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Non ero mai stato a Pila…non mi scorderò mai più di Pila e dello splendido “weekendwheels” trascorso. Si parte da Milano il venerdì sera dopo il lavoro per arrivare a Cogne a casa della moglie del socio Matteo verso le 23e30. Mi fiondo a letto praticamente appena messo piede in casa, sono stanchissimo…

Il sabato mattina ci svegliamo belli carichi e per le 9 siamo a Pila. La giornata è di quelle da incorniciare, sembra anche esserci un po’ di movimento di bikers, insomma le premesse per una bella gara ci sono tutte. Dopo un po’ di coda al race office ritiriamo i numeri, li mettiamo sulla bici e ci dirigiamo verso i 2.700m della partenza. Ad accompagnare me e il socio c’è una promettente promessa delle ruote grasse: il sedicenne Chistopher Bertotto (ma chiamatelo Kike).

Il primo giro lo dedichiamo a conoscere il percorso: Matteo è di casa e – a parte il pezzo nuovo – lo conosce bene, Kike l’ha rullato per bene insieme a Ducci il giorno prima. I miei due Ciceroni mi fanno vedere qualche linea, ma qui di tecnico c’è ben poco, bisogna solo dare gas e pedalare nei tratti di collegamento. Prese le misure mi lancio nel mio primo tentativo: purtroppo trovo qualche intoppo sulla strada e non faccio un buon tempo. Provo un’altra volta ma non sono soddisfatto (12’ e 36” circa). Ormai è l’ultimo tentativo, il tempo stringe. In partenza ritrovo un Kike ansioso che aspetta l’ultimo secondo disponibile per lanciarsi (con questa mentalità il ragazzo può davvero diventare un numero uno…). Mi concentro e parto a tutta, ma sento di non essere più come prima, forse al terzo tentativo la stanchezza incomincia ad accusarsi…tengo duro, faccio le linee che preferisco ma nell’ultimo pezzo di bosco si abbatte come una furia su di me il Gambi giovane…lo sento che preme da lontano…gli faccio strada non appena il bosco si allarga, mi passa come un razzo…provo a seguirne le linee e sulla carraia pedalo a tutta, fino a riprenderlo! Lo perdo però di nuovo nello stretto e non lo vedo più…al traguardo con la coda dell’occhio leggo un 12’e17” circa…ho tolto 20”! Forse il Vitto mi ha fatto da lepre, o forse riprovando il percorso lo si memorizza ed interpreta meglio. Fatto sta che mi qualifico in 2° fila con un ottimo (per me) 19° posto.

Col socio rientriamo a Cogne, pulisco il mezzo e ci prepariamo per mangiare…al solito cena abbondante: pasta, verdura, grigliatona di pollo e poi frutta per finire. Quattro chiacchere e sono pronto per infilare i piedi sotto le lenzuola.

La mattina ci accoglie una giornata nuvolosa, quasi autunnale o almeno così sembra. Il socio mi dice “non ti preoccupare, in partenza ci sarà il sole”…si vede che conosce bene queste zone, infatti alla partenza ci attende uno di quegli spettacoli che ti riconcilia con tutto e ti fa fare pace col mondo: un mare di nuvole sotto di noi e le grandi vette delle Alpi che sembrano emergere dal nulla…fantastico!

Ora però è il momento di concentrarsi…mancano 30”, 20”…il Diretur di gara Monchiero fa un po’ di casotto con i cartelloni dei secondi e quando gli altri partono ho ancora un piede giù…perdo posizioni e vengo chiuso alla prima curva…

Poco male, recupero nelle strade bianche e allo strappo in salita metto il turbo…tengo bene fino quasi alla fine, quando nel bosco un missile terra aria mi passa a pelo (Mazzolini…). Provo a stargli dietro ma è impossibile: con la bici da DH fa cose al di fuori non solo della mia portata ma anche della mia immaginazione…un fenomeno! In un tratto di trasferimento vengo sverniciato da Manganelli…ci prova a sverniciarmi anche l’amico Andrea Rosset, non rispondo e mi accodo nel tratto di cemento per recuperare energie e sferro il mio contrattacco poco dopo…riprendendomi la posizione…(anche alla Maxi di Cervinia ci aveva provato alla fine…o mi vuole bene o quando mi vede si infervora…Andre sarà per la prossima volta ;-))! Chiudo 19°, sono contento!

Mi riprendo dalla fatica – davvero sovraumana, 13’ così a manetta sono devastanti – ma dato che per risalire ci vuole quasi un’ora è già il momento di andare.

Col socio arriviamo in cima per primi e ci godiamo un po’ di aria sottile guardando il panorama e scambiando due parole con gli altri riders…L’adrenalina però risale presto ed è di nuovo il momento di fare sul serio…sono posizionato meglio di prima (in gara 1 ero arrivato in ritardo…), di fianco ho il mitico Inti, dall’altro lato Gerardo Bottinelli…parto bene stavolta, passo Bottinelli (ma lo rivedrò ahimè…) sul carraione in discesa…

Do tutto sulla strappo e mi accodo all’amico Gelo con davanti Inti…riesco a stare dietro a questi due per metà gara godendomi la loro battaglia da dietro, ma dopo il secondo bosco li perdo…mi accorgo di essere lento e di avere gente alle calcagna…provo a pedale a tutta, ma verso la fine sul tratto in asfalto mi passano in tre, tra cui riconosco Bottinelli (eccolo!) e Toniati…provo a reagire e riesco a riprendere praticamente sotto l’arrivo Toniati, convinto di averlo beffato alla fotocellula…ma 4 decimi di secondo mi sono fatali…fa lo stesso, chiudo 16° (19° come prima praticamente, se Zanchi, Germanetto e Seddaiu non avessero bucato…) e finisco 14° assoluto!! Forse il mio miglior risultato da quando faccio le gare…

All’arrivo vedo tante facce soddisfatte, tutti felici della bellissima gara (ma anche per il lauto pasta party…). Mi accorgo che forse potrei finire sul podio della categoria M1-2, ma un imprevisto mi costringe a partire prima di scoprirlo (una tirata di orecchie ai cronometristi che ci hanno messo una vita stilare le classifiche…ma usare excel nel 2012 invece che fare i conti a mano??). Scoprirò solo più tardi di avere fatto terzo di categoria, sarebbe stato bellissimo salire sul podio insieme al mio concittadino ed amico Gelo, credo che un’occasione così non ricapiterà mai più…

 

La gara viene vinta da un Super Manuel Ducci su una nutrita schiera di esperti DH marathonmen svizzeri.

Che dire? Una delle più belle DH marathon che ho fatto, in un posto da favola in cui voglio tornare al più presto, risultato ottimo (il percorso mi si addiceva, molto fisico, poco tecnica..)…se dovessi cercare il pelo nell’uovo direi che devo assolutamente migliorare la mia cronica incapacità di girare nello stretto, perdevo davvero troppo tempo nel bosco…e forse avrei optato per una qualifica più corta, non su tutta la lunghezza del percorso di gara…ma sono dettagli, per ora mi godo questo buon momento in attesa della prossima Supermountain a Scopello, stay tuned!

 

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