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Ultimo giorno di gara. Come nei giorni precedenti mi sveglio presto e lavoro.

Oggi ci aspetta una ultima speciale, piuttosto lunga ma simile ad una nostra Supersauze, un pò più fisica nella parte alta e nella parte intermedia per la minore pendenza, e nel guidato per tratti più sconnessi.

Saliamo con le seggiovie e poi dobbiamo pedalare una ventina di minuti.

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Organizzazione pessima, causa anche della cancellazione della speciale di ieri pomeriggio, ed eccoci a 3000 e fischia metri, con una brezzolina tutt’altro che piacevole, a battere i denti per circa 1 ora prima di poter partire.

Più vado in giro, più devo dare atto al Superenduro per una organizzazione professionale a 360°, senza rivali, benché ci sia sempre qualcuno che si lamenta.

Sono piuttosto infreddolito e faccio del mio meglio per scaldare la spalla. Pedalo ma se pedali prendi aria e ancora più freddo. Non vedo l’ora di partire!

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Finalmente tocca a me. E’ piovuto tutta la notte e ci sono dei tratti con radici, quindi ho optato per i pedali flat. Non è una scelta tecnicamente valida perchè c’è tanto da pedalare ma visti i risultati comunque non buoni dò priorità alla sicurezza e non voglio rischiare di compromettere la spalla, sono più tranquillo.

Pronti via, come immaginavo dopo pochi minuti, nel tratto pedalato, sono senza energie. Faccio quasi fatica a scollinare dal falsopiano che dobbiamo affrontare prima di buttarci nella parte più bella e guidata.

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Qui arrivo molto in affanno e sono costretto a correre ai ripari, gestendo le forze e iperventilando nel tentativo di recuperare una frequenza che mi permetta di essere lucido.

Porto a termine la mia discesa, consapevole che è inutile prendere rischi oltre una certa misura: la gara ormai è andata come è andata, non ci resta che iniziare a fare un po’ di festa

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Non sono contento del risultato ma ci sono un sacco di cose positive che mi rimangono di questa esperienza in Colorado.

A gara finita ho girato, fatto video con Pietro e mi sono divertito come non mi divertivo da un po’.

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Ho conosciuto delle persone fantastiche, in primis Alex McGuinnes che ci ha ospitato nella sua splendida casa e che ha tenuto alto il morale con il “PARTY MODE” sempre in posizione “ON“.

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Ho girato e passato del “good time” con Lars Sternberg che dopo l’esperienza in Europa è diventato un amico, oltre che un collega. Con Lars mi trovo bene, mi piace girare con lui perché ha uno stile molto “gringo” e poi una birra non manca mai.

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Ho conosciuto e passato delle belle giornate con Aaron Bradford, un tizio calmo e tranquillo che ha più l’aria di un belloccio da happy hour e passeggiate al lago con la fidanzata che non quella di un endurista con i calli sulle mani e gli stinchi graffiati, ma che poi ha fatto 4° assoluto in questo round della EWS. Chapeaux!

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Ho conosciuto Duncan Riffle che è tutto un personaggio, non vi racconto cosa hanno combinato lui e Lars al party di domenica sera!

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Insomma. La gara non è andata bene. Certo sarei stato più contento di fare un bel risultato ma tutto ciò che ho vissuto, le persone che ho incontrato e i momenti che porterò con me dopo questa esperienza in Colorado valgono più di qualunque performance sportiva.

Ho imparato tante cose sui trail, molto belli, con cose che mi sono piaciute ed altre meno, che cercherò di portare al Monte Alpet, lo spot con il quale collaboro dallo scorso anno.

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Ho imparato tante cose sulle bici, le soluzioni tecniche che si stanno provando e che finiranno per essere di dominio pubblico, solo con un pò di ritardo rispetto a quello che usano i pro.

Ho fatto le mie considerazioni sull’enduro, condivise anche con altri atleti, che non mancherò di riportare ai referenti delle EWS, in primis Monchiero e Guala, nonché Chris Ball con il quale una chiacchierata è già stata fatta nel week end, riguardo a dove sta andando e dove credo dovrebbe andare la disciplina.

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Ho conosciuto nuove persone che lavorano nell’industria del ciclo, che visto il lavoro che faccio è sempre importante.

Domani ci mettiamo in strada verso Nord, direzione Sun Valley!

AB

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