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In concomitanza con i mondiali su strada di Firenze, in corso in questi giorni, l’UCI (l’Unione Ciclistica Internazionale) ha eletto il suo nuovo presidente, Brian Cookson.

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Il neo presidente UCI viene da 16 anni di onorata presidenza della federazione britannica, la British Cycling. Sulla carta questa esperienza di Cookson sembrerebbe poter portare una ventata di freschezza anche nel panorama gravity.

L’arcipelago britannico è da anni una vera e propria fabbrica di talenti della mountain bike gravity. Grazie alla presenza di una leggenda come Steve Peat, il movimento britannico ha sicuramente prodotto una serie di campionati e circuiti che spesso attirano rider anche da altri paesi. I rider britannici stessi sono presenti in massa nei vari circuiti internazionali. In discesa spesso quasi la metà dei qualificati alla finale è di nazionalità britannica.

Questa esplosione della mountain bike d’oltre Manica è avvenuta sotto la presidenza di Cookson, qualcosina deve averla portata anche lui.

La Gran Bretagna ha anche il suo circuito nazionale di 4X, e questo fatto potrebbe riportare in auge la disciplina a livello mondiale. Magari si reintroduce la coppa del mondo?

Non si contano poi i circuiti regionali, locali e simili di enduro e, in generale, la presenza territoriale di struttre di vario genere dedicate alla bici: bike park, pump track, dirt.

Sicuramente un Bradley Wiggins che vince il Tour de France ha un impatto mediatico maggiore, ma se anche venisse fatta la metà di quanto fatto in UK, ci sarebbe da leccarsi i baffi!

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