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Era un sabato di pioggia battente, umido e con un freddo cane di fine Febbraio quando gli organizzatori della Dolcenduro di Dolceacqua, i ragazzi della Supernatural, e i rider iscritti, tra una prova fangosa delle speciali e l’asciugatura dei calzini, guardavano le previsioni per il giorno dopo. Queste dicevano sole.

Così ha inizio al prima gara di mountain bike enduro della stagione italiana 2015. Più o meno 170 e passa iscritti, da vari paesi, si sono dati appuntamento nell’estremo ovest ligure in un luogo dove circa 18 anni fa si correva una gara di downhill che vedeva protagonista un certo Nicolas Vouilloz. Anche questa volta il protagonista è lo stesso.

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La Dolcenduro ha solo due anni di vita ma in così poco tempo è riuscita ad attirare gli smaniosi di competizione a due ruote dando inizio a quella che forse sarà la stagione italiana di enduro più lunga di sempre (l’ultima gara disponibile al momento dovrebbe essere a fine ottobre).

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Rispetto alle gare di enduro a cui siamo abituati, la partenza è meccanizzata, nel senso che si sale su un furgone (meccanico, appunto) per recarsi sulle cime della Val Nervia. I rider, la sera del sabato, abbandonano i loro mezzi, tranne la ruota anteriore, in direzione gara per farle caricare l’indomani sui vari mezzi messi a disposizione.

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Il piano iniziale prevedeva una prova speciale segreta, ma la neve caduta sulle cime ha reso questa impraticabile per cui si è passati da 5 a 4 prove speciali. Rispetto all’edizione 2014, due speciali sono nuove due speciali sono ‘vecchie’. Tutte si corrono sul versante nord occidentale.

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Presenti numerosi top rider italiani di enduro ma anche una nutrita schiera francofona capitanata da Nico Vouilloz (Lapierre) e da Loic Bruni (Lapierre Gravity Republic). Tolto Davide Sottocornola (Cicobikes DSB Nonsolofango), ancora immerso nell’estate cilena dopo la Andes Pacifico (12esimo, eroe dei due mondi), Alex )FRM Factory) e Denny Lupato (Pivot), Marco Milivinti (GB Rifar) e Manuel Ducci (Ibis) sono pronti a incrociare i tasselli con i cugini.

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Come da meteo, c’è il sole! Pronti via, dopo un trasferimento pedalato con partenza ‘controllata’, la prima speciale, Marcora, viene vinta da Vouilloz davanti ad Alex Lupato e Florian Nicolai (Rocky Mountain). Quest’ultimo, vincitore nel 2014, nella gara francese del Rallye d’Hiver di Levens di una settimana prima ha dato un minuto e passa a Vouilloz ma a Dolceacqua non si è presentato in forma e infatti, dopo la seconda speciale, si ritira.

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La seconda speciale, lo Sparo, vede ancora Vouilloz e Lupato nei primi due posti. Al terzo si fa vedere Marco Milivinti. Nel frattempo, tra le donne, si fa sempre più vivo l’ormai classico confronto tra le nostre portacolori per la vittoria: Laura Rossin (Team Tracce), Valentina Macheda (Ibis) e Chiara Pastore (Bike o’Clock) se la giocano anche se la francese Morgane Such (Massilia Bike) prova a mettersi in mezzo. Rien à faire!

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Tempo di ristoro e si va sull’Alta Via, che prende il nome dall’omonimo percorso ligure che va da versante a versante. Tra gli uomini c’è il replay delle prime tre posizioni della seconda speciale, con un Vouilloz bello informa e con il classico stile che prima lo vedi e poi lo senti, manco fosse un proiettile tanto è veloce.

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L’ultima speciale è un revival dei tempi che furono. La Vecchia DH è qualcosa su cui Vouilloz già si faceva vedere anni fa. Stavolta si fa vedere in seconda posizione, dato che la total stage domination gliela toglie Milivinti. E’ ormai mezzogiorno passato, il sole è alto nel cielo, fa un caldo simil primaverile e si vede che il vincitore del circuito Superenduro Pro 2014 si è scaldato.

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Morale della favola, Nico Vouilloz vince la Dolenduro cone 24 secondi su Alex Lupato e 36 su Milivinti. In quarta posizione un Denny Lupato in crescita nella disciplina anche se si prende più di un minuto.

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Francesco Fregona (WeekendWheels) non ha partecipato alla gara, ha fatto solo l’apripista, per motivi burocratici, ma pare che nell’ultima speciale abbia preso solo 3 secondi da Vouilloz. Per essere alla sesta discesa con la bici nuova, una fiammante Pedroni Lupo, diciamo che non è male.

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Laura Rossin vince la sfida e si mette davanti alla Macheda e alla Pastore, giustificando ancora una volta la manica tricolore del 2014 nonchè la vittoria del circuito Superenduro.

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Per la gioia degli organizzatori e dei rider, il pranzo posta gara sembrava più un pranzo da fine aprile, con qualche sgargiantello in maniche di maglietta sotto al caldo sole. Un sole che ha premiato Supernatural che sta portando questo spot ligure di Dolceacqua ad un livello agonistico sempre più alto. Ride on!

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Ecco le classifiche finali:

E qui alcuni scatti della gara:
Il podio delle ragazze

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Valentina Macheda

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Chiara Pastore

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Il podio maschile

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Manuel Ducci

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Denny Lupato

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Andrea Gamenara

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Andrea Pirazzoli

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James Shirley

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Su per le speciali

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