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La stagione 2014 non ha visto Andrea Bruno lottare per la vittoria nelle gare di enduro per la prima volta da anni, più o meno da quando esiste l’enduro in Italia. Si potrebbe anche dire che Andrea non si è visto proprio, a parte durante la Superenduro PRO di Sestri e la Experience di Priero.

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Che gli è successo? Niente, ma ha deciso di cambiare stile di vita: meno gare più famiglia. Per anni Andrea è stato l’unico pro italiano dell’enduro con figli a carico, in più, avendo un’azienda, Tribe Distribution, da mandare avanti, il tempo a disposizione per le gare è sempre meno e quindi…

…ti sono mancate le gare?
Si e no. Si perchè ho almeno due decenni di gare alle spalle e mi sento come un qualcosa che manca: il rituale del weekend di gara, il gusto della competizione, la voglia di mettersi dietro gli avversari…
No perchè ora mi diverto tantissimo a passare molto più tempo con i bambini e mia moglie. Ci sono sempre tante cose da fare.

Quindi, come è stato il tuo 2014 in bici?
Beh di gare ne ho fatte davvero poche, giusto un paio. Sestri è stata più una presenza per puro spirito sportivo, mentre Priero è la gara di casa. Ho passato molto più tempo in bici per lavoro, come testimonial e imprenditore di Tribe Distribution, per portare e far provare ai clienti le mie bici e i miei prodotti. Infine, mi stanno dando una sacco di soddisfazioni le giornate di ‘scuola’ con la mia RideABility: ha un buon seguito e mi piace insegnare ad andare in bici.

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E nel 2015, ti vedremo più spesso alle gare?
Non lo so ancora e non sono sicuro al 100%, per vari motivi. Il primo ovviamente è l’impegno che dovrei dedicare ai weekend di gara, sia in termini di tempo che di preparazione fisica. Non sono un fan delle competizioni su più giorni e tra famiglia e lavoro ritagliarsi lo spazio, tra prove e gara, non è mai facile.
Dal punto di vista fisico ho recuperato quasi al 100% la spalla che mi ha fatto tribolare nel 2013. Un anno fa esatto, l’11 dicembre, ho subito l’operazione che me l’ha rimessa a posto, per cui anche questo dal punto di vista mentale aiuta. Una cosa che invece non aiuta, almeno me personalmente, sono le notizie sugli incidenti in bici che quando ci penso mi fa magari cambiare idea su mettermi di nuovo in gioco in una competizione. Ho ancora in mente quello di Sandrone l’anno scorso a Finale e, più recente, quello di Walter quest’anno. Mando a entrambi un abbraccio.
Poi mi sa che non mi sento ancora pronto ad affrontare una gara, soprattutto una serie di gare, senza pensare di dare il massimo per vincere. Mi tessererò, nel 2015, ma non ho ancora deciso se Elite o Master!

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Nel 2014 la scena enduristica italiana è stata dominata dall’ennesimo discesista, cosa ne pensi?
Continuo a pensare che il discesista allenato sia l’endurista più forte. Puoi pedalare tutto quello che vuoi, ma poi ti trovi su percorsi discesistici, come buona parte delle prove quest’anno, e se non sai far scorrere la bici… E’ per questo che Barel poi vince, o no?

Parliamo ora di Transition. La nuova Patrol è un bel cambiamento…
Si, la nuova Patrol è bel un passo avanti rispetto alla ‘vecchia’ Covert. E’ una bici pensata per rimanere attaccata al terreno, sia in scorrimento che in pedalata. Quindi molto diversa dalla Covert, che rimane più nervosa per certi aspetti. Migliora anche il look. La Covert ha sempre avuto un aspetto un po’ spigoloso e un po’ old school. La Patrol invece è una gioia per gli occhi e l’anno prossimo la faranno anche in carbonio.

Ultima domanda: se fossi un cliente, quali sono due prodotti Tribe Distribution con cui vorresti iniziare la nuova stagione di mountain bike?

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Vediamo. Sicuramente un prodotto Bliss. Sto puntando molto su questo marchio di protezioni e mi soddisfa alla grande: la combo della collezione ARG, con il paraschiena Vertical LD e le gomitiere Minimalist, può essere un ottimo kit per l’endurista. Sono leggere, molto vestibili e flessibili e, soprattutto, fan passare l’aria!

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Vorrei poi un prodotto molto ‘fashion’ in questo ultimo anno. Un manubrio in carbonio della Kore, il Mega K1.

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760mm di leggerezza (230grammi). Un altro must dell’endurista.

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Ci vediamo presto Andrea!

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