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Ed anche il primo round della seconda stagione dell’EWS se ne è andato…e per molti versi è finito come era finita la scorsa stagione a Finale Ligure: con i soliti noti a farla da padrone, new entry ad inserirsi nella lotta, conferme, vecchi leoni, italiani “con fatica”, non pervenunti, infortuni e polemiche su prove e percorsi…
Con questo articolo cercheremo di fare una disamina su un pò tutti questi argomenti.

Partiamo dai soliti noti: Jerome CLEMENTZ e Jared GRAVES

Tutto il weekend di gara a combattersi sul filo dei secondi, con errori da una parte e dall’altra, ma sempre lì, uno accanto all’altro in testa alla classifica. La potenza, la forza fisica e l'”immobilità” sulla bici di Jared, contro l’agilità felina, la naturalezza e l’aggressività di guida di Jerome. Tutto immutato come lo scorso anno, con Jerome che vince di soli 8″ su Jared (su più di 35′ totali di gara…ancora sulla “vecchia” Yeti da 26″…). Jerome che non vince nemmeno una speciale (ma è nei primi 3 in cinque speciali….l’enduro è regolarità signori!) e Jared che ne vince una ma pasticcia in due….Insomma, ne vedremo ancora delle belle!
ews_2014_chile_jared_graves_jerome_clementzLe new entries: Florian NICOLAI e Alexandre CURE

Florian ed Alexandre, entrambi 21enni (classe 93′), entrambi parte dello stesso team (Rocky Mountain Urge BP Rallye) ed entrambi protagonisti ad inizio stagione nelle gare tra la Riviera dei Fiori e la Costa Azzurra. Alla fine hanno chiuso rispettivamente al terzo ed al settimo posto, davvero non male contando anche che Florian ha fatto un bel volo in ps4. Sicuri protagonisti di stagione!

Conferme

Una su tutte: Martin MAES. Quello che lo scorso anno era “solo” uno junior (ricordiamo che il ragazzo è un classe 97′, cioè non ancora maggiorenne!) adesso può a tutti gli effetti permettersi di spaventare i mostri sacri dell’enduro. Impressionante: tre vittorie di speciale e quarto assoluto la dicono lunga sulla classe di questo giovanissimo belga…

Mi sento anche di mettere un’altra conferma: Anne Caroline CHAUSSON. L’anno scorso era stata fuori per l’infortunio subito a Punta Ala e poi aveva un pò arrancato dietro alla MOSELEY alla ricerca della forma. Con questa gara ha confermato, se mai ce ne fosse stato bisogno, che se sta bene è di un altro livello. Ha rifilato più di un minuto alla campionessa in carica MOSELY e col tempo con cui ha vinto si sarebbe piazzata nei cinquanta tra gli uomini a due secondi (!) da gente come Lars STEMBERG…

Vecchi leoni

Sì, vecchi leoni: non mi viene in mente un’altra definizione per descrivere Cedric GRACIA e Renè WILDHABER. Cedric era reduce da un inverno tribolato a causa dell’infortunio subìto alla Reunion a fine novembre, ha iniziato tardi e con calma la preparazione, ma nonostante tutto ha piazzato la zampata vincendo ps3 e finendo decimo assoluto. Da tenere d’occhio se, come ammesso da lui stesso a fine gara, riuscirà a darsi una calmata in speciale per essere più regolare e cadere meno…
cedric_gracia_ews_chile_crash
Che dire di Mr. “Megavalanche”? A quasi 40 anni è ancora tra i primi dieci al mondo di specialità (nono assoluto a fine gara)…pazzesco!

Italiani “con fatica”

Dei nostri erano presenti Alex LUPATO, Manuel DUCCI e Valentina MACHEDA. Alle fine i due ragazzi si sono posizionati 32esimo e 33esimo distaccati da meno di un secondo! Il risultato, conoscendoli, non li soddisferà di certo, ma c’è anche da dire che i nostri sono poco abituati a percorsi come quelli del Cile, per cui: bene così, altra grande esperienza per crescere ancora…non mollate, si può solo migliorare! Se non altro i due si daranno sicuramente sportellate per il resto della stagione e di questo, senza dubbio, ne gioverà la battaglia per il tricolore! Anche Valentina, alla fine sedicesima, ha forse pagato troppo la poca abitudine a certi tipi di percorsi, ma per una che non ha certo l’esperienza alle spalle della varie CHAUSSON, MOSELEY e RAVANEL, non può certo cosiderarsi un brutto piazzamente, anzi!

Non pervenuti

La lista sarebbe lunga, ma qualche nome su tutti: Curtis KEENE, Jamie NICOLL e Richie RUDE. Ok, il primo non era in perfette condizioni fisiche a causa di un malanno, ma un 38esimo posto per l'”American Dream”…
Jamie NICOLL: passato quest’anno come ufficiale del team Polygon UR ha finito la gara 22esimo, lontano dai piazzamenti cui ci aveva abituato lo scorso anno (decimo assoluto a Finale Ligure)…che il cambio bici si sia fatto sentire?
Richie RUDE: oggetto di un gran chiaccherare quest’inverno, con la decisione di Yeti di chiudere con la DH e dedicarsi solo all’enduro, dal campione del mondo junior di DH forse ci si aspettava di più di un 34esimo posto…per correre (bene) in enduro, dovrà forse perdere qualche kilo di massa muscolare, ma siamo sicuri che il suo teammate Jared GRAVES saprà consigliarlo per il meglio. Rimandato!

Un pò sottotono anche Nico LAU (sesto) e Remy ABSALON (ottavo) se non altro per quello a cui ci hanno abitutato in passato. Remy molto costante nel rendimento, ma incapace di piazzare la zampata che possa avvicinarlo al podio; Nico protagonista di un gran volo, ma poi capace di vincere l’ultima speciale. Torneranno a farsi vedere entrambi nelle posizioni che contano!

Infortuni

Fabien BAREL se la è vista davvero brutta…rottura dell’ottava vertebra a soli 1,2 mm dal midollo spinale. Un miracolo che sia riuscito a concludere il day-1, una decisione saggia e provvidenziale non correre il day-2.

Questo infortunio, unito a quelli subiti in pre season da Dan ATHERTON e Nicolas VOUILLOZ, riaccende un pò le polemiche sulla pericolosità dell’enduro e su certi tipi di percorsi…

Polemiche su prove e percorsi

Le polemiche non mancano mai…a quanto pare anche in Cile i soliti furbetti provavano i percorsi anche quando non si poteva…purtroppo per l’enduro, così come è oggi strutturato, non ci sono molte possibilità di intervento, se non quella di usare il pugno di ferro da parte degli organizzatori e la denuncia da parte di chi le infrazioni le vede.

Capitolo percorsi: mi riallaccio al discorso sugli infortuni…siamo sicuri che le gare come quella in Cile (o come quelle francesi dello scorso anno a Valloire e Les Des Alpes) incarnino il vero spirito dell’enduro e non siano invece gare di DH di resistenza? Ricordiamo che fare i 60 km/h con una bici da enduro non è qualcosa di troppo banale, contando anche che i percorsi non erano certo nè protetti nè presidiati come possono essere quelli di una gara di DH che, oltretutto, si corre con ben altri mezzi e con tempi di percorrenza molto inferiori…le speciali, poi, sono spesso 5 o 6, a volte lunghe e con possibilità limitate di provarle, per cui anche ricordarsi tutti i vari passaggi (soprattutto se tecnici e ripetuti) diventa difficile. Difficoltà che cresce esponenzialmente se la speciale è poi anche molto fisica e pedalata…

Insomma, forse è il caso di rivedere un attimo le cose, quando si vedono cadute (di rider PROFESSIONISTI, non del “johnnyimpunto” di turno che arriva ultimo alla garetta di paese…) come quella al minuto 1:58 del video sotto (o quello di NICOLAI sopra) ed infotuni come quello di BAREL, bisogna iniziare a riflettere…

Roughcut EWS Round 1 Chile 20042014 from ELVIDEO on Vimeo.

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