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Terminata la Megavalanche dell’Alpe d’Huez, abbiamo colto a caldo le interviste di Dan ATHERTON, pro, giunto terzo al traguardo e di Giorgio RIGHI, amatore, giunto 96esimo e primo della, purtroppo, poco nutrita schiera degli italiani. Il bello di queste gare è proprio anche questo, la possibilità per i semplici amatori di gareggiare contro i loro beniamini nonchè professionisti.

Dan, come lo scorso anno, ha tenuto a lungo la testa della gara, per poi cadere ed essere passato dal vincitore CLEMENTZ, oltre che da Remy ABSALON, che, sempre come nella passata edizione, lo ha passato nella salita tra l’Alpe d’Huez e lo scollinamento verso Allemond. Il forte rider GT ha quindi pagato dazio nel pedalato, ma per sua stessa ammissione ci ha detto che non è comunque riuscito a riprendere ABSALON in discesa, segno che per dominare in enduro bisogna essere forti in tutti i frangenti. Ricordiamo che ATHERTON è solo al secondo anno di enduro e proviene da discipline meno “fit” e meno di resistenza, per non dire più esplosive, e siamo convinti che con il tempo potrà colmare le poche lacune (fisiche) che ancora lo separano dai francesi. 

Megavalanche Alpe d’Huez 2013: Post Race with Dan Atherton from WeekendWheels on Vimeo.

La seconda intervista è con un rider “comune”, uno di noi amatori (anche se sicuramente sopra la media): Giorgio RIGHI, del team Protone Bad Company. Giorgio partiva un pò più indietro di metà gruppo e dopo un inizio in sordina per sfuggire al carnaio del ghiacciaio, si è prodigato in un grande recupero che lo ha portato ad essere il migliore degli italiani, chiudendo in 96esima posizione. Ecco le sue impressioni.

Megavalanche Alpe d’Huez 2013: Post Gara con Matteo Righi from WeekendWheels on Vimeo.

 

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