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Questo sarà un rider report un pò diverso dal solito, in quanto per le due manche di gara della domenica, lascerò spazio ai video della mia helmet cam, mentre Vi racconterò solo la qualifica del sabato.
Arrivo a Cervinia il venerdì sera dopo il lavoro, passo dal camper di Giorgio RIGHI e, dopo fugace cena, ci mettiamo a smanettare sulle bici praticamente al buio e sotto la pioggia: il meteo per il giorno dopo non promette nulla di buono, così opto subito per gomme da fango sia all’anteriore che al posteriore…voglio stare tranquillo e non rischiare. Ormai è buio pesto e decido di andare in albergo ad aspettare il compagno di team Francesco FREGONA.
Ovviamente “aspettare” si far per dire, perchè svengo in un sonno profondo e non lo sento nemmeno arrivare…
La mattina, come previsto, il tempo fa schifo, pioggia leggera e freddo. Con Giorgio e Francesco decidiamo di andare subito al Plateau Rosà per provare il ghiacciaio, per poi immetterci nel percorso della qualifica e provare anche questo.
Rispetto allo scorso anno la neve è più dura e si viene giù discetramente bene: se domani le previsioni di bel tempo dovessero essere confermate, ci sarà da divertirsi!
La seconda parte sulla neve, invece, è più difficoltosa: è tutto tritato e bisogna infilarsi nelle canale con i piedi di fuori per cercare di venire giù decentemente…
Finito il ghiacciao ci infiliamo nel percorso della qualifica, sempre uno spettacolo a mio avviso: dopo tante gare di enduro piene zeppe di curve lente in mezzo ai boschi, venire giù a fuoco per strade bianche e prati, è una sorta di liberazione…mi sa tanto di caro, vecchio ma tutt’ora vivo FREERIDE.

Il tempo ormai stringe e bisogna risalire ancora verso il ghiacciaio per il nostro turno di qualifica…purtroppo sono nella stessa vague con Giorgio ed altri due amici…non è bello scontrarsi tra di noi, ma tant’è…Arrivati all’intermedio ci comunicano che, causa condizioni meteo avverse, tutte le qualifiche sono state posticipate di un’ora…ce la prendiamo quindi con calma rifugiandoci al ristorante dell’impianto di risalita.
Ci rimettiamo in moto per arrivare al punto della qualifica, ci metteremo un pò perchè sicuramente la neve avrà “mollato”…infatti si va giù davvero piano, con molti pezzi a piedi.
La partenza è stata messa poco sopra l’impianto del Bontadini, in uno spiazzo privo di neve: dopo pochi metri – cosparsi di roccie grandi come un bidet – ci si rimmette nella neve marcia…ci sarà da correre per arrivare di nuovo sul percorso…
L’idea è quindi quella di partire a piedi: troppo rischioso partire sulla bici con quei massi sparsi ovunque per dover poi comunque scendere di nuovo una volta arrrivati sulla neve…

Ci siamo, è il turno della nostra vague, la quarta: sono in prima fila, devo assolutamente puntare a non strafare ed a non commettere errori per conquistarmi la finalissima.
Parto di corsa a tutta e all’ingresso sulla neve sono primo (uno delle rare volte in cui ringrazio le mie gambe lunghe…): holeshot! Subito però la beffa: qualcuna da dietro mi tocca e mi cappotto…poco male dai, c’è tempo per recuperare. Corro fino all’impianto, mi rimetto in bici e inizio a rilanciare…ho però un problema al telescopico che mi condizionerà tutto il weekend: non posso tirarlo su perchè altrimenti…rimane su!! Brutta cosa non potersi sedere e pedalare in posizione distesa delle gambe, soprattutto in una gara come questa dove di pedalato in mezzo ai pratoni ce ne è molto…infatti pago dazio e mi affatico molto più del dovuto, arrivando alla parte finale del bike park un pò cotto. La poca lucidità mi fa anche commetere un errore da principiante: entro piegando sul ponte di legno e vola via lungo disteso…da vero pirla!

Mi rialzo, ovviamente subendo un sorpasso ma alla fine chiudo comunque 9/43, conquistandomi così la seconda fila della finalissima. Sono contento a metà, il risultato è buono, ma sono sicuro che con il telescopico funzionante avrei potuto fare meglio…amen. La vague viene vinta da un immenso Giorgione RIGHI!

Il pomeriggio lo passiamo a sistemare le bici: personalmente monto le gomme da asciutto, sperando che, come previsto, faccia bel tempo.

Andiamo quindi a ritirare le lettere che contraddistinguono le file e ci mangiamo un piatto (orrendo) di pasta al ristorante convenzionato.

Come previsto, il risveglio la domenica mattina è accolto da quella che sembra essere una bella giornata. Alle 7e30 puntuali siamo all’impianto pronti per andare sul ghiacciaio…per il resto lascio spazio ai video delle due manche, con qualche piccola considerazione: la neve nella prima era perfetta, peccato solo essere volato via (ai 65km/h…) mentre ero in buona posizione e per la caduta alla fine della neve (poco prima avevo toccato gli 82km/h)…per quanto riguarda la seconda ancora non capisco il senso di farci partire nella neve marcia costringendoci ad andare di corsa…a parte questo, la Maxi di Cervinia rimane la mia gara preferita, mai difficile da fare venire l’ansia di spalmarsi in qualche passaggio estremo, ma anzi sempre da scendere con il sorriso sulle labbra godendo di un paesaggio unico ai piedi di sua maestà il Cervino! Ce ne fossereo altre di gare così in Italia…

Maxiavalanche Cervinia 2014 manche 1 from WeekendWheels on Vimeo.

Maxiavalanche Cervinia 2014 manche 2 from WeekendWheels on Vimeo.

Ah, quasi dimenticavo: un caro saluto al Mangusta Bike Team di Parma, mi ha fatto molto piacere vedere così tanti concittadini carichi come molle per questa gara!

Maxiavalanche_Cervinia_Mangusta

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