enduro_world_series_1

Partiamo da questa intervista a Jerome CLEMENTZ realizzata dopo la sua manche di qualifica alla Megavalanche questa estate.

Jerome Clementz post quali @ Megavalanahce 2013 from WeekendWheels on Vimeo.

Allora si erano già disputate tre gare dell’EWS: Punta Ala, a cura del Superenduro, Val d’Allos a cura di Tribe Events e Les 2 Alpes a cura del Crankworks. Tre gare per tre format differenti. Ora siamo a fine settembre, altre tre gare si sono disputate (Winter Park, Whistler e Val d’Isere) ognuna col suo format e le sue regole, e Jerome ha poi vinto la classifica assoluta con una gara di anticipo. Ne manca quindi solo una: la gara conclusiva di Finale Ligure. Evento sold out da tempo ed in cui vedremo un nuovo format targato Superenduro: speciali tracciate il mercoledì sera, a soli due giorni dalla gara, quattro speciali il sabato e due ladomenica.

Nell’intervista Jerome è chiaro su quale sia il formato di gara che preferisce: “solo un giorno per le prove e poi tutto il weekend o un giorno, per la gara“. Per cui il suo format ideale sarebbe quello adottato a Les 2 Alpes.

Altra cosa interessante che ci dice è che il format di gara proposto solitamente dal Superenduro  è troppo basato sulle prove, o meglio, che bisognerebbe solo pedalare per poter provare le speciali (di fatto trovando un modo per vietare/impedire le risalite furgonate).

Siamo abbastanza d’accordo con quello che dice, almeno per quanto riguarda le troppe prove che consente (a chi può permettersi un furgone…) il Superenduro, meno per quanto rigurada il format di gara che preferisce, ovvero quello adottato a Les 2 Alpes, con un solo giorno dedicato alle prove e il resto alla gara vera e propria ma – e qui sta il punto fondamentale – praticamente senza trasferimenti pedalati, con tutta la gara basata sugli impianti di risalita; per cui non una gara di enduro a nostro avviso, ma una gara di resitenza di downhill con parti pedalate nelle speciali.

Analizziamo la questione.

Che il format proposto dal Superenduro sia troppo orientato alle risalite meccanizzate è un dato di fatto: certo, questo da un lato aiuta la location che ospita la gara dal punto di vista turistico ed economico, creando un “andirivieni” continuo nei weekend precedenti la gara; da un altro lato però, si perde un pò quel sapore di sfida ed avventura insito nell’enduro, quel gusto di fare i percorsi “alla cieca” in altre parole. Inoltre, molti non possono permettersi (o non hanno amici/team che possono permettersi) le risalite meccanizzate ed è ormai noto come questo poi influisca pesantemente sulla prestazione in gara, ovviamente a parità di manico/abilità (esemplare è il caso di Jared GRAVES a Punta Ala che ha praticamente solo pedalato per provare le ps – tranne due risalite furgonate con noi – perchè Dan ATHERTON gli ha negato un passaggio…e lui era da solo senza il team; mentre BAREL conosceva le ps a memoria grazie alle risalite meccanizzate fatte anche in periodi antecenti la gara).

Alla fine questo sistema, oltre che alla diversità dei percorsi che si affrontano fuori dall’Italia (con molti più metri di dislivello e più downhill oriented), non ha giovato ai nostri top riders, troppo abituati a dare il meglio di sè solo se perfettamenti padroni e coscienti dei percorsi. Inutlie negarlo: quando i nostri non possono provare (o possono farlo in maniera limitata) i distacchi dai primi diventano pesanti, mentre nelle gare nazionali rimangono contenuti, se non addirittura annullati.

In questo senso sembra che con l’annunciato nuovo format per la gara conclusiva di Finale Ligure, il Superenduro voglia dare una “svolta”: sicuramente il rendere pubbliche le speciali a soli due giorni dalla gara dovrebbe consentire ai rider (ovviamente ai pro che saranno già li dal mercoledì) di presentarsi al via della competizione con un pari livello di conoscenza delle ps. Altro discorso per quanto riguarda gli amatori: sicuramente non tutti potranno essere in loco prima del sabato mattina , per cui molti si ritroveranno a fare la gara alla cieca.

D’altro canto il format “alla francese” visto a Les 2 Alpes crediamo non possa essere preso come benchmark per la prossima stagione dell’EWS: di positivo sicuramente ci sono le poche ricognizioni consentite e confinate ad un solo giorno, ma manca del tutto la componente “trasferimenti pedalati” a favore del solo uso di impianti di risalita; questo sposta l’imprinting della gara decisamente verso il lato discesistico, benchè sempre in ambito endurance, facendo perdere quello che dovrebbero essere un capo saldo dell’enduro, ovvero la conquista della vetta con le proprie forze.

Che fare allora?

Per quanto rigurada le gare – come Finale Ligure – che non hanno impianti di risalita ed in cui ci sono moltissimi sentieri a disposizione, pensiamo che una soluzione interessante possa essere quella di indicare con largo anticipo 7/8 possibili ps di gara, per poi comunicare e fettucciare quelle ufficiali solo il giorno prima della gara. In questo modo si garantirebbe alla località ospitante un certo ritorno economico dato dal flusso di riders che andranno a provare le possibili ps nelle settimane prima dell’evento. Inoltre, rendendole pubbliche solo il giorno prima dell’evento non si dovrebbe sfavorire chi, altrimenti, potrebbe essere sul posto solo il sabato mattina.

Nelle località con impianti di risalita, bisognerebbe, invece, prendere ad esempio il Superenduro per quanto riguarda il mix di trasferimenti pedalati o con gli impianti: in questo senso Sauze d’Oulx docet. Anche qui però riteniamo che sarebbe interessante avere a disposizone 7/ 8 possibili ps che vengono poi comunicate ufficialmente solo il giorno prima della gara. In caso non fosse possibile, la soluzione adottata a Les 2 Alpes è sicuramente ottima, a patto che i trasferimenti siano per lo più pedalati.

Sicuramente potrebbero esserci moltissime altri format percorribili e siamo sicuri che i vari organizzatori delle tappe dell’EWS  ci stanno già pensando, ma comunque riteniamo che alcuni punti fermi vadano fissati in questo senso:

– cercare di dare a tutti le stesse opportunità di provare le ps;

– mantenere i trasferimenti pedalati;

– limitare il più possibile le risalite meccanizzate.

 

Commenta su Facebook

comments