caidom_2012

Avevo un conto in sospeso con il King of Plose (gara combinata formata da cronoscalata il sabato con partenza da Milland e arrivo al rifugio Cai sul Plose – chiamata DOMCAI – e DH Marathon la domenica con partenza da un plateau a 2500m slm e arrivo a Milland – chiamata CAIDOM – tutto con la stessa bici):  lo scorso anno andai a provare la salita della cronoscalata, ma pochi giorni dopo mi strappai due muscoli e la gara saltò…

Tra l’altro il CAIDOM vide anche il mio esordio nelle DH Marathon nel 2010…ricordi agrodolci, a metà percorso bucai…

Insomma, quest’anno non potevo mancare, la sfida di fare una gara combinata di questo tipo era troppo forte…

Così parto con (santa) morosa al seguito venerdì sera dopo lavoro, giungendo a Bressanone intorno a mezzanotte.

 

Day -1, domCAI

Sveglia alle 6e45, abbondantissima colazione in previsione di migliaia di calorie da bruciare su quell’infernale salita: eh si, infernale, 16,78km di ininterrotta salita con uno sviluppo metrico di 1.920m…non proprio una passeggiata…

King of Plose dicevo: per correre in questa speciale categoria, bisogna usare la stessa bici sia nel DOMCAI che nel CAIDOM…”l’ossatura” (telaio, forcella e cerchi) della bici deve essere la stessa per entrambe le gare, per cui, ovviamente, la scelta migliore è la bici da enduro, se non si vuole rischiare la vita in discesa la domenica…

La bici l’avevo preparata in settimana: la mia fida Intense Tracer2, con gomme leggere Michelin tubeless ready da 2.1 e monocorona anteriore da 30t con pacco pignoni 11-36…purtroppo la mia guarnitura è per singola nativa e la corona più piccola sul mercato per giro bulloni da 104mm è da 30t (mi sarebbe piaciuto avere il nuovo Sram XX1, un bel 28 davanti e pacco 10-42!!!)…in cuor mio so già che il padellino mi mancherà …

La partenza è dal campo sportivo di Milland…siamo circa una 70ina, tra uomini e donne, di cui 25 iscritti per il King of Plose…c’è un po’ di tutto: dal xc racer tiratissimo, al freerider con del fiato, a semplici avventurieri…si parte: ci scortano fino alla parte superiore di Milland e ovviamente la partenza è a canna del gas, manco fossimo in Coppa del Mondo di xc…fattasi da parte la scorta, ci si infila subito su un sentiero stretto e ripido a gradoni…sono già a corto di fiato, sono un diesel anni80’, so che mi civorrà un bel po’ per rompere il fiato…da qui inizia un lungo supplizio con bici in spalla lungo un ripido sentiero boschivo che ci porta verso S. Andrea…solo in prossimità di quest’ultimo paese si riesce finalmente a tornare in sella e per fortuna su asfalto, così da recuperare un po’ di energie…

Dopo un altro tratto di bosco, sbuchiamo alla partenza della cabinovia Plose, da dove inizia una interminabile carraia con n-mila tornanti…per fortuna la pendenza non è estrema, ci vuole solo la pazienza di sopportarne la lunghezza…finalmente, dopo un’ora, ho rotto il fiato! Riesco a fare il mio ritmo e passo il buon Sergio, per poi ingarellarmi con due signori…uno scappa via (ma lo rivedrò), mentre con l’altro iniziamo un duello, appaiati fino al ristoro all’arrivo della cabinovia…finalmente lo lascio dietro, ma qui inizia la gara nella gara…come si intuisce dalla catchphrase della locandina, “Per donare un carattere ancora più uphill alla domCAI, l’ultima parte del tracciato seguirà lo stesso della CAIdom dove verrano spese le ultime gocce di sudore prima di tagliare il traguardo”, da qui inizia di nuovo il portage, per cui bici in spalla e via su per le piste da sci…sono alla frutta, iniziano anche i crampi…a un certo punto si passa su un ripido che faremo anche il giorno dopo in discesa e, per poco, a piedi e bici in spalla, non mi ribalto all’indietro…giusto per rendere l’idea della ripidezza…

Del rifugio Cai d’arrivo non v’è traccia…tengo duro e passo a piedi quello che mi era scappato via prima sulla carraia, è più alla frutta di me…ci siamo, ultimo scollinamento e di fronte appare come un miraggio il rifugio…mi passa uno a poche decine di metri, lì per lì non riesco a rispondere…spingiamo entrambi la bici, gli recupero qualche metro e potrei anche sferrare l’attacco finale, ma i crampi mi dicono no…pazienza, è talmente tanta la gioia di essere arrivati che il resto non conta…chiudo 41esimo su57 in2h40’e53”…in mezzo ad hardtail e front, tutto sommato non è male!

Mi rifocillo e già mi sale l’ansia di andare a provare il tracciato della discesa del giorno dopo…come dicevo la prima parte è uguale a quella appena risalita, per cui la faccio a ritroso con la dovuta calma, ho gommine da 2.1, caso da xc e crampi in agguato…a parte due ripidi cattivelli, in questo pezzo occorrerà solo tenere il gas parto…

Prendo la cabinovia e mi rifocillo con un bel piatto di pasta al bar del parcheggio…finito di pranzare, addobbo la bici per la discesa: via il 30 e su il 36, Swampthing UST da 2.5 davanti e Hansventure 2.35 2-ply dietro…indosso casco integrale, protezioni e riprendo la cabinovia…da qui parte un lunghissimo ripido che metterebbe alla prova qualsiasi impianto frenante…sarà che sono stanco dalla salite, ma dopo pochi metri mi cappotto, non in avanti per fortuna (sarei rotolato per metri vista la pendenza…) ma di lato, con dei cespugli ad attutirmi la caduta…un bel crack in zona collo mi fa passare un brivido, ma per fortuna ho preso solo una botta…mi rialzo, riparto, ma il peggio a da venire…finito il megaripido ci si immette a sinistra su un singletrack: bene, la curva presenta quello che sarà il menù di tutta questa parte di tracciato, piatti di radici belle fresche…è si, sterminati letti di radici conditi da terriccio bagnato, contropendenze, curve strette e a fare da contorno ripidi belli tosti…dopola Supermountiandi Scopello pensavo di aver pagato il mio tributo annuale ai percorsi tecnici…nulla di più sbagliato…sarà per la caduta iniziale ma vado giù come un tronco, sono in balia del percorso…dopo innumerevoli imprecazioni sbuco finalmente alla partenza della cabinovia e dopo brevi tratti di collegamento su asfalto/campi, ci si immette in un altro singletrack (eufemismo, sarà stato largo come una gomma da 2.5)…l’accoglienza non è delle migliori, ripidone contorniato da miriadi di alberelli…tuttavia la sponda in fondo al ripido fa da “salvagente”, e si riesce a fare…il singletrack continua, passando anche attraverso punti molto esposti e non protetti…tra una preghiera e l’altra arrivo finalmente all’asfalto finale che riconduce poi all’arrivo al campo sportivo…che dire? Il percorso più difficile che abbia mai fatto (la Megavalanchesembra quasi una passeggiata di salute…), se piove saranno dolori per tutti!!

Dopo giretto in centro e doccia, mi faccio una megacena con la morosa, avevo troppa voglia di canederli! Alle 22, stremato, sto già dormendo…

 

Day -2, CAIdom

Dopo una notte agitata dall’ansia del percorso, il risveglio non è dei più invitanti: nuvole basse, chissà com’è il clima ai 2.500 della partenza…alle 8e20 sono al piazzale della cabinovia, ritrovo al bar gli altri amici italiani e decidiamo di andare a fare due chiacchere al rifugio all’arrivo della cabinovia…bisogna infatti essere alle 13 al rifugio Cai, che richiede un’oretta di cammino dall’arrivo della cabinovia…ma siamo in largo anticipo, per cui meglio due parole al calduccio (fuori ci sono 5°…). Si fa però presto il momento di andare e dopo una lunga camminata (come se non fossi già abbastanza stanco dalla salita del giorno prima) arriviamo al rifugio Cai…ci saranno si e no 200 bikers, molti meno dei 300 iscritti, senza dubbio scoraggiati dal percorso e dalla possibilità di pioggia…fatto il briefing ci dirigiamo al plateau della partenza…peculiarità di questa Dh Marathon è la partenza stile Le Mans: bici per terra e  50m più indietro i piloti…la posizione in griglia non è in base al pettorale: “first come, first serve” mi dicono…in poche parole chi prima arriva meglio alloggia! Sgomito pertanto per farmi spazio in prima fila, di fianco ho Gustav Wildhaber (decimo alla Mega e secondo alla Supermountian di Pila…). La mia tattica è chiara: partire bene, spingere forte nella prima parte, sopravvivere nel bosco e nel singletrack finale, e pedalare a tutta la parte finale su asfalto…Fa un freddo boia, accendo la mia Eyecam e sto pronto a partire…cerco di non perdere di vista la bici in mezzo alle nuvole ed alle altre, a malapena vedo il cartello dei -60”…sento l’elicottero sopra di noi, ma non vedo il cartello dei -30”…infatti canno completamente la partenza, partendo solo perché vedo gli altri partire…ho già perso metri preziosi, la mia tattica è mezza saltata…tiro su la bici e cerco di pedalare forte, ma ho le gambe di legno…uno mi tocca all’ingresso del secondo ripido, mi si alza il posteriore, mi sbacchetta l’anteriore, ma in qualche modo non cado…in un colpo ho finito i jolly per i prossimi anni…mi accodo al tipo, lo insulto e riprendo a scendere…ci siamo, inizia l’inferno…il fondo è più asciutto rispetto al giorno prima, ma le radici, lo stretto e le contropendenze sono ancora lì…scendo un po’ meglio, ma ho praticamente sempre un piede giù…a metà bosco vedo qualcosa che mi rotola davanti…non è un biker ma la mia Eyecam!!!…si è svitata dal supporto al petto (forse l’avevo fissata male io, ma ho una certa sfiga con le sportcam…avevo già persola Gopro alla Mega in qualifica..)…mi fermo, la recupero e la metto in tasca…se ne và qualche posizione…continuo la mia discesa ed incredibilmente sopravvivo a questo micidiale sentiero, ma come un pirla tiro dritto nel ripido dopo la passerella…tolgo la bici dai cespugli, perdo altre posizioni…rifiato un attimo e mi preparo al singletrack finale…lo faccio da cani, sono stanco… dietro ho gente, ma qui è impossibile far passare anche fermandosi, troppo stretto…tengo duro e sbuchiamo finalmente in valle, ora è tutto asfalto…ho gamba, mi metto a pedalare e recupero qualche cadavere che mi aveva passato prima con la bici da dh…il famoso rovescio della medaglia…spingo a più non posso e taglio il traguardo…sono vivo, stanco e felice!! Chiudo 68esimo su 167 arrivati al traguardo. Inizia anche a piovere…non sono mai stato così felice di prendere acqua come ora, fosse successo prima sarebbero stati dolori!

Nella combinata del King of Plose chiudo 23°/45, sono abbastanza soddisfatto, ma quello che conta è essere tutto intero! Davvero un weekendwheels epico, senza dubbio nella mia personale top three…

Qui i risultati

 

 

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