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Una settimana fa c’era sole, 25 gradi se non di più e mare a vista d’occhio. In questi giorni sono nel bel mezzo della grigia stagione autunno/inverno 2016-2017 della pianura padana ma con la testa sono ancora all’Isola d’Elba.

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Un ponte dei morti bello caldo con tanto di bagno di fine stagione (se così si può chiamare) con tanto di un raduno mtb organizzato dai ragazzi di Elba Freeride nella parte est dell’isola, da Portoferraio e nei dintorni del Volterraio.

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Circa 130 bici si sono presentate alle 9 allo sbarco dei traghetti. Alcune in arrivo dal continente giusto per il raduno, altre già sull’isola. Presenti sull’isola tutti e due, contemporaneamente, dopo anni e anni che non succedeva, Michele ed io ci siamo alzati presto e abbiamo aggiunto anche le nostre bici al gruppo.

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Portoferraio, il porto, non è vicinissimo alle pendici del Volterraio. Diciamo che si fronteggiano, da una parte all’altra del golfo che tutti quelli che sono stati almeno una volta all’Elba hanno attraversato. Ragione per passare per le antiche e suggestive saline, no?

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Passati poi Schiopparello, Acquabona ed Ottone si inizia a salire lungo una delle tante strade bianche che attraversano l’isola.

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Stiamo salendo sopra la Madonna del Monserrato, più o meno sulla spartiacque tra Portoferraio e Portoazzurro, e si apre la vista anche sulla costa meridionale dell’Elba.

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Le isole dell’Arcipelago sono tutte fuori, nel senso che si vedono tutte, Montecristo, Pianosa, Giglio, Giannutri, Capraia e Gorgona. A fare da cornice anche continente, Argentario e Corsica.

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La salita alcuni l’hanno fatta pedalata, i più a spinta.

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Prima dell’ultimo tratto che, dopo una veloce discesa di taglio verso il Volterraio, ci permetterà di arrivare alla ‘Cima Coppi’ di Cima del Monte (515 metri slm) tempo di ristoro.

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Poi inizia la salita, con il lungo serpentone di bikers.

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Paesaggi lunari a dir poco.

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Sempre con vista però.

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Qualcuno si improvvisa anche Cristo di Rio… nell’Elba.

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E questa è l’unica immagine di discesa che vedrete. Purtroppo ero troppo impegnato a godermi i sentieri che ci hanno riportato sulla riva del mare. Chiedo venia, ma alla fine pedaliamo in salita per andare in discesa no?

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Giusto in tempo per l’aperitivo!

Il giro completo è stato circa di 25km, quello che vedete della mappa qui sopra è più lungo perché Michele ed io abbiamo fatto poi una ‘crono’ per tornare alla macchina. Le discese sono state molto stile elbano, con un parte molto rocciosa dalla prima parte della discesa di Cima del Monte, una via di mezzo tra sentieri liguri e di alta montagna intesa come Alpi, per poi scendere in single track nella macchia mediterranea. Qui terriccio misto ghiaino hanno aumentato la velocità e le curve in mezzo agli alberi il divertimento. Da rifarci un giro!

Bravi i ragazzi di Elba Freeride perché portare in giro 130 bestie su ruote grasse non è che sia la cosa più semplice del mondo e perché giro e paesaggi meritano. Noi che siamo ‘local villeggianti’ nella parte ovest dell’isola, quella con le montagne che superano i 600 metri abbiamo avuto modo di scoprire nuovi posti che da tempo avevamo nel mirino. Grazie!

Per maggiori informazioni: www.elbafreeride.com

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