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La Commencal Meta AM 29 è la sorella maggiore della nuova gamma Meta. La filosofia alla base del modello con le ruote grandi non è quella di aggiungere semplicemente un nuovo modello al catalogo, ma quello di proporre una nuova modalità di fare all mountain.

La 29 ha un escursione posteriore di 130mm che, insieme alla dimensione delle ruote, mixa la capacità di arrampicarsi su ogni terreno in ogni condizione con facilità a capacità discesistiche tipiche delle versioni da 26, AM e SX in particolare. In casa Commencal, i 130mm sono considerati un giusto valore per la tipologia di bicicletta e per le sue applicazioni. La posizione in pedalata, e quindi anche in discesa, è piuttosto allungata in verticale. L’effetto, per dare un esempio, è quello di pedalare su un risciò o uno di quei tricicli da spiaggia. Diciamo che per chi è abituato
a pedalare piuttosto ingobbito, all’inizio la nuova posizione sembra alquanto strana.

Nonostante questo, la pedalata rimane fluida e senza sforzo, grazie a delle ruote che letteralmente divorando ogni ostacolo e garantiscono un grip maggiore. Ma questo, si sa, è uno dei meriti riconosciuti delle ruote da 29.

Geometrie e Componenti

Come in tutta la gamma Meta, il sistema alla base della 29 è il Contact System EVO, che prevede un costruzione single pivot abbinata a 4 bar linkage. L’ammo da 190x51mm, ovviamente, è flottante. L’insieme è stato pensato per aggiungere rigidità all’ammortizzazione e sono state riadattate le geometrie per poter rendere più reattiva la pedalata delle 29. In particolare è stata limata la prpgresssività del carro, proprio per fare in modo che anche con i rapporti più agili non si perdesse in pedalata.

L’angolo di sterzo della 29 è ‘slack’, aperto. Con 68° non ce ne sono molte in giro di 29 così aperte, ma d’altronde tenere l’angolo aperto è sempre stato nel dna delle Meta. Il movimento centrale è stato messo il più in basso possibile (-33mm rispetto al centro ruota), di qui, insieme all’altezza della bici per le ruote, la posizione ‘in piedi dentro’ la bici e non ‘sulla’ bici. Come detto poco fa, anche se all’inizio ‘fa strano’ dopo due pedalate e una discesa si prende subito confidenza e il divertimento è a portata di mano. Anche sulla 29 l’angolo sella è stato rivisto per permettere un maggior comfort e soprattutto non c’è più la sensazione, della vecchia Meta, di essere troppo indietro rispetto ai pedali.

A completare il quadro della 29 ci sono: perno posteriore da 142×12, direct mount per dischi da 180mm, serie sterzo tapered che consente il montaggio di un angleset, standard ISCG 05 movimento centrale press fit 68/73.

La bici che abbiamo testato era un taglia L sulla quale ci siamo trovati perfettamente a nostro agio. Come già sulla Meta SL, l’ammortizzazione era tutta Fox con un RP23 190×51 al posteriore e una Float 34 davanti da 130. Trasmissione tutta Sram 2×10 con X9 davanti e X0 dietro. Freni Formula RX. Ruote Fulcrum Red Power 29 con copertoni Maxxis (Crossmark dietro e Ardent davanti).

Come gira

Che le 29 pedalino quasi da sole si sa, che lo facessero anche con 130mm al posteriore devo dire che è stata una gradita sorpresa. Il test non è durato tantissimo, poco più di 3 ore in mezzo ad un clima variabile che è passato da caldo sole primaverile, a vento, pioggia, neve e da capo, ma tanto è bastato per capire che la Meta 29 è una bici che vale la pena tenere in garage e da sfoderare ogni weekend.

In salita siamo riusciti a pedalare su sassi, radici, neve, fango, erba bagnata, sabbia, ogni cosa che abbiamo provato e sui abbiamo provato a salire. Che dire, sale con il minimo sforzo e non siamo mai saliti sui pedali. Anche in questo caso, per provare la rigidità del sistema del carro abbiamo tenuto il propedal a zero, in modo da verificare eventuali bobbate in salita e sui rilanci in discesa: perfetta pedalata in ogni situazione.

Nella discesa, la posizione verticale da tenere all’inizio ci ha un po’ spiazzato, abituati a posizioni più iscesistiche e rannicchiate, per cui temenamo un po’ nei passaggi veloci e tecnici. Mai timore fu più infondato. Dopo poche curve la senssazione era quella di avere sempre girato con una Meta 29. Sui tratti dritti e sconnessi sembrava
di essere su un DH (merito delle 29 e dei 130mm davanti e dietro, ma anche dell’angolo da 68°) ma in quelli più stretti e tortuosi la maneggevolezza della bici è stata fantastica.

Nel video che segue abbiamo fatto due test, non proprio scientifici, ma adatti a quelle che sono le sensazioni che un biker cerca su una bici del genere. Il primo riguarda la pedalata ss un prato ripido e bagnato. Quante volte sarà capitato di dover passare un prato bagnato oppure di voler tagliare un tornante passato sull’erba? Bene, almeno altrettante sarà capitato di non avere abbastanza gamba per superare questo mini ostacolo. Con la Meta 29 non ci siamo neanche alzati sui pedali, ma ci siamo sentiti grandi scalatori!

Il secondo test, forse quello più interessante, ha messo alla prova la guida in un sentierino abbastanza tortuoso, breve, ma tortuoso. Anche qui, la facilità e maneggevolezza della bici sono state una gradita sorpresa.

Test: Commencal META AM 29 from WeekendWheels on Vimeo.

Per chi è

La Meta 29 è un’ottima bici da all mountain che combina la filosofia delle bici all mountain/enduro di casa Commencal con i vantaggi delle ruote da 29. Questo permette di entrare nel radar di due tipi di rider differenti: quelli a cui piace pedalare, e pedalare tanto, e avere qualche mm in più di escursione in discesa, da una parte, e quelli a cui piacciono le discese e i percorsi in stile enduro, ma non vogliono ammazzarsi in salita ogni volta.
Per certi versi potrebbe anche essere un buon mezzo da allenamento per le gare di enduro. Per altri, ma dipende dai percorsi, potrebbe anche essere un buon mezzo per una gara da enduro.

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