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Ci siamo arrivati, ci siamo stati e lo abbiamo vissuto: un nuovo Big Bang della mountain bike gravity. Con la prima tappa dell’Enduro World Series di Punta Ala, in concomitanza con la Superenduro PRO 2, qualcosa è cambiato.

Grandi, grandissimi nomi, qualche decina di campioni del mondo tra downhill e four cross, leggende dello sport a non finire e nuovi giovani fenomeni. Il livello dei partecipanti è stato altissimo e grande era la gioia negli occhi degli organizzatori, Enrico Guala e Franco Monchiero su tutti, ma anche dei nostri rider italiani, felici come bambini in questo weekend di confronto sul campo con i grandi nomi della mountain bike.

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Ma cominciamo dall’inizio di questo weekend storico. Sabato è stato il giorno del prologo di Castiglione della Pescaia, uno dei migliori prologhi del circuito per qualità e spettacolarità del percorso. L’inizio ha tenuto un po’ con il fiato sospeso a causa del meteo, pioggia si pioggia no, ma questo non ha scoraggiato il pubblico che anzi ès tato premiato con un gran tramonto.

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Il prologo è stato vinto dal rider che non ti aspetti, vista la lista dei partenti, Alex Cure del team Urge, davanti a Fabien Barel e Cedric Gracia. Quarto quello che sarà la sorpresa del weekend, Martin Maes. Il giovane begla del team Atherton GT rimarrà tutto il weekend nelle posizioni altissime della classifica, mettendosi dietro più di una leggenda. E pensare che ha gareggiato con i flat e che ha solo 16 anni. Mostruoso.

Il primo degli italiani, sia nel prologo che nella classifica finale, è una grande Alex Lupato.

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Tra le donne, la presenza di Anne Caro Chausson conferma la superiorità della francese, che chiude al primo posto.

ENDURO WORLD SERIES 2013: Race 1 – Punta Ala Superenduro Pro 2 Prologo from WeekendWheels on Vimeo.

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