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Lavoriamo tutta la settimana, ma la mente, fin dal lunedì mattina, è sempre proiettata al weekend; inevitabilmente, scrutiamo ad intervalli regolari i vari siti meteo, nella speranza che ci diano la benedizione all’agognata uscita in bici del weekend. E’ più forte di noi, inutile opporre resistenza, è nell’indole del biker.

Era da almeno mercoledì che i siti davano una perturbazione in transito al nord ovest per sabato. Uscita a rischio, dunque. Anche se, con l’approssimarsi del weekend, le previsioni davano solo pioggia leggera per il luogo prescelto per l’uscita ed in simili situazioni, di solito, non mi faccio molti problemi ad uscire. E’ venerdì sera, ora di andare a dormire con addosso la stanchezza accumulata di una settimana lavorativa, ma un’occhiata rapida alle previsioni la dò lo stesso, così, giusto per dormire più tranquillo e  sereno: sembra confermino pioggia leggera, sugli 0,1mm (con questa quantità non ci si bagna nemmeno e, notoriamente, il sito che ho consultato è abbastanza pessimistico nelle sue proiezioni…posso dormire tranquillo, sognando l’agognata uscita).

Suona la sveglia presto, con gli occhi ancora semi chiusi tiro su le tapparelle e…l’amara sorpresa: nevischia, le previsioni hanno toppato! Non è possibile mi dico: sto chiuso e seduto in un’ufficio in pieno centro a Milano 12 ore al giorno per cinque giorni a settimana, non può essere che non possa uscire in bici almeno il weekend…ne va del mio equilibrio psico-fisico! Ragiono un attimo, che fare? La voglia di pedalare è troppa, non c’è meteo che tenga, vado! Faccio colazione leggera e veloce e mi dedico alla vestizione…una volta un saggio amico mi disse: “non esiste cattivo tempo, esiste solo cattivo equipaggiamento” (a quanto pare il mio saggio amico ha ripreso queste parole da un altro saggio…più saggio di lui a questo punto…). Vestizione ultimata: sembro un supereroe con la sua tutina distintiva (un bel giallo fluo…giusto per essere ben visibili) ed effettivamente per uscire con questo tempo un pò eroi bisogna pur esserli…o semplicemente molto appassionati (o pazzi, per alcuni).

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Mi armo della mia fida bici da corsa (è troppo presto per tirar fuori il mezzo da enduro, da gennaio in poi le dedicherò più attenzioni…) e parto, in direzione Cernobbio (da Limbiate), nella speranza che sul lago di Como il clima (come spesso succede nei grandi laghi) sia un filo più clemente…

La neve viene giù bene, ma per fortuna non attacca. Non sento freddo, il mio armamento da supereroe mi fa da scudo contro le intemperie. La speranza che nutrivo che sul Lago ci fosse tempo migliore, sembra concretizzarsi…la neve si trasforma lentamente in pioggerellina finissima, quasi impercettibile. Un sorriso si fa largo sul mio volto (o forse è solo una paresi da freddo…). Il lungolago è deserto: di solito queste strade pullulano di stradisti, ma non oggi, il meteo deve averli sconfitti…meglio così, mi godo il silenzio e la solitudine attaccando, per qualche sana ripetuta, la mia salita preferita di zona, il Monte Bisbino. Dall’alto il Lago è fantastico ed incredibilmente anche un pallido sole mostra il suo riflesso sulle acque quiete. Crederci sempre: questo dovrebbe essere il motto di ogni ciclista!

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Con soddisfazione imbocco la via del rientro a casa, stanco, ma contento.

Questo articolo non vuole avere nessun fine particolare, se non quello di narrare e condividere un’episodio di una storia infinita, quella della continua battaglia tra il biker ed il clima…per questa volta, armato di tanto passione e di tutina da supereroe, il biker (io) ha vinta la battaglia, ma la guerra (l’inverno) è ancora lunga…a pensarci bene, però, una morale questo articolo potrebbe anche avercela: crederci sempre, mollare mai!

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