thomas_vanderham_red_bull_rampage_2008

Dopo 4 anni di attesa, il Red Bull Rampage ritorna. Sono stati 4 anni di cambiamento e di novità. Le bici e i componenti sono cambiati radicalmente rispetto al 2004. Il cambiamento più grosso è il modo di raidare.

Il Kokanee Crankworx si è affermato come l’evento top del calendario degli eventi freeride, e proprio al Crankworx e ai suoi percorsi ogni anno più spettacolari si deve l’ispirazione del nuovo Rampage. Solo che in questo caso sono più grandi, molto più grandi.

Non sono più gli anni di tracciati interamente naturali con alcune rampe di terra preparate li per li dai rider. Ora ci sono strutture in legno immense che rompono il paesaggio desertico di Virgin. Su queste strutture vengono sparati backflip, whip da freestyle motocross, suicide, ma anche trick da park come tailwhip, 360 e barspin. Il mondo è cambiato e i nome anche.

I ‘vecchi’ del freeride non ci sono più, si sono ritirati o si dedicano a raidat meno rischiose. Ora c’è un gruppo di sbarbati, alcuni dei quali erano riusciti già a partecipare alle ultime due edizioni del Rampage, ma che raidano in maniera decisamente diversa rispetto al passato.

Il 2008 segna la consacrazione di Brandon Semenuk, che appena 17enne, spara uno dei trick più tosti su uno dei gap più grossi che una mountain bike avesse visto fino a quel momento.

Dietro di lui un’altra novità di questi ultimi anni, Kurt Sorge, e un veterano e freerider vecchia scuola, Thomas Vanderham.

Più in dietro si scorgono ancora nomi delle passate edizioni, come Cedric Gracia, Michal Marosi, Darren Berrecloth o Gee Atherton, i veterani, ma si vedono anche i nomi di quelli che ormai da anni primeggiano al Crankworx e nei contest di Slope Style sempre più diffusi: Cam MacCaul, Cam Zink, Paul Basagoitia e Graham Agassiz.

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