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HERE THE INTERVIEW IN ENGLISH

Il prossimo weekend parte ufficialmente il City Downhill World Tour, con la Descidas Des Escadas De Santos, in Brasile. Proprio in Brasile abbiamo raggiunto il creatore di questa vera e propria coppa del mondo di discesa in città, lo slovacco Filip Polc.

Filip è da anni uno dei migliori rider urbani di downhill, ha vinto gare e competizioni in tutto il mondo. Abbiamo colto l’occasione per fargli alcune domande.

Da dove inizia Filip Polc e la sua carriera di Biker?
La mia carriera di biker inizia super presto quando avevo 4 anni. Da allora sono passato da trial, BMX, XC, dual slalom, 4X e downhill, che è quello che sto facendo tutt’ora. In inverno giro con il mio snowscoot, che è davvero molto divertente.

Come sei entrato nel mondo a due ruote? Le tue prime gare?
A mio padre piacevano le bici davvero tanto e questo è il motivo per cui mi ha messo in sella. Quando avevo due anni potevo passare l’intera giornata in sella ad una bici, giocando con gli altri bambini per strada. Poi, a 4 anni ho avuto la mia prima gara di trial.

Negli anni sei diventato un rider a tutto tondo, un all rounder della scena gravity: downhill, 4X e, più recentemente enduro. Se dovessi trovare un nesso tra queste 3 discipline?
Mi piacciono tantissimo i percorsi più tecnici, i bei salti. Questo è alla base di DH e anche 4X. L’enduro è un po’ di tutto quello che un rider dovrebbe conoscere: tecnica, capacità, forza… Ma alla fine il mio massimo va tutto alla DH, questa è ancora la disciplina regina della mountain bike. La più veloce, quella con il salti più grandi…

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Con tutte le gare che fai ogni anno, sei sempre a spasso per il mondo, in particolare stai diventando un local del Sud America (con tutte le urban downhill che ci sono li!). Passi ancora tempo a casa, in Slovacchia o vuoi andare a vivere in Sud America?
Hehehe, amo il Sud America, le gare qui sotto davvero fighissime e anche vivere qui è grandioso. Mi piace essere di casa a Rio de Janeiro, per esempio. Ma casa mia è in Slovacchia: belle montagne, grandi percorsi e poi c’è la famiglia… L’anno scorso ho passato 10 mesi in giro tra gare e riding, per cui essere a casa è sempre una questione di pochi giorni…

Parliamo di urban downhill, sei diventando uno specialista a livello mondiale di questa disciplina. Dal Giappone al Sud America, il tuo nome è spesso sul podio. Che cosa ti attrae di più di tutto questo?
Semplicemente ne sono innamorato! E cerco sempre di essere il più veloce su ogni percorso e fino ad adesso mi sta riuscendo piuttosto bene. Credo sia perchè sono passato per tutte le discipline della mountain bike e sono diventato esperto di ogni aspetto.

Guardando i percorsi delle urban downhill sembrano più cattivi e difficili delle piste da discesa tradizionali. Oltre al terreno, c’è qualche altra grande differenza tra urban e downhill tradizionale?
La differenza principale è tutta nella superficie di gara. Sul cemento non puoi driftare poi tanto e se lo fai stai per cadere.. Poi i salti con rampe in legno, le scalinate le strettoie con ringhiere e barriere ti costringono ad essere più attento come rider, per cui sulla bici devi essere più preciso.

Cambia qualcosa a livello di settaggi della bici?
La bici è la stessa, la maggior parte delle volte aumento la pressione delle gomme e metto una molla più dura per l’ammo, ma il resto è lo stesso.

Quale è, o è stata, la tua urban downhill preferita?
Recentemente mi è piaciuta tanto la Texco Urban Downhill in Messico. Questa è davvero ripida, lunga, tecnica e con salti veramente grossi!

Tu sei il promotore principale del City Downhill World Tour. Come e perchè hai messo in piedi questo progetto e quali sono le tue aspettative?
Siamo stati la mia ragazza Jana ed io. Entrambi vediamo delle grandi potenzialità nella disciplina in futuro e stiamo lavorando sodo per far crescere lo sport. Stiamo creando una serie con le migliori gare possibili e nei posti migliori, sia per i rider che per gli spettatori. Ci piace portare le gare in posti sempre nuovi per aiutarne la crescita.

Nelle principali gare di urban downhill dell’anno scorso c’erano circa dai 5 ai 10 top rider per gara e poi tutti gli altri erano local. Stai coinvolgendo più tuoi colleghi del circuito di coppa del mondo?
Quest’anno stiamo percependo molta più attenzione da parte dei top rider. Questo aiuta davvero a far crescere le cose. A quale rider non piacerebbe venire ad una bella gara, con un ricco montepremi in denaro e ancora più copertura da parte dei media?

L’anno scorso ci sono state speculazioni sul portare le gare di dh di coppa in location più spettacolari, più aperte al pubblico con grandi salti e drop enormi, questo a discapito di curve strette e ripide nei boschi. Pensi che il futuro per le gare di dh siano le città?
Si. Il City Downhill World Tour porta lo sport alla gente! Di solito proprio davanti alle loro porte di casa.

L’esplosione dell’enduro sembra essere il prossimo passo per portare la gravity mountain bike alle masse. E quindi soldi, rider, aziende, media… La DH sarà messa da parte?
Credo che la DH rimarrà sempre al top della mountain bike, esattamente come la Formula 1 per le macchine.

Tornando alla tua vita, quali sono i tuoi piani per il futuro?
Voglio vincere il maggior numero possibile di gare in città e poi lavorare al miglior City Downhill World Tour nel disegnare i percorsi di gara. Voglio essere parte dell’evoluzione di questo sport.

Quali sono i punti fermi della tua vita?
La famiglia è al numero 1. Poi c’è il vivere della mia passione e rendere me stesso e i miei amici contenti con la crescita del City Downhill World Tour.

I tuoi sponsor per il 2014?
Sto ancora chiudendo alcuni accordi…hehehe. Per adesso: l’Evil Vengeance Tour Team con le bici Evil, HTC Smartphone, Red Bull, Morgaw Seats, IXS, 100% Goggles, Leatt, Kabuto Helmets, Spa.sk, Polcstershop.sk.

Verrai in Italia quest’anno?
Spero proprio di si. State organizzando un sacco di gare di enduro fighissime e mi piacerebbe vedere alcune location per gare di urban downhill. Forse sarò anche in Val di Sole per l’IXS European Downhill Cup.

E allora, divertiti quest’anno!
Grazie mille, anche voi ragazzi! E raidate, ogni giorno, tutto il giorno!

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