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Di solito, in questo periodo dell’anno, sono più propenso a macinare kilometri in sella alla mia amata bici da corsa che andarmi a infangare con la mtb: diciamo che da febbraio inizio poi a tirarla fuori, anche perchè la stagione delle ruote grasse è poi così lunga che rischio di arrivare ad ottobre un pò nauseato…Per cui, nelle domeniche invernali, mi dedico a dei bei giri lunghi su strada.

Ammetto però che era già da un pò di tempo che seguivo da lontano un movimento che mi intrigava parecchio: quello del ciclocrosssinglespeed (“cxss”) italiano…dall’idea che mi ero fatto più che un movimento mi sembrava un vero e proprio lifestyle! Gente super semplice e alla mano, amante di un particolare modo di vivere la bici, lontano dalle menate che ci facciamo noi enduristi su come vanno o non vanno le bici, o sulle forche e gli ammo che non forcano o non ammano…qui c’è solo da pensare a menare sui pedali, null’altro! Anche perchè altro effettivamente non c’è!

Un bel giorno però, il mio compagno di team Francesco FREGONA – che già aveva provato, da buon Jared GRAVES de noiatri, questa particolare disciplina – mi ha messo la pulce nell’orecchio…e da lì a provarne una il passo è stato breve.

Avevo già provato il ciclocross qualche anno fa: non con la bici da cx, ma con la mtb che nelle garette minori è concessa. Gare di 45′ più un giro, davvero dure. Avevo quindi una vaga idea di quello che mi avrebbe aspettato…giusto, vaga…

Per come sono fatto, mi sono dovuto quantomeno attrezzare con una mezzo “adeguato”: non volevo semplicemente adattarre la mia front da XCO. Contatto quindi PedalDomain (costola di RaceWare: grazie Michele!) e chiedo se per caso è rimasto qualcosa di singlespeed della mia taglia (XL) in magazzino…fortuna vuole che hanno ancora un Salsa El Mariachi del 2013. Prezzo scontato e affare fatto.

Salsa è un marchio storico della mtb: sono sempre stato affascinato dalle loro creazioni, soprattutto quelle in titanio dedicate al gravel/touring. C’è anche da dire che ultimamente hanno sfornato delle full da mtb che sembrano veramente intessanti…per non parlare delle Fat…

El Mariachi non è proprio un telaio da cx: è un telaio da mtb, ma poco importa…manubrio dritto o manubrio curvo l’importante è avere forcella rigida, monorapporto e le gomme da cx.

Con un pò di compenenti che già avevo in casa (riciclati da vecchie bici o vinti in qualche podio di categoria di enduro, più qualche chicca nuova ad hoc), ecco che prende vita la mia Salsa “Freak El Mariachi CXSS”: un misto di antico ma tremendamente affascinante (l’acciaio del telaio), di nobile (la viteria in titanio) e nuovo (il carbonio di manubrio, forcella e reggisella).

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Salsa_El Mariachi_cxss3Manubrio da enduro in carbonio: Truvativ Jerome Clementz edition…75 cm di larghezza e 2cm di rise…proprio da cx!

Salsa_El Mariachi_cxss_Truvativ Jerome ClementzGià si sono intravisti nella foto di prima: spettacolari freni Hope Tech 3 X2 purple…libidine!

Salsa_El Mariachi_cxss_HopetechCerchi Wtb Frequency I-19 tubeless ready e gomme sempre Wtb CrossWolf da 32mm sempre tubeless ready.

Salsa_El Mariachi_cxss_WTB Frequency I-19Forcella rigida in carbonio da mtb…un pò sovradimensionata per lo scopo.

Salsa_El Mariachi_cxss_forkCorona ovale da 34t B-Labs “dente largo-dente stretto”.

Salsa_El Mariachi_cxss_B-Labs OvalPignone posteriore da 18 (per la mia gamba e il tipo di percorso sarebbe stato meglio un 19).

Salsa_El Mariachi_cxss_cogOk, la bici c’è, le gambe ancora no, ma il gioco è fatto: la data prescelta è la gara del 18 gennaio a Cogliate, facente parte del circuito http://singlespeed-italy.com/scis/

Perchè proprio Cogliate? Perchè è dieci minuti da casa della fidanzata…

Per una volta, quindi, mi sveglio con calma prima di una gara e con altrettanta calma mi dirigo sul luogo del delitto…Il tracciato è bellissimo: una parte è in un percorso usato per fare scuola di mtb ai bambini, con qualche sponda, qualche saltino e qualche dosso. L’altra parte lambisce il parco delle Groane, con qualche ostacolo naturale che ben si presta al cx e due lunghi rettilinei in campo aperto. Il terreno è, come deve essere per il cx, fangoso. In alcuni punti un vero pantano. Il tutto però non fa che rendere più epica la cosa.

Ci siamo, è ora di partire…una mandria di uomini indisciplinati è tutta allineata stile Megavalanche nel campo da calcio.

cogliate_cx_2015_mic_fra_startGli organizzatori ci dicono che il via sarà dato dallo scoppio di un raudo…non ci dicono però chi sarà a far scoppiare tale raudo…così uno degli organizzatori davanti a noi si appresta ad accendere la miccia, ma in lontananza si sento uno scoppio…e via tutti che partono…tutti ovviamente tranne me e Francesco che restiamo al palo…e già la gara parte in rimonta…

Fra mi supera all’imbocco del tracciato ma poi rimane imbottigliato nel traffico e io ne approffito per passare largo. Poche curve e mi ripassa…come sempre faccio una fatica boia a tenere ritmi elevati nelle prime battute di gara…il mio motore diesel soffre…inizio a riprendere un pò di gente, ma mano a mano che la gara continua ho come la sensazione che ce ne sia sempre meno sul tracciato (scoprirò poi che molti si sono ritirati). Il fondo è bello pesante, ma se nella parte dedicata a campo scuola per i bambini si va via decentemente, una volta usciti dal bosco e immessi nel lungo campo aperto, inizia il calvario…non c’è linea che tenga, il terreno sembra risucchiarti…ho come la sensazione di trainare un camion…non vado avanti!! Così continua la mia gara, tra il divertimento che provo nel campo scuola e la tremenda sofferenza nei due campi aperti…

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cogliate_cx_michele_nastroVerso la fine inizio a rivedere Fra in lontanza, ma è troppo lontano e rimane troppo poco tempo per andarlo a prendere…come sempre finisco meglio di come ho iniziato, dopo 40′ il mio carburatore sembra essere tornato in bolla, ma ormai la gara è finita…

Ecco la mia “Freak El Mariachi CXSS” a fine gara.

cogliate_cx_2015_salsaDue miei dati di gara giusto per rendere l’idea della fatica bestiale che ho fatto in questa disciplina: 56′:43″ tempo totale (45′ + un giro), 10,65km/h velocità media (era tutta in piano praticamente), 177bpm di media del mio cuore (190 la massima) e 48 rpm medie!

Che dire? Sono rimasto molto affascinato da questo modo di interpretare la bici: gente molto orientata sul “keep it simple” e folkloristica se vogliamo (certe bici e abbigliamenti erano uno spettacolo: anzi, spesso sono graditi i travestimenti…) e ma che comunque mena davvero forte sui pedali. Alla prossima!

 

 

 

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