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Come di consueto Specialized si è presentata alla Sea Otter con un battaglione di top rider pronti a dare battaglia nelle tre gare gravity previste: dual slalom, speed&style e downhill. Tra i protagonisti Aaron Gwin, Troy Brosnan, Darren Berrecloth, Martin Soderstrom e Anneke Beerten.

Il dual slalom è stata l’occasione buona per presentare la nuova Enduro SX, evoluzione dell’ormai storica SX che si rinnova con un telaio da 100mm di escursione. Un’evoluzione meno enduro se vogliamo, più slope, 4x e, chiaramente, dual.

Nello speed&style, disciplna che inventata proprio per la Sea Otter da Jeff Lenosky ormai qualche annetto fa, Martin Soderstrom è arrivato secondo in una competizione che credeva fosse meno dura.

La downhill riservata ai pro è stato un evento interessante per due motivi: il primo, ormai classico, è legato al fatto che la dh della Sea Otter è la prima gara (di solito) di alto livello, più per i partecipanti che per il percorso, e questi si sfidano per valutare lo stato di forma proprio e dei diretti rivali in vista della stagione.

Il secondo motivo è un vero e proprio cambio generazionale in atto: che sia la morte delle 26 pollici? Per carità ce ne erano ancora moltissime e in maggioranza. Qualche rider ormai vintage come Greg Minnaar ha fatto la gara con la su Santa Cruz V10. Ma molti si sono presentati con 27,5 e 29 pollici al cancelletto di partenza. E a vincere è stato Aaron Gwin, proprio con una Specialized Enduro da 29 pollici.

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