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Il circuito Superenduro 2016 ha ufficialmente riaperto. Nuovo sito (su cui vi consiglio di farci un giro per approfondimento), iscrizioni già aperte (da oggi) e sopratutto alcune regole nuove che riguardano uno dei temi calienti degli ultimi anni.

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Partiamo da quella più ‘easy': dopo il tentativo un po’ così del 2014 di fare la gara su due giorni, si torna a uno, la domenica. Scrivo un po’ così perchè è stato spesso e volentieri al centro di discussioni (se non critiche) da parte dei partecipanti. Il motivo è presto detto: dopo anni di prove al sabato e gara la domenica, i rider si sono trovati a provare (quelli che potevano) la settimana precedente (o nei giorni precedenti) e farsi due giorni di gara. In 4 parole: doppia trasferta, doppia spesa.

Precisazione: non intendo che fosse sbagliato, ma forse un po’ avventato, e per un semplice motivo. Un conto è fare due giorni di gare (tipo le versioni estive nelle Alpi Piemontesi) quando sei in pieno periodo vacanzifero, per cui puoi prenderti il tuo tempo, arrivare uno o due giorni prima, provare in tutta calma etc etc. In questo caso hai magari famiglia appresso, figli in vacanza e tutto viene condito via con un ‘Cara, facciamo un weekend tutti insieme in montagna, che anche i bimbi respirano un po’ di aria (nel frattempo che me ne vado in bici)’.

Un conto è invece fare due weekend (o qualche giorno di ferie) nel bel mezzo di un aprile o maggio qualsiasi (ponti permettendo): sei al lavoro, i bimbi hanno a scuola, magari nel weekend hanno una festa con gli amichetti, le mogli sono le mogli, etc etc. E lo dico da lavoratore, ammogliato e affigliato: non c’è bici che tenga!

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La seconda regola nuova riguarda la pubblicazione (intesa come ‘rendere pubbliche’) dei percorsi delle prove speciali: il venerdì della settimana precedente la gara. In pratica, 10 giorni prima. Diciamo che non è niente di nuovo rispetto alle edizioni Superenduro ante 2014, anche allora i percorsi si sapevano più o meno 10 giorni prima, fettucciati o meno.

E su questo tema la mia curiosità si anima e non vedo l’ora di vedere a Massa Marittima come evolve la cosa. Infatti, da una parte chi può permettersi di andare a provare il weekend (o qualche giorno) prima, esattamente come nel 2013, giusto per farvi un esempio, avrà sicuramente qualche vantaggio (anche se c’è gente che prova e riprova e poi fa m***esimo lo stesso). Ma al netto di questo, voglio vedere come Franco Monchiero & Co hanno intenzione di fettucciare. Chissà che non sia questo l’elemento che alla fine cambia le carte in tavola alla vigilia…

Si potrebbe poi dilungare poi la discussione su una cosa piuttosto che l’altra, sui local che conoscono i sentieri e quelli che si sparano 500KM per farsi una giornata in bici, e un sacco di altri bla bla.

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Resta un fatto: Superenduro uguale macchina da guerra organizzativa, senza nulla togliere agli organizzatori locali di Massa Marittima, Varazze, Canazei e Santa Caterina Valfurva a cui, anzi, tanto di cappello. E all’inquieto endurista italiano, diciamoci la verità, mancava proprio!

Ci si vede sulle ps, #superenduroisback

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