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Arrivato quarto per tre volte di fila, quest’anno ha demolito la ‘maledizione’ del Rampage e la concorrenza con una runa da 95,25 punti. Andreu Lacondeguy vince l’edizione 2014 della Red Bull Rampage.

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Qualcuno, già dopo la prima giornata di prove sulla nuova location, lo aveva indicato, e come non farlo, tra i favoriti per la vittoria finale. Il mega drop che si è costruito insieme a Graham Agassiz (che, per la cronaca, dopo aver vinto al qualifica si è autoeliminato durante le prove il giorno della finale) è bastato per lanciare un segnalo forte e chiaro: quest’anno me la gioco!

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Gli è bastata una sola run per vincere. Quando ha visto che Zink, Strait e Semenuk, i più papabili per mettergli i bastoni tra le ruote, hanno ottenuto un punteggio minore durante la loro seconda run e che altri rider, come McGarry e Reboul, si sono eliminati sull’ernome canyon gap da 23 e passa metri, il rider spagnolo ha deciso di non correre ulteriori rischi e di scendere ‘tranquillo’ all’arrivo. Si, tranquillo, scendere dalla partenza all’arrivo è comunque un mestiere per gente di un altro mondo, anche senza drop e trick nel mentre.

Ecco la sua mega run:

Al secondo posto Cam Zink, che ai aggiudica anche il best trick con un 360 su un drop dal quarto quinto piano.

Non avrà vinto le ultima due edizioni, ma con il backflip dell’anno scorso e il 360 di quest’anno ha decisamente alzato l’asticella sulle cose che si possono fare su una mountain bike. Idolo delle folle.

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Al terzo posto Brandon Semenuk, che infila la seconda run e supera Kyle Strait in classifica.

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Una run ‘onesta’ in cui infila un suicide no hander e un 360, anche lui su un drop cieco e naturale.

L’edizione 2014 del Rampage si segnala quindi per la definitiva consacrazione di Andreu, uno dei rider che da sempre gira grosso e che ha anche definito alcuni standard in termini di trick. Chi c’era al Nissan Qashqai challenge del 2007 in piazza della Stazione a Milano, probabilmente si ricorda dei superman enromi e tiratissimi, suo marchio di fabbrica da allora.

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Andreu quest’anno, in termini di enormità di salti e drop, ha lanciato con altri rider il circuito Fest Series, un circuito alternativo e decisamente più hard core rispetto al FMB. I risultati si sono visti nel deserto dello Utah.

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Un’altra cosa che ho notato è la costante diminuzione di trick. Gli stessi commentatori lamentavano il fatto che molti rider preferissero straight jump (salti dritto per dritto) rispetto ad anche solo table, whip e trick più semplici.

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Non lo so se sia un bene o un male che non ci siano stati troppi grossi trick. Quello che so è che il Rampage è un evento di big mountain freride estremo, dove il terreno, il landing e la rampa il rider se li costruisce da se. Molti rider arrivano da contesti se vogliamo più semplici, da bike park, enormi, ma sempre bike park. Anche il percorso del Red Bull Joyride al Crankworx è enorme, ma il percorso è tirato come un tavolo da bigliardo e le strutture sono probabilmente più sicure di un drop costruito e provato in pochi giorni in mezzo alle rocce.
Questo sta segnando un solco tra i freerider da slope style e i freerider da big mountain?

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