helmet_cam_weekend_stories

Chissà quanti si ricordano i video di 4/5 anni fa ella serie New World Disorder o Kranked, in cui per fare le riprese POV (point of view) venivano utilizzate helmet camera d qualche chilo di peso? Non erano vere e proprie helmet cam, erano spesso le videocamere normalmente utilizzate per le riprese da fermo che, per stare sul casco del rider, erano contrappesate da blocchi di uguale peso. Il tutto ovviamente a discapito del collo di chi le indossava.

Ora, sono passati pochi anni da quel tempo, ma sembrano veramente eoni, visto che oggi, con pochi grammi e pochi euro il numero di video POV è letteralmente centuplicato verso l’infinito e oltre. Già perchè grazie a qualche mente ingegnosa, c’è stata una vera rivoluzione nel mondo dell’action shooting. GoPro, con la sua Hero, è probabilmente il simbolo di questa rivoluzione. Ma come è potuto succedere?

In realtà, l’origine di questo post è casuale: ci si chiedeva quanto fatturasse GoPro visto il numero di sponsorship, video e contenuti che girano sul web. Partendo da questa domanda parecchio veniale, ci siamo imbattuti in un articolo molto interessante, ‘The GoPro Army’ .

Per farla breve, come per ogni grande invenzione, c’è sempre la mente malata e narcisista di qualcuno. Nel caso di GoPro, la mente malata si chiama Nick Woodman, 36 americano (e ti pareva) che, nel 2002, durante 5 mesi di cazzeggio (post bolla new economy) in giro per Australia e Indonesia si è posto la domanda: ma perchè solo i pro surfer riescono a farsi fare dei film decenti (grazie a fotografi e videomaker in acqua) mentre surfano?

La risposta iniziale fu quella di fare un aggeggio che fosse attaccabile al surfer con un braccialetto. Ebbene si, tutti quelli che pensavano GoPro fosse nata come roba da bici o da moto (noi compresi) sbagliavano. La GoPro è una videocamera pensata da surfer per il surf.

Per finanziarsi il progetto, Woodman, prima di tornare in USA acquistò per poco meno di due dollari l’una circa 1.800 cinture artigianali indonesiane, che in patria rivendette a 65 dollari l’una (108.000 dollari ci fece). Con questi, più altri soldi raccattati qua e là, iniziò i primi tentativi di creare il famoso braccialetto di cui sopra. La leggenda vuole che Woodman, la fidanzata e alcuni amici coinvolti nel tempo, dormissero (!?) con questi braccialetti per verificarne l’affidabilità in ogni situazione e condizione (non avrebbero ma dovuto smollarsi).

La prima GoPro, che non era una GoPro vide la luce nel 2004: una fotocamera da polso che, presentata all’Action Sport Retailer Show (robe che solo in America ci possono essere, sigh!) ottenne ben 100 (cento) ordini da un operatore giapponese. Questo permise un buon introito e quindi fondi per cercare di creare una videocamera.

A questo punto la svolta. Il buon Woodman ha sempre avuto il sogno di diventare un pilota di rally professionista. Desideroso di filmarsi, decise di fissare la sua prima GoPro al rollbar di una macchina (automobile) presa per l’occasione. L’epifania: GoPro avrebbe dovuto fare tutti i supporti possibili e immaginabili per permettere alla gente di filmarsi come e da dove voleva. DI qui segono infiniti test su automobili di altrettanto infiniti supporti per verificare durabilità, forza e affidabilità di quei supporti che molti di noi oggi portano incollati al casco. Questi test segnano il boom dell’entusiasmo non solo per i surfer, ma per un bel po’ di gente.

E si arriva al 2009, anno in cui esce la prima videocamera GoPro ad alta definizione: successo fu. E non tanto per investimenti in pubblicità da parte dell’azienda, ma per un quantità smodata di video, prodotti dai clienti stessi, che invase il web e che fece da vero e proprio passa parola. Woodman stesso dice di non aver avuto il minimo controllo di una situazione che gli esplose sotto le chiappe e che gli portò, milione dopo milione, la possibilità di diventare l’azienda di videocamere con il tasso di crescita di fatturato più alto di sempre.

Oggi la GoPro è forse la videocamera più utilizzata in tutti gli action sports (ma non solo), con un numero crescente di fan (e di clienti) che ogni giorno postano i proprio video su youtube, vimeo e ovunque il web lo consenta. Grazie a questo il fatturato 2011 di GoPro, e qui la risposta alla domanda dell’inizio, è stato di 250 milioni di dollari, con circa 800.000 videocamere vendute. Nel 2010 il fatturato era stato ‘solo’ 15 milioni.

Ultima curiosità: uno dei temi principali delle videocamere, soprattutto per quelle utilizzate per gli action sports, è il suono. Bè, Woodman risolse il problema testando e ritestando la GoPro con moto da cross elettriche, le Zero, in modo da escludere ogni rumore di motore e isolando invece quello del vento e degli agenti atmosferici in generale. Alla fine ha brevettato il suo sistema di cattura del suono.

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