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All’INFERNO e RITORNO: questo potrebbe essere il leit motiv  della mia gara di Palazzuolo.

All’INFERNO perché dopo la Gf della scorso week end all’Isola d’Elba in cui avevo vissuto il punto più basso della mia breve vita di biker, arrivo il sabato a Palazzuolo sul Senio con il morale sotto i tacchi ma soprattutto con la gambe svuotate…

RITORNO perché…lo si capirà meglio dopo…

Arrivo il sabato mattina a Palazzuolo, parcheggio ed incrocio un forte biker che non vedovo da un po’ sui campi di gara: decidiamo di pedalarci la risalita verso la ps1. I miei timori della vigilia erano confermati: non ho proprio forza nelle gambe, anche se saliamo a ritmo blando, sento proprio che non girano…

Inizia anche a piovere, e subito il mio pensiero va al terreno, che da bagnato diventerebbe assai insidioso (non che con l’asciutto non lo sia, anzi…). Proviamo qualche passaggio e una volta giunti in paese decido (contravvenendo alle mie regole) di furgonare le altre due speciali: troppo stanche e cotte le mie gambe per chiedergli di pedalare ancora…

Come al solito lucidata alla bici, gran cena e a letto presto per recuperare energie.

La mattina mi sveglio presto per la colazione e vengo accolto da un bellissimo sole…arrivato al C.O., però il bel sole di prima sembra per un attimo abbandonare Palazzuolo lasciando spazio a qualche nuvola minacciosa e a qualche goccia di pioggia…a cominciare dagli organizzatori e dai biker che erano presenti lo scorso anno, qualche incubo bagnato si fà strada nella loro menti….

Per fortuna però ritorna il sereno e la gara incomincia.

La prima risalita – per il mio solito motore diesel – si rileva faticosetta, anche se mi sento leggermente meglio del giorno prima. Arrivato in cima con un buon anticipo mi dedico a qualche ripresa sui tecnici passaggi iniziali a gradoni (il mio socio e filmaker Matteo a questo giro era assente…) e in attimo arriva il mio turno.

I gradoni filano via lisci senza intoppi, ma appena arrivato nel tratto pedalato, realizzo subito che la mia gamba è ancora non pervenuta, rimaterializzandosi l’INFERNO provato all’Isola d’Elba…ripenso a come stavo bene a Coggiola e a Diano e mi viene ancora più il nervoso a non riuscire a spingere sui pedali come vorrei…pazienza, cerco di non strafare e finisco senza errori la ps1.

Si riparte: il trasferimento per la ps2 è il più corto, ma giunti verso la fine c’è un bel tratto pendente da fare a spinta, che subito mi ricorda che ne dovremo affrontare uno simile (anzi, ben più duro), anche in speciale.

Anche qui arrivo con un po’ di anticipo e mi dedico a qualche ripresa…finché non tocca a me partire. So che lo strappo monster è poco dopo la partenza della speciale, per cui, a differenza del solito, cerco di non partire a tutta per preservare un po’ la già non pervenuta gamba…tutto inutile però, come faccio 10 m dello strappo sono già fermo, non ne ho proprio (sono ancora all’INFERNO purtroppo…), per cui…spingere!

Verso la fine dello strappo, dove spiana, provo a corricchiare ed una volta rimontato in sella tiro un attimo il fiato…mi rendo conto di aver perso una vita, per cui mollo tutto in discesa…mi diverto come un matto, la speciale avrebbero dovuto chiamarla “Flipper”, visto come rimbalzo da una pietra all’altra…verso la fine, prendo la sponda in ghiaietto su curva a sinistra un po’ allegra e ovviamente cicco l’imbocco sul sentiero successivo tirando dritto…sono recidivo, mi era successo anche nelle prove…ahimè questo errore so che in qualche modo mi costerà caro in termini di posizione finale…

 Arriva il C.O. do un occhio alla classifica e vedo che non sono messo male in quella di categoria…

Il terzo trasferimento è lungo, sento tutta la fatica nelle gambe ed in più ho l’ansia di arrivare presto per fare un po’ di video…non sembrano dure le pendenze, ma essendo praticamente il trasferimento dritto per dritto e su ghiaietto, personalmente mi ha dato un bel da fare…(non c’è ancora verso di uscire dall’INFERNO…ho comunque incrociato alcune persone che spingevano…).

Ci siamo, sono in cima (accolto da un panorama meraviglioso dell’Appennino), faccio un paio di riprese e mi preparo a dare tutto: so che posso ottenere un buon piazzamento finale per cui, anche se non mi sento propriamente in forma, sconnetto il cervello e parto a razzo….

RITORNO dicevo all’inizio…le gambe ancora non sono come vorrei, ma incredibilmente rispondono meglio che nelle prime due prove, sento che sono abbastanza veloce e che non cedo fisicamente…continuo a pedalare ovunque cercando di guidare pulito…ci siamo, vedo l’arrivo e do gli ultimi colpi di pedale…è finita!

 

Sono contento di come ho fatto questa ps3…e sono contento del minimo cenno di RITORNO che le gambe mi hanno dato…

Al traguardo do un occhio alla classifica parziale e mi rendo conto che per la prima volta nella mia vita da biker “rischio” il podio…e così è!!! Finisco 3° di categoria su 18 (il RITORNO…) a 70 centesimi dal secondo (maledetto il dritto in ps2, sapevo mi sarebbe costato caro…)!!

Nella generale chiudo 35° su 122 concorrenti….come al solito alla fine di una gara si devono tirare le fila….sono contento per il risultato ma non lo sono molto per le sensazioni che ho avuto in gara…non ho ancora le gambe che vorrei, o per lo meno che avevo avuto a Coggiola e Diano…spero in un loro definitivo RITORNO al più presto, la stagione sta per entrare nel vivo!! Adesso mi prendo due settimane di pausa e poi….SuperEnduro Sprint #4 a  Priero…stay tuned!!

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