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Il tema della mountain bike gravity in tv ‘e’ stato sviscerato, discusso, analizzato di gia” come direbbero Elio e le storie tese. E’ delle ultime ore un comunicato stampa dell’EWS che presenta una partnership tra l’EWS, appunto, e un grande distributore di contenuti televisivi su scala mondiale.

In poche parole, nei prossimi mesi potreste vedere reportage, servizi video e altro dell’EWS direttamente sul vostro televisore. Ovviamente ancora non si sa chi comprerà i contenuti per la messa in onda se TV generalista, satellitari o canali tematici. In secondo luogo i contenuti sono, credo e per ora, in lingua inglese. Ma su qeusti due punti ci torno tra un attimo.

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Da appassionato ho pensato 3 cose:
1. wow, così si allarga il bacino di pubblico!
2. speriamo che migliorino un po’ le cose, perchè quando becchi in tv vecchie gare di DH e simili ti ammosci proprio
3. ma oltre al bacino di utenti (appassionati) c’è davvero interesse?

Per quello che riguarda il primo punto, che è anche legato al terzo, altrimenti non si spiegherebbe economicamente vantaggioso come accordo, direi che chi ha fatto l’investimento l’ha giudicato giusto come, ovviamente, chi produce e vende i contenuti (EWS).

Nell’era di internet, la tv rimane comunque uno dei mezzi di comunicazione, se non IL mezzo di comunicazione migliore per raggiungere, relativamente velocemente, i grandi numeri e quindi anche target non interessati (che possono interessarsi), target che conoscono il mondo ma non hanno canali di accesso (e che quindi possono ravvivare il loro interesse e cercare e creare nuovi canali di accesso), target di appassionati che quindi hanno a disposizione un intrattenimento di loro gusto.

Mettendomi per un momento il cappello dell’economista e markettaro che in realtà sono, e generalizzando, nel mondo d’oggi decisamente concentrato in termini di mezzi di comunicazione e intrattenimento di massa, molti operatori stanno cercando, come mossa differenziante, la verticalizzazione dell’offerta. Sui grandi numeri globali, anche una nicchia, come può essere la mountain bike gravity, vale soldoni e, visti i prezzi medi delle bici e dei componenti, non potete negarlo.

Fin qui è il ‘cosa’. Il ‘come’ mi porta al punto 2: l’ammosciamento. Ogni volta che ho visto un programma/servizio sulla downhill, freeride e simili in TV il commento (in italiano ma anche in inglese su Eurosport e simili) ti fa decisamente voglia di abbassare l’audio e guardarti le sole immagini.

Ovviamente questo lo scrivo da ‘pubblico esperto’ che quando guarda la gara dei mondiali di Val di Sole vuole gasarsi, divertirsi e gustarsi il video, anche se lo ha già visto, rivisto e rivissuto in mille salse (anche su internet). Un po’ come quei film che hai visto centinaia di volte ma, quando lo passano in TV, te lo riguardi per l’ennesima volta…

Ora, un Rob Warner che commenta molto probabilmente lo può apprezzare solo un appassionato che, tramite le sue urla, battute e parolacce sa esattamente cogliere l’adrenalina della discesa. Un utente non appassionato, molto probabilmente penserà solo che, divertente o meno il tutto, sia solo un pazzo che parla di altri pazzi che scendono in bici su sentieri da pazzi. E la parola ‘pazzo’ ognuno di noi che ha fatto DH, enduro e simili, se l’è sentita dire più di una volta. Più un ‘bollo’ che una parola.

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Prendendo il nostro paese, sia la tv di stato che canali verticali sul mondo bici hanno colto il messaggio ma, se in un primo momento a fare i commenti giornalisti presi dal ciclismo di strada o altro, in un secondo momento hanno preso gente del settore. Il cambiamento è stato netto: da persone messe a caso e oggettivamente poco coinvolte, e quindi coinvolgenti, sono state messe persone competenti del settore, quindi coinvolte, ma tutti qui. La capacità di coinvolgere ancora latita. E se latita per un appassionato, figuratevi per uno che non lo è…

Di qui l’ultimo punto: c’è davvero interesse? Vi risponderei che la scommessa è grande. Sicuramente il fatto di presentare i commenti in inglese, per un ente come l’EWS facilita l’accesso ad un pubblico, quello anglofono, molto disposto alla mountian bike gravity: da una parte gli USA hanno i numeri per fare di (quasi) qualunque sport di nicchia uno sport milionario, dall’altra, la Gran Bretagna sapete bene quanti campioni del mondo ha tirato fuori negli ultimi anni…

Poi ci sono paesi, tipo Germania, quelli scandinavi, Olanda e Belgio e molti paesi del’est d’Europa, oltre che asiatici, africani e dell’Oceania, dove l’inglese è più una seconda lingua madre che una seconda lingua e basta come da noi. Per cui i numeri si alzano.

L’interesse da coltivare direi che c’è tutto sta nel come lo si racconta, il che non è facile.

Per chiudere vi faccio due esempi di sport simili, come tipo di gara, a dh ed enduro, ma tarati sul ‘mercato’ italiano:
– la coppa del mondo di sci, simile alla DH, negli ultimi anni ha perso un bel po’ di visibilità in TV e grazie ai nuovi canali del digitale sta recuperando un po’ di terreno perso. I commentatori sono preparati, sono ex- sciatori professionisti in molti casi, la gara è veloce, nel senso che i concorrenti partono uno dopo l’altro a distanza di secondi, e le riprese sono simili. Ora, dai tempi di Tomba e la Compagnoni, quanti di voi o della vostra cerchia di conoscenza hanno visto una gara di sci in TV quest’anno o sanno che i mondiali li hanno fatti a St. Moritz (che tutti probabilmente conoscono come località fighetta)?
– il mondiale rally è da sempre una delle manifestazioni di corse in auto più spettacolari e variegate. Passa dal deserto alla neve, si corrono prove speciali cronometrate, si fanno incidenti pazzeschi etc. Quanti di voi conoscono Sebastien Ogier e sanno che macchina guida (nonostante sia uno dei modelli più in circolazione)?

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L’EWS ha fatto questa operazione per un tornaconto nel mercato globale in cui opera. Ma per noi italiani appassionati, pensando anche a tutti i risvolti che la cosa potrebbe avere sul movimento gravity italiano, la cosa ha probabilmente effetto zero.

Ovviamente spero di sbagliarmi alla grande!

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