Dave Mirra

La settimana che si sta concludendo è stata abbastanza tragica, se non pessima, per il mondo delle due ruote. Dopo l’addio prematuro di Kelly McGarry, ci ha lasciato anche la leggenda delle BMX Dave Mirra. A differenza del primo, morto mentre faceva quello che più amava, ovvero girare in bici, il secondo è spirato per suicidio.

Dave Mirra

Sulle cause di questo suicidio, l’opinione comune che si sta formando, oltre oceano, è che sia stata la CTE (Chronic traumatic encephalopathy) ovvero il mal di testa cronico. Se vi state domandando come mai un mal di testa può portare al suicidio, pensate bene, se vi è mai capitato (ma spero di no) di avere qualche mal di testa lancinante, talmente forte da non farvi dormire o da farvi quasi impazzire. Ecco, pensate cosa possa essere averlo tutto il giorno tutto il santo giorno. Da uscire di testa.

In una ricerca di settembre 2015 in America, è emerso che 87 su 91 giocatori NFL (footbal americano) morti anzitempo (per cause varie) erano affetti da CTE e che circa il 76% dei giocatori attivi ne sia affetto. Detta in soldoni, più legnate prendi alla testa (e in NFL ne prendono), più danni puoi riportare non solo nell’immediato ma anche a lungo termine. La CTE è uno di questi.

Tornando a Mirra, eroe dei miri primi giri in BMX che non fossero il giro nel cortile di casa nonchè protagonista di alcuni miei videogiochi, il quadro che ne emerge è che anche lui, come molti noi biker, ha subito diversi traumi cranici durante l’arco della sua carriera. E pensate che rispetto ad alcuni rider meno ‘prudenti’, Mirra girava sempre con casco integrale…

I traumi cranici, soprattutto se ricorrenti (non ne servono 20, ne basta uno ogni uno o due anni, e dipende dalla portata dell’impatto), sono tra le cause della CTE e la CTE ha 4 stadi di evoluzione della malattia: al primo stadio si può essere disorientati e iniziano i mal di testa. Al secondo succedono ad avere cali dell’attenzione, lievi perdite di memoria, asocialità, e carenza di giudizio (nel senso di incapacità a valutare le cose). AL terzo e al quarto inizia una progressiva demenza, lentezza dei riflessi, incapacità dialettica, tremori e vertigini e, nei casi più estremi, tendenze suicide.

Come tutte le cose, questo non vale per tutti, può succedere…

Ora, come sempre è difficile se non impossibile valutare e capire i perchè o i per come di queste disgrazie. Purtroppo Dave Mirra non c’è più e tutti noi che giriamo sulle due ruote abbiamo perso un eroe e una leggenda. Magari abbiamo un angioletto custode in più. Ma sicuramente e indipendentemente da questo, ancora una volta penseremo a proteggere la nostra testa quando faremo ciò che si piace sulla nostra bici.

E ci appassioneremo ogni volta che vedremo video come questo:

Commenta su Facebook

comments