purtroppo alcuni di essi erano – come spiegato – davvero molto chiusi dalla vegetazione in alcuni punti, ma crediamo che con un minimo di immaginazione si possa egualmente scorgere il flow che potrebbero offrire in condizioni accettabili di manutenzione.

Non nascondiamo, infine, che un giorno si possa correre una gara di enduro su questi trails.

Il primo video riprende, a nostro avviso, uno dei percorsi più belli mai affrontati, semplice se vogliamo, ma con una biodiversità di terreni e con una vista mozzafiato. La prima parte è utilizzata anche per la granfondo che si corre storicamente ad ottobre da queste parti, la Gf Elba Ovest. La seconda parte è una stupenda picchiata verso il mare, con sullo sfondo, nelle limpide giornate, le isole di Montecristo e di Pianosa. Come dicevamo, peccato per la fitta vegetazione che in alcuni punti ha chiuso il sentiero che altrimenti offre anche un flow incredibile.

Elba Sassi ritti from WeekendWheels on Vimeo.

Il secondo, a dire il vero, era la prima volta che lo percorrevo: su indicazione dell’altra anima di WeekendWheels cercavo un determinato sentiero, ma mi sono imbattuto in questo. Non è nulla di che, ma anche qui, con la dovuta manutenzione (curve spondate e qualche saltino) potrebbe offrire parecchio divertimento. Sempre stupenda la vista sullo sfondo.

Elba Terra bruciata from WeekendWheels on Vimeo.

Il terzo ed ultimo, è quello più “tecnico”: il terreno è per lo più di uno strano composto di granito misto terra, molto eroso dalle pioggie che hanno creato molte canale, a cui bisogna prestare parecchia attenzione. Comunque divertente, perchè nei tratti erosi bisogna cercare di non infilarsi nelle canale, variando sempre la sponda da percorrere.

Elba Canyon from WeekendWheels on Vimeo.

Alcune considerazioni finali: quelli che vi abbiamo appena mostrato sono solo tre sentieri che abbiamo affrontato nell’arco di un’unica uscita da un paio d’ore nell’entroterra della zona sopra Marina di Campo, a sud dell’Isola. Tuttavia la zona offre tantissime altre possibilità, senza contare che spontandosi in macchina si possono davvero trovare un’infinità di altre sentieri che speriamo di farvi vedere prossimamente. Ad esempio, esattamente dall’altra parte dell’Isola rispetto a Marina di Campo, si trova – in località Pozzatello, sopra Marciana Marina – la bidonvia che porta in cima al Monte Capanne, a 1.019m slm.

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Da qui, la vista su tutta l’Isola è pazzesca e, nelle giornate limpide, si possono vedere tutte le isole dell’Arcipelago Toscano. Cosa interessante della bidonvia è che è consentito portare con sè la bici: il problema è che una volta giunti in cima bisogna capire da dove scendere, se dalla parte della bidonvia stessa o se dall’altro versante. Ci stiamo attivando per capire se ci sono sentieri percorribili che partono da qua in cima, vi terremo aggiornati, ma, giusto per darvi un’idea, dalla foto qui sotto qualche traccia si può scorgere…

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