endurista

Il kit del bravo Endurista.

Tema abbastanza caldo tra i rider: noto, infatti, che alle gare si adottano le più diverse soluzioni.

Ma andiamo con ordine.

Inutile negarlo, ormai il Superenduro è al quinto anno di vita ed inevitabilmente il livello dei rider è cresciuto a dismisura (le gare – a volte anche sui20’complessivi totali di speciali –  si vincono sul filo dei secondi!).

Di pari passo, pertanto, è cresciuta l’attenzione per i dettagli: dalla preparazione atletica, all’alimentazione pre e durante la gara, alla componentistica fino ad arrivare agli accessori per così dire extra bici…Insomma se si vogliono limare secondi, nulla può più essere lasciato al caso.

Un approfondimento particolare credo che lo meritino gli accessori extra bici, definiamoli così…è il caso che riguarda la scelta di indossare lo zaino o meno e delle relative conseguenze.

Da quest’anno, infatti, è diventato obbligatorio l’uso del paraschiena. Tale obbligo ha portato ad un cambio nelle abitudini degli enduristi: c’è chi si è comprato gli zaini che integrano il paraschiena (come il sottoscritto), chi usa il paraschiena e sopra mette comunque lo zaino e chi invece fa dell’essenzialità il suo punto di forza tenendo il solo paraschiena.

Ogni scelta ha ovviamente i suoi pro ed i suoi contro.

Analizziamoli.

La scelta dello zaino con paraschiena integrato è a mio avviso la più comoda: si possono, infatti, utilizzare le tasche per mettere un minimo di kit di pronto intervento (falsamaglia, multitool, camera d’aria, fascette, etc.) e cibo, si può utilizzare la sacca per l’acqua e – per i modelli che ne prevedono l’integrazione – si può usufruire dei porta protezioni e del porta casco integrale.

Tra i principali svantaggi direi che c’è l’ingombro che lo zaino/paraschiena “carico” può comportare e, di pari passo, il suo peso: ad esempio la scelta di utilizzare due caschi influisce in questo senso, sia in salita che in discesa.

Insomma più lo zaino/paraschiena viene sfruttato in tutte le sue potenzialità, più può dare problemi per via del suo peso ed ingombro: in salita ci porteremo più zavorra, ed in discesa, oltre che con la zavorra, dovremo fare i conti con la ridotta agilità e capacità di movimento. Direi che questa potrebbe essere la scelta migliore per biker che non hanno velleità di classifica o che puntano comunque a buoni piazzamenti ma senza esasperazione.

 L’utilizzo del paraschiena con sopra lo zaino è, a mio avviso, l’opzione meno vantaggiosa: a meno di non utilizzare uno zaino davvero minimal (ma minimal sul serio…) – riducendo di conseguenza le possibilità di usufruire di acqua, cibo, kit di sopravvivenza etc. – il peso che ci porteremmo dietro per la combo paraschiena + zaino sarebbe superiore a quella dello zaino/paraschiena.

Anche il costo per acquistare un paraschiena ed uno zaino è spesso superiore a quello da sostenere per il solo zaino/paraschiena.

Inoltre è una soluzione più “calda”: il paraschiena sotto la maglia, più lo zaino sopra, aumentano sicuramente la sudorazione, cosa da non sottovalutare ora che si va verso il caldo torrido.

 

Unico vantaggio – non da poco comunque – è quello di aver maggiore protezione per la schiena: un paraschiena “serio” offre sicuramente maggiore protezione rispetto al solo zaino/paraschiena.

Infine abbiamo la soluzione per i racer più incalliti ed attenti alla prestazione ed alla classifica: si tratta sostanzialmente di aver con sé il meno possibile.

Ultimamente alle gare noto che molti attaccano alla bici (possibilmente nelle posizioni più “basse” del telaio per abbassare le masse non in movimento) la camera d’aria con leve, bomboletta di CO2 e dosatore; altri che questo kit lo tengono in tasca; altri ancora che partono senza nulla (scelta azzardata in caso di rotture, visto che il regolamento delle Superenduro prevede l’”autosufficienza” in speciale e trasferimento, escluso il C.O.).

Meno praticato è l’attaccare le protezioni al top tube della bike: sono sempre di più i biker che partono almeno con le ginocchiere già indossate.

Insomma, i vantaggi di questa soluzione sono facilmente intuibili: niente zaino e quindi niente peso sulle spalle significa più abilità di movimento e agilità oltre che ovviamente un guadagno in termini di rapporto peso/potenza, cosa non da sottovalutare in gare di rilanci ma anche di resistenza come quelle di enduro (soprattutto le PRO).

Tra gli svantaggi sicuramente quello di non avere con sé cibo e acqua (se non in porzioni minime e “contate”), soprattutto nella stagione calda: in caso di errore nell’approcciare l’idratazione e l’alimentazione nei giorni precedenti la gara potrebbe essere un problema in caso di sete/fame improvvisa con i ristori ancora lontani e senza nulla dietro (magari lo si è già finito); si rischierà quindi una situazione di deficit fisico.

Ovviamente le varianti e le variabili delle possibili combinazione potrebbe essere di più, ma ci siamo concentrati su quelle maggiormente utilizzate sui campi di gara.

Discorso a parte meritano le Maxi/Supermountain e la Megavalanche: per le Maxi/Supermountain potrebbe non essere necessario uno zaino con il kit  di sopravvivenza; essendo manche dai 15’ ai 25’, non è necessario alimentarsi/bere in gara ed anche il kit di riparazione non lo vedo strettamente necessario: se si rompe amen, le manche sono due…sicuramente più importante diventa il fattore protezione: essendo gare con partenze in linea di massa, usare la pettorina è caldamente consigliato…

Alla Mega invece – che per i più brocchi come il sottoscritto – un’oretta almeno la dura, uno zaino è consigliato: il cibo non è necessario ma un po’ d’acqua nel Camelback è meglio averla, così come il kit per forature ed il multitool…in un’ora e passa di gara ci sta di potersi fermare a mettere a posto una noia meccanica…poter finire la Mega anche senza troppe velleità di classifica – persino dopo un intoppo meccanico, ad esempio – è un’emozione unica ed indescivibile!!

Per la Mega, a livello di protezione, penso che potrebbe bastare anche il solo zaino/paraschiena: essendo di solito la partenza di massa sulla neve, una ipotetica caduta è meno critica che su sterrato puro…

 

Commenta su Facebook

comments