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Dopo quattro giorni quattro di pioggia, finalmente, stamattina, il risveglio è stato con un pallido sole che tentava di affacciarsi sull’Alpe d’Huez.

imageLa notte è stata un pò movimentata per la classica ansia pre-gara, ma ho comunque dormito bene e mi sono riposato dalle prove del giorno prima, molto faticose per via del terreno pesante, un vero inferno. Faccio una rapida colazione e mi dedico al rito della vestizione. Sono pronto, scendo a recuperare la bici e a dare un “hi five” a Giorgio RIGHI che partiva quattro vague prima di me.

Opto per salire presto anche se ho due ore davanti prima della mia partenza. Il percorso della qualifica – a causa delle condizioni meteo – è stato leggermente rivisto: non si parte più in cima a Dome de Rousses, ma poco dopo, sulla carraia successiva al nevaio. Pertanto, percorso accorciato, anche se di pochissimo.

Mi guardo la prima vague partire, quella di Giorgio (leggere più avanti per sapere come gli è andata…) e intanto faccio una foto ricordo con quel pazzo di Ed MASTERS e con Sam DALE.

image(4)image(2)Ci siamo, è quasi il mio turno. Sono nella stessa vague di Karim AMOUR, con cui scambio due chiacchere.

image(3)Ho il numero 1218 ed essendo le file da 25, dovrei essere nella prima: la strada però non può tenere 25 persone allineate, per cui, di fatto, sono in seconda fila…meglio così, avere davanti quelli forti dovrebbe garantirmi strada spianata, senza il rischio di essere io l’intoppo per loro…

Parte la solita musica…“Alarma….El ritmo fatal…La bomba…“ e praticamente un attimo dopo il cartello dei meno 10″ si alza la linea gialla…partiti!! Parto discretamente, come avevo previsto i pro mi lasciano strada libera dietro, per cui non ho troppo da battagliare con quelli di fianco (settimana prossima ci sarà on line il video della helmet cam). Entro benino nella prima curva sulla neve e da qui in poi metto in pratica la mia tattica: non fare errori, non andare oltre il limite e fare passare quelli che ne hanno di più…banale, ma alla fine redditizia. Soffro terribilmente la parte di curve spondate tutte rotte, un toccasana per le braccia. Sbaglio una linea in curva e mi passano in due in un colpo solo…

Fila via tutto liscio fino a metà percorso, dove un rider con una bici da DH mi sorpassa…non ha però capito che da qui in poi la bici da enduro è l’arma vincente, ed infatti lo risorpasso in salita. A mia volta però vengo passato da un rider, prima della parte tutta salitini che costeggia la strada che porta all’impianto di partenza.

Provo a stargli dietro ma tra noi ci si mette un altro rider…mi sembra di riconoscerne la maglietta…è AMOUR che ha bucato! Gli chiedo strada, ma non concede un millimetro nonostante la gomma buca…appena il sentiero si allarga però, riesco a passarlo e mi rimetto all’inseguimento di quello davanti. Inizio ad essere abbastanza stanco e vengo passato da un altro ragazzo. Siamo nella parte finale stile bike park, provo a seguirlo ma non riesco davvero più a guidare bene, ho le braccia a pezzi, rischierei solo di cadere…

Siamo alla fine, sbuchiamo su asfalto e mi si affianca un rider…sprintiamo tutti e due a 200m dall’arrivo, ma ne ha di più lui e devo cedere il passo…

Alla fine mi qualifico 18esimo, praticamente ho mantenuto la posizione del mio pettorale, conquistandomi la tanto agognata finale “A” (a cui accedevano i primi 23 di ogni vague). Sono abbastanza soddisfatto, al quarto anno di Mega è la prima volta che faccio una qualifica senza cadute, errori o problemi meccanici. La mia tattica “conservativa” alla fine ha pagato.

Ora non mi resta che sperare ancora nel bel tempo per domani e soprattutto per domenica!

Quasi dimenticavo: ecco come è andata a finire la qualica per Giorgio…

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