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Ci siamo, il grande giorno è finalmente arrivato…sono ancora tutto ammaccato dalla botta presa in qualifica (a breve metteremo online l’intero video della qualifica commentato) e sono parecchio in ansia per la partenza dal ghiacciaio, ma la soddisfazione di correre nella finale “A” è tanta, soprattutto considerando il livello che ci sarà.

La sveglia, come sempre, è sul presto andante: ore 6. Faccio una modica colazione, anche perchè lo stomaco – stranamente – è bello chiuso…sarà l’ansia mi dico…Parto solitario in direzione ovetti…arrivo su e c’è la solita mega fila…mi raggiunge l’amico Giorgio RIGHI, chiaccherando il tempo passa più in fretta e soprattutto ci si distrae un pò…

Arrivati al Pic Blanc, a 3.330 m slm, la vista di cui si gode è da rimanere senza fiato (oltre che per la vista, il fiato manca per l’altitudine…).

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In un attimo è già tempo di essere schierati: ho la fila G, praticamente poco dopo metà schieramento, ma nella mia griglia accedo tra gli ultimi per via del tempo fatto in qualifica. Mi tocca quindi una partenza tutta defilata sulla sinistra, la parte peggiore. Infatti, è tutta in contropendenza: bisognerà riuscire a portarsi sulla destra altrimenti si verrà inevitabilmente attirati a sinistra verso il bordo pista.

Siamo in trecento, ma non combattiamo contro i Persiani come alle Termopili, ma contro di noi per rimanere in piedi e non travolgerci l’un l’altro…

Arriva l’elicottero  e sale l’ansia…accendo la mia fida helmetcam, rapido giro a 360° e via il casco in testa…mi concentro…la tattica è chiara: devo sopravvivere al primo muro portandomi piano piano sulla destra senza essere travolto…e poi mollare i freni, per quanto possibile. Risuona – tra il rumore delle pale dell’elicottero – l’inconfondibile musica del dj Camacho: “Alarma….El ritmo fatal…La bomba…“…Si alzano le bandelle…partiti!!!

Parto cautissimo, cercando – come da piano – di portarmi verso destra: la tattica per un attimo funziona, ma inesorabilemente la contropendenza vince, mi si intraversa la bici e cado…

Praticamente la mia gara finisce qui, perchè quello che accade dopo è letteralmente un carnaio…provo a rimettermi in piedi, ma vengo travolto da dietro….non capisco più nulla…perdo per un attimo anche la bici, ma pochi metri dopo praticamente mi ritrovo il manubrio a portata di mano…la estraggo a fatica da sotto un groviglio metallico, mi rimetto per un secondo in piedi, ma mi prendono sotto ancora…con la bici in mano scivolo di chiappe per la pista, prendendo a mia volta quelli davanti a me…sono in completa balia degli eventi…

Finalmente riesco ad alzarmi, mi accorgo che il manubrio è completamente storto…ma la tragedia è scoprire che mi si è tranciato il cavo del freno anteriore, molto probabilmente quando la bici è rimasta aggrovigliata sotto le altre. Cerco di raddrizzare lo sterzo ma non riesco, al momento non rendendomi conto che sarebbe stato inutile: anche se ci fossi riuscito, farmi tutta la discesa rimanente sulla neve e poi la mezzacosta successiva senza freno anteriore, sarebbe equivalso ad un suicidio…

Con la tristezza negli occhi guardo gli ultimi rider scendere e mestamente spengo la helmetcam.

Ma non può finire cos’ mi dico…in un sussulto d’orgoglio non mi do quindi per vinto…voglio comunque finire la Mega…come detto, scendere senza freno sarebbe un suicidio, per cui l’unica possibilità che ho è risalire a piedi la pista…la pendeza è mostruosa, ogni quattro passi in avanti uno è indietro perchè scivolo…e sopratutto ogni quattro passi mi devo fermare, mi manca il fiato…ho quasi voglia di piangere dalla disperazione e dalla fatica…”per fortuna” la stessa sorte è toccata ad un ragazzo spagnolo…nel farci forza a vicenda mi dice: “mai più Mega”….

Dopo 20′ e una fatica pazzesca, riesco finalmente a raggiungere la funivia, la prendo e prendo anche l’impianto dopo…mi fermo a raddrizzare il manubrio e decido per riallacciarmi al tracciato della gara in corrispondenza della salita che porta poi ad Allemond…gli altri mi aspettano lì per partire direttamente verso casa e arrivarci via asfalto è un’idea che non prendo nemmeno in considerazione, voglio tagliare il traguardo a tutti i costi, anche se ciò significasse arrivare ultimo.

Mi metto quindi in salita di buon passo (in fondo sono fresco, fossi stato regolarmente in gara a questo punto sarei già stato mezzo bollito…) anche se mi accorgo che anche la sella si è rotta…allo scollinamento inizio a pregare…ci sono tratti veloci e pieni di brake bumps…scendere con il solo freno posteriore è un azzardo, ma non importa, devo farcela…gioco jolly qua e là…ogni tanto incontro altri sfortunati come me (si fa per dire, almeno loro in quel punto ci sono arrivati in bici e non con l’aiuto di un impianto).

Nel bosco, nei tornanti stretti e ripidi (video sotto, ho fatto un pò il pirla commentando mentre scendevo, ma comunque è stata davvero dura e in qualche punto ho rischiato davvero), rischio la vita, ma continuo imperterrito…finchè, finalmente non arrivo al ponticello finale…sprinto contro me stesso come se fossi ancora in gara e taglio il traguardo in un’ora e 24’….ho finito la Mega…certo, ho “barato”, ma volevo davvero finirla in sella dopo l’amarezza di quanto successo sul ghiacciaio…

Al traguardo scopro che anche ad Ale BASINI è andata male, si è fatto praticamente tutta la gara senza catena per rottura sul ghiacciaio (quando era in ottima posizione) arrivando comunque prima di me di circa 4’…mentre Giorgio finisce 96°, primo degli italiani (grande!!)…lui è stato più furbo di me: partiva due file dietro sempre però sulla sinistra…nel video – mentre scivolo travolto da quelli dietro – si vede (minuto 2:07) lui che attraversa la pista di corsa bici in mano nel tentativo, riuscito, di portarsi sulla destra…la Mega è anche questo, essere svelti e pronti a qualsiasi evenienza…

Finisco 299° su 307 arrivati….

Va bè, ci vuole sicuramente tanta bravura e pelo per affrontare il primo muro del ghiacciao, ma senza un pò di fortuna non si va da nessuna parte….ci riproverò l’anno prossimo, perchè questa è e rimane senza dubbio la gara più affascinante e bella del mondo!

Megavalanche Alpe d’Huez 2013: Mega Race from WeekendWheels on Vimeo.

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