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Dopo la Maxiavalanche di Cervinia a fine luglio le mie risorse enduristiche si erano ampiamente esaurite: troppe gare di enduro durante la stagione mi avevano portato ad essere un pò nauseato…trasferte lunghe, di più giorni, componenti rotti, meteo infame, tonnellate di vestiti da lavare, macchina stile zingaro e non ultimo finanze ridotte al lumicino…insomma tutto questo mi ha portato a prendere con me per le vacanze la sola bici da corsa e la front da xc…per tre settimane avevo solo voglia di pedalare in libertà senza biammortizzata sotto le chiappe.

Così, dopo n-mila metri di dislivello consumati all’isola d’Elba tra sterro e bitume, per gli ultimi due giorni di vacanza era arrivato il momento di tirare fuori la mia fida Banshee Prime da enduro per andare a provare i percorsi della Superenduro Pro#4 del 6-7 settembre di Sauze d’Oulx, in compagnia del compagno di team Fregna. In due giorni abbiamo fatto parecchie discese e mi sono sicuramente divertito, ma la voglia di competizione non era ancora tornata.

Arrivo così a Sauze il venerdì sera prima della gara verso le 23, con pochissima voglia di correre…intendiamoci: per me attaccarsi la tabella al manubrio significa dare poi il 100% e oltre di sè stessi in gara, anche se non si è magari in perfette condizioni fisiche; non ho mai capito chi faceva le gare dicendo “la faccio così, tanto per fare” o “la faccio solo per divertirmi” vedendoli poi pedalere gli strappi come se si andasse a prendere il pane o scendere come se la gara fosse a chi tirava di più i freni. Ero quindi molto dibattuto se correre o meno, se “tradire” i miei principi…riflettendo però, l’iscrizione l’avevo già fatta prima dell’estate, ormai ero in loco, il team (trio) era al completo, quindi…facciamola!

Decido però, per una volta, di affrontarla con un spirito diverso dal solito, più “turistico”: sì, per una volta non darò il 100%, per una volta proverò solo a divertirmi (chiaro, senza pedalare gli strappi come se dovessi andare a prendere il pane o scendere come se dovessi vincere il primo premio a chi tira di più i freni…). Per passate esperienze, provare a dare il massimo quando non si ha voglia porta solo ad una conseguenza: rischiare di farsi male…per cui, in modalità “only for fun” mi avvio in pedana di partenza il sabato mattina.
Le speciali non mi fanno impazzire, soprattutto “La più lunga del Mondo”: in generale il park di Sauze non è ben messo, pieno di brake bumps e buche ovunque…a secco di allenamento in enduro per più di un mese, ho capito la settimana prima nelle prove che in qualsiasi modalità sarei sceso, avrei penato molto con le braccia…

Prendiamo l’impianto in direzione Rocce Nere per fare la prima e più corta ps, “The Goat”: come da intenzioni, parto tranquillo cercando di non sbagliare nulla…la ps è la più corta delle tre che affronteremo a ripetizione, ma è divertente con le sue curve in contropendenza nel fettucciato. Arrivo giù rilassato come non mai, senza nemmeno il fiatone…effettivamente mi sono divertito!

sauze_2014_michele_2Ora ci tocca pedalare per ritornare in cima a Rocce Nere: sarà la quota o la settimana di quasi inattività, ma le gambe sono pesanti e faticano a girare come si deve. Per fortuna i tempi di risalita sono ampi e arrivo su con un buon anticipo. Ci siamo, “La più lunga del mondo”…questa speciale è come “farsi Torino-Sicilia con un Ciao” (cit. Carletto GERMANETTO)…non finisce mai!! Scendo tranquillo senza forzare, ma nonostante tutto già da metà inizio ad avere le braccia cotte…mi passano in tre di quelli che partivano dietro, mentre io cerco di concentrami al massimo per non perdere la presa del manubrio, soprattuto nella mulattiera finale, la fiera dello smosso…un’agonia arrivare in fondo! Forse è vero che più si va piano più si sentono le botte nelle braccia. Al solo pensiero di doverla rifare due volte il giorno dopo, mi viene voglia di ritirarmi…
Risaliamo a pedali dal paese di San Marco alla seggiovia, per l’ultima ps di giornata: “Fly to Bali”. Aspetto un’eternità prima di partire, patendo anche del freddo (forse sono stati mal calcolati i tempi…) ma finalmente arriva il mio turno. Questa ps è forse la più bella, anche se, come prima, verso la fine inizio ad essere bollito di braccia…mi passano ancora (in due stavolta) e concludo senza strafare il giorno uno di gara. Per la prima volta da quando corro, non mi curo minimamente della classifica parziale, non mi interessa…non saprei quindi dire in che posizione abbia finito la giornata, ma sicuramente non buona. Mettiamo a posto i mezzi, facciamo una rapida doccia e con Fregna ed il socio Matteo andiamo a mangiare con i ragazzi del Bike Cafè, in un ristorante tutt’altro che accogliente e buono…infatti, non paghi di quanto mangiato, assaliamo una pasticceria divorando qualsiasi cosa…un ottimo modo per finire la giornata!

Giorno 2. Ci svegliamo di buon ora perchè la partenza dei primi è prevista per le 8:30. L’aria è frizzante e freschina…a parte le braccia indolenzite devo dire che mi sento bene. Oggi il menù di giornata prevede 4+1 speciali: l’ultima sarà la Supermountain con partenze scaglionate in base al reale distacco accumultato dopo ps4. Interesting! Mancherà la mass start, ma a seconda dei distacchi potrebbe esserci comunque il corpo a corpo…
Stranamente, sempre braccia a parte, fisicamente sto meglio del giorno prima…e le prime due ps “The Goat” e “Fly to Bali”, filano via liscie…

sauze_2014_michele_1Non avendo velleità agonistiche e quindi non forzando in discesa e praticamente non rilanciando mai fuori dalle curve, mi accorgo di risparmiare un’infinità di energie…in poche parole non mi sento per nulla stanco, nonostante i tanti metri di dislivello negativo accumulati sin qui. Ora però è ancora la volta della “più lunga del mondo”…a sto giro spingo deciso nel tratto pedalato in cresta iniziale, per poi bollirmi, come al solito, appena iniziano le buche…sembra un film già visto: mi passano in tre e mi aggrappo al manubrio per non schiantarmi nella mulattiera finale…dai, finita anche questa!

15141837806_037ab6e838_oOra ci aspetta ancora “Fly to Bali”…manco a dirlo, fila tutto liscio…che debba d’ora in poi affrontare le gare con altro spirito? Mai successo di non cadere o di non fare errori grossolani per così tante ps di fila…

Ci siamo, la gara è finita…per la prima volta guardo la classifica, se non altro per capire se nella Supermountain avrei potuto fare bagarre…sono 81eismo: quello davanti mi parte a 4″ e quello dietro a 6″…possibile bagarre in vista! Alla fine però non farò nessun corpo a corpo: sono arrivato vicinissimo a quello davanti che era anche caduto, ma entrati nel pezzo tutto rotto del bosco, le mie braccia hanno chiesto pietà e ho dovuto mollare il colpo…di quelli dietro, invece, non ho mai percapito la presenza…devo ammettere che in questa ps, a differenza di tutte le altre, ho provato a forzare, se non altro elettrizzato dal tipo di format stile “caccia al leprotto ma attento a non esserlo tu!”…

La gara è finita e chiudo in 77esima posizione finale…sicuramente non un buon risultato visti i soli 146 riders arrivati ma lo considero un ottimo allenamento ed un’ottima esperienza visto il modo insolito con cui ho affrontato la gara.

E’ andata decisamente meglio al mio compagno di team Fregna, 10° assoluto, 1° di categoria e vincitore del circuito di categoria…grande Fra!!

Ora mi aspettano le ultime due Experience della stagione: speriamo che mi ritorni la voglia ed un pò di grinta…stay tuned!!

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