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Di questi tempi, negli anni passati, eravamo tutti in trepidante attesa della pubblicazione del calendario SuperEnduro…in questo periodo i team sono bene o male tutti definiti, si è ancora magari a caccia di qualche sponsor, ma in fondo non resta altro che attendere la pubblicazione del calendario del circuito più importante in Italia per iniziare a programmare la stagione…perchè, non nascondiamolo, tutte le altre gare hanno sempre ruotato attorno a questo.

Oggi, invece, c’è nell’aria un sentore diverso, non più di eccitazione per scoprire, programmare, sognare, la nuova stagione di enduro, ma di timore, quasi paura: paura che il SuperEnduro chiuda i battenti…

Ammeto di avere avuto settimana scorsa notizie al riguardo di una possibile chiusura da fonti interne al Superenduro: se quest’anno avevo in più occasioni avuto il sentore (diretto ed indiretto) che molto probabilmente nel 2015 non vi sarebbero state più le Experience, non mi sarei invece mai aspettato un possibile forfait delle PRO. E la cosa mi ha profondamente intristito e fatto riflettere…

Certamente quest’anno qualcosa nel meccanismo del SE si è inceppato: le Experience sono state disertate nella maggior parte dei casi (tolta Coggiola e Santa Margherita Ligure, forse perchè la prima e l’ultima…) ma anche le Pro (tolta Sestri) non hanno ottenuto quanto raccolto negli anni passati a livello di partecipanti.

Io non voglio stare qui a dire i motivi per cui, a mio avviso, in un modo o nell’altro, quest’anno qualcosa non ha funzionato: io sono qui a scrivere i motivi per cui il SE non dovrebbe chiudere, nonchè i suoi innegabili meriti. E scriverò di getto, così come i pensieri mi passano per la testa…

Se oggi abbiamo i vari Bruno, Lupato(i), Sottocornola, Ducci, Casadei (Milivinti lo considero una new entry…), Macheda, Rossin, Pastore etc., oltre che per i loro ovvi meriti tecnici/atletici, lo dobbiamo senza dubbio al SE: il livello della competizione è cresciuto con la crescita stessa del circuito. Che scelta avrebbero i nostri riders senza il SE per poi doversi confrontare nell’EWS contro i migliori del pianeta? Io ne vedo solo una: andare a correre all’esterno con tutte quello che ciò comporterebbe in termini di tempo e risorse…

Facendo gare, in questi cinque anni, ho conosciuto un sacco di persone fantastiche, tant’è che alcune di quelle oggi posso tranquillamente chiamarle “Amico“.

Ho visto e girato in posti bellissimi: anzi, al SE stesso si deve l’affermazione di location che prima erano note solo ai locals, mentre ora sono dei veri e propri simboli dell’enduro.

Credo che se lo sviluppo dei componenti specifici da enduro abbia preso piede e le bici si siano evolute, la maggior parte del merito vada al SE…

Anche nella nascita stessa dell’EWS credo che il SE abbia avuto il suo peso specifico.

In questi tempi di crisi, penso che molti negozi/distributori abbiano beneficiato non poco dell’esplosione dell’enduro (ribadisco, in gran parte dovuta al SE…).

Sono nati molti team organizzati: tante persone accumanate dalle stessa passione che nei weekend di gara si riuniscono per passare momenti spensierati in tempi non proprio idilliaci…alcuni di questi team sono poi di zone dove i circuiti minori non ci sono e vivono la stagione in funzione del calendario SE…

Proprio i circuiti minori sono nati ispirandosi al format creato dal SE…

Anche la nostra stessa esistenza come Magazine (ma anche di altri nati dopo…) è sicuramente stata influenzata dal SE.

Ripeto, ci sono sicuramente aspetti del SE su cui riflettere e magari perfettibili…ma nulla di insormontabile credo. Nulla che possa portare alla parola “fine”. Magari si potrebbero coinvolgere i team più importanti, i riders più forti e le persone più rappresentative per formare un tavolo di lavoro comune in cui condividere le idee e confrontarsi…

Capisco che le critiche (se non costruttive) facciano male e non diano certo l’input all’entusiasmo: non mi nascondo dietro ad un dito, anche io ne ho fatte a certi aspetti delle gare di enduro (e non al SE direttamente: non ho mai digerito, benchè ne abbia usufruito, le risalite meccanizzate no limits…) e quando avevo qualcosa da dire l’ho detto a chi di dovere (non mi hanno convito il format di due giorni delle Pro di quest’anno, così come il parco chiuso…); però da qui a sparare sempre a zero come è nel tipico stile italiano (dagli stranieri ho sempre e solo sentito parole al miele per il SE: ho conosciuto quest’anno un tedesco che ha disertato le gare di casa per seguire il circuito nostrano…) e come spesso leggo nei forum, ce ne passa…

E sono sicuro che, comunque, anche i criticoni sentirebbero molto la mancanza del SE (mi hanno insegnato “chi disprezza, compra…”)…d’altronde se non ci fosse, su cosa indirizzerebbero le loro critiche e frustrazione, sulla gara da 50 iscritti dietro casa?

Abbiamo – per una volta nel mondo gravity della mtb – un’eccellenza che ci invidiano e seguono anche dall’estero: sarebbe davvero un peccato che tutto ciò finisse…

Io una stagione di gare senza il circuito più importante in Italia non riesco ad immaginarmela…per cui…SE NON MOLLARE!!

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