miki_sestri_2013

L’anno scorso era saltata, tutti la rivolevano…un motivo ci sarà: Sestri è una vera gara di Enduro…

Clima, percorsi, accoglienza, organizzazione, tifo…insomma tutto quello che serve per la riuscita di un evento simile. Welcome back Sestri!

Ero in dubbio fino all’ultimo se farla, in settimana avevo avuto febbre (e anche adesso che scrivo…) con annessi tipici dolori muscolari da influenza covante, per cui non ero nelle migliori condizioni mentali/fisiche per correre…ma il richiamo era troppo forte, per cui parto all’alba di sabato mattina con l’obiettivo di lasciare l’auto in cima alle ps prima che chiudessero la sterrata e farmi ps3 e ps1, per poi recuperare l’auto pedalando fino in cima…Alle 11 ho già finito, per cui mi dedico a mettere a posto la bici…mangio e aspetto il prologo, che detto per inciso, a me piace!

Lo provo una volta, tanto è uguale agli altri anni e poi mi fermo a fare due chiacchiere con altri rider in attesa del mio turno…so che posso andare bene, in gare corte rendo…parto a tutta, butto giù tutti i rapporti ma subito la catena finisce tra l’11 e il telaio…(scusate le imprecazioni…e l’inquadratura un po’ bassa…)!!

Superenduro 2013: Pro 1 Sestri Levante Prologo from WeekendWheels on Vimeo.

Frullo a vuoto in discesa, nella prima curva dx e per il primo tratto di salita, arrivando solo con l’abbrivio delle prime pedate…smanetto forsennatamente con il manettino (scusate il gioco di parole…) e incredibilmente la catena torna su quasi a metà salita… qui inizia il mio prologo, pesto a più non posso sui pedali, lascio correre in discesa e ripesto prima delle curve sulla sabbia…rallento nell’ultima insidiosa curva “sabbiosa” – che mi costò una caduta l’ultima volta – e riapro tutto il gas per lo sprint finale…chiudo con 1:00:4…84°…chissà come sarebbe andata senza quell’intoppo iniziale…

Doccia veloce e via a fare il fondo di riserve energetica per il giorno dopo, la gara sarà lunga e dura!

Il risveglio è di quelli che ti fanno fare la pace col mondo, soprattutto dopo l’ultima gara di Coggiola: nemmeno una nuvola in cielo! Mangio, mangio e mangio ancora (troppo, sarò ingolfato fino al C.O.) per fare scorte, poi ultimo check al mezzo e si parte per questa nuova avventura.

La prima salita la sento, non per la sua durezza, ma perché ho ancora tutto sullo stomaco, passerà. Arrivo su con largo anticipo e cerco con lo sguardo di capire in che condizioni è il tratto iniziale di ps1: sembra meglio del giorno prima ma dopo la pioggia dei giorni precedenti, non mi fido. Parto un po’ troppo cauto: laddove ci sarebbe stato da spingere sui pedali nelle contropendenze viscide, cado malamente e devo ripartire a piedi. Cominciamo bene!

Cerco di stare tranquillo ma nel pezzo in discesa mi riprende il concorrente dietro (ciao Marco!) lo faccio passare e cerco almeno di approfittare delle sue linee. Lo tengo per un po’ ma un’altra indecisione me lo fa perder e concludo senza altre sbavature.

Risalgo per la PS2 e per fortuna inizio a sentire lo stomaco più libero. Arrivo ancora con anticipo in cima alla sterrata, mi rifocillo e arriva il mio turno per una delle ps più belle di sempre: parto a tutta nel tratto iniziale in discesa, forse troppo, infatti a metà della salita sono un po’ spompo. Rifiato un attimo e accelero di nuovo fino all’ingresso del tobog. A metà ps mi riprende Marco, lo faccio passare, ma stavolta mi incollo a lui. Vedo linee che da solo non avrei mai fatto, tanto che nel tratto pedalato centrale ne avrei per passarlo. Manovra inutile, tanto una volta in discesa avrei dovuto fargli strada di nuovo, per cui gli sto dietro e concludo questa magnifica ps.

Al C.O. mi riprendo un po’, anche se non mi sento al meglio. Ripartiamo in direzione ps3, la gamba è ancora buona per cui arrivo sempre con largo anticipo. Parto bene, faccio buone linee ma nel fiumicello con sassi prima dello strappo un piccolo errore mi fa perdere velocità e mi tocca fare lo strappo a mò di sfr. Arrivo in cima cotto e la mia guida ne risente, sbaglio linee giocando jolly qua e là, fortunatamente senza conseguenze.

Ci siamo, due anni fa proprio a questo punto della gara ero in preda ai crampi, ma dopo tanto allenamento e fatica oggi non ce ne è l’ombra! La gamba gira ancora bene, arrivo in cima e mi gusto lo splendido panorama pronto ad affrontare quel lungo viaggio che sarà la ps4. Parto con calma per preservare le energie per il tratto pedalato stile xc, ma canno una curva per cui mi pianto su uno strappo. Non sono fermo ma avanzo lentissimo. Perdo energie nei saliscendi, rifiato prima della fine del bosco ma appena inizia la discesa ho già Marco alle costole. Tengo duro e apro tutto. La mia tattica è tenerlo dietro fino alla fine del tratto pedalato a metà ps, per poi farlo passare e cercare di seguirlo. La tattica dura poco, lo seguo per due curve ma il mio fisico cede, soprattutto le braccia. Non tengo bene la bici e gli ultimi pezzi discesistici prima dei ponti romani sono uno strazio, sono completamento cotto.

Bellissimo però “vedere” così tante persone a fare il tifo sui percorsi (saranno state reali o avevo le allucinazioni da fatica??)

Ai ponti romani sono un budino, ne ho da pedalare ma non azzardo perché le braccia non mi assecondano più…entro in modalità survivor e finisco, sfinito, la ps…

La gara viene vinta da Jerome CLEMENTZ, con secondo Davide SOTTOCORNOLA e terzo Manuel DUCCI che la spunta di 3 decimi (su 23’di gara!!) su un redivivo Andrea BRUNO. Sfortunato Alex LUPATO – rotto il manubrio in ps2 – che sembrava essere l’unico in grado di contrastare CLEMENTZ.

Il sottoscritto chiude 110°/363 e 18°/67 di categoria…se guardo il risultato non sono soddisfatto, volevo entrare nei 100…ma dato che venivo da una settimana con la febbre alla fine non è andata tanto male…note positive che mi porto dietro: zero crampi e soprattutto una buona dose di fondo, non ho sofferto i trasferimenti e ormai posso dire che la rapportatura 34 davanti e 11-36 dietro è “digerita”…prossima gara la seconda Sprint a Pogno, in cui torno volentieri dopo aver saltato i fangosissimi italiani dello scorso anno…stay tuned!!

Grazie ai nostri supporter:
ENERVIT
NEMA
BANSHEE
EYECAM
SPADA

Commenta su Facebook

comments