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Leggendo in rete in questi giorni, si sono letti svariati commenti di persone che in qualche modo sono conivolte “in terza persona” dalla stop nel 2015 del circuito SuperEnduro. Più che altro commenti di addetti ai lavori che con il SE negli anni ci hanno guadagnato “indirettamente”. Persone che vedono nello stop del SE una minaccia al proprio interesse ma che di gare ne hanno assaggiate ben poche…Nessuno, però, ha ancora dato la parola a chi il SuperEnduro ha contribuito a farlo e farlo crescere, a chi lo vive davvero da protagonista, a chi, magari, non ci ha nemmeno guadagnato se non in fama e possibilità di viaggiare…insomma ai protagonisti…i top riders.
Abbiamo allora chiesto ad alcuni di loro cosa ne pensassero, in attessa che altri ci rispondano.
I temi che abbiamo sottoposto loro a bruciapelo sono:
– cosa pensi del fatto che il SE non organizzi gare per il 2015?
– pensi che per voi possano esserci ricadute in termini di immagine/sponsor?
– come cambiano i piani della tua stagione?
– pensi che quest’assenza possa essere un danno – a livello di preparazione tecnica – per i top riders in vista delle tappe dell’EWS?

Cominciamo da chi ci è arrivato per ultimo in pianta stabile ma che ha anche lasciato la firma della vittoria dell’ultimo (in tutti i sensi?) circuito PRO: Marco MILIVINTI.
La mancanza del superenduro sarà un grosso problema per quest’anno, era ed forse è ancora il nome di riferimento per l’enduro mtb in Italia ed era entrato nella testa perfino della gente fuori settore.
L’immagine e il valore commerciale dei più forti piloti in Italia la si deve al SuperEnduro, a tutto quello che c’è dietro e che ha creato intorno. Spero che si possa ancora creare un campionato di validità nazionale con le gare migliori (che sappiamo tutti quali sono) per mantenere viva e forte l’immagine dell’enduro mtb.
Per preparasi alle Ews personalmente credo ci possano essere altre valide alternative (vedi estero o circuito europeo) ma è chiaro che io personalmente non potrei mai fare le Ews senza gli appoggi che ho, i quali traggono profitto dal movimento enduristico nazionale“.

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Ecco, invece, il pensiero di Nicola CASADEI.
Sono solamente 2 anni che partecipo a questo campionato però mi ha subito impressionato per organizzazione e professionalità. Mi dispiace tanto perchè il SE era conosciuto in tutto il mondo e questo stop sicuramente non fa bene all’immagine dell’enduro italiano. Comunque penso che Monchiero e Guala abbiano le loro ragioni per questo stop. Secondo me bisogna ringraziare chi organizza gare, eventi o campionati perchè è sempre più difficile.

Bruno [n.d.r. il team manager di Nicola] mi dirà quali saranno le gare in cui preferisce partecipare insieme a tutta la squadra. Mi concentrerò sulle gare di enduro italiane, qualche tappa del EWS e alcune del Circuito Europeo. Inoltre, come ottimo allenamento, parteciperò al Gravitalia puntando ad ottenere qualche buon risultato anche li… Nasco come Downhiller non dimentichiamolo!!!
Forse questo è un punto di partenza per adeguarci al format dell’EWS”.

lathuile_2014_nicola_casadei

Queste le parole della Campionessa Italiana, Laura ROSSIN.
Personalmente ho idee contrastanti al riguardo: da una parte apprezzo il fatto che esistano persone così appassionate che non si accontentano e piuttosto che organizzare eventi che non riescono a rispecchiare i loro standard preferiscono fermarsi e riorganizzarsi (di solito lo stile italiano medio è fare le cose solo per guadagnarci senza badare alla qualità ); dall’altra c’è il rammarico, io non sono triste per la mancanza di gare importanti e quindi poca visibilità..ecc ecc.. a me dispiace perchè il SuperEnduro era come una grande famiglia per me, la mia prima gara ero estasiata da tutto quel baccano che faceva quell’ ”ometto col microfono” e l’entusiasmo di tutto lo staff. Era davvero una gran festa, poi dopo la gara stavi in attesa delle foto, dei video, degli articoli…credo che ora come ora solo un evento come la Ews possa essere all’altezza. La mancanza si farà sentire insomma.
Considerando che il nostro sponsor principale è 4guimp credo che non si siano tirati il martello sui piedi da soli, secondo me ci saranno molte occasioni per farsi conoscere.
Avevo già messo in conto di cambiare programmi dai primi segnali (certe voci non girano a caso). Parteciperò ad alcune gare del calendario nazionale, la thuile, alcune gare regionali, per quanto riguarda la Ews purtoppo solo Samoens e Finale e per farmi “le ossa” andrò spesso a trovare i francesi..chissà che non possiamo rubare a loro idee per il 2016.
Come gia detto dalle gare francesi sono usciti riders di un certo spessore, per quanto riguarda le gare in Italia, Enrico e Franco staranno sicuramente lavorando proprio per poterci offrire un livello di gare che ci possa far fare il salto di qualità.
Non voglio assolutamente snobbare altri circuiti o gare singole, alcune (tipo Dolceacqua) non hanno niente da invidiare come qualità di percorsi e organizzazione, alle altre non ho mai partecipato, magari rimarremo stupiti, non ci resta che provare“.

lathuile_2014_laura_rossin

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