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Si è appena conclusa la seconda tappa della Coppa del Mondo Downhill 2012 in Val di Sole, ma la sensazione è quella di aver vissuto un weekend di quelli epici.

La prima cosa epica riguarda i distacchi dei vincitori: sia Rachel Atherton tra le donne che Aaron Gwin tra gli uomini hanno imposto un passo incredibile. Lo stesso Pippo Marani ha ammesso che un distacco del simile su una pista come quella di Val di Sole è pazzesco.

Roberto Vernassa mi ha raccontato di come fin dalle prove del venerdì molti pro facessero fatica a mantenere la velocità di discesa, visti i numerosi passaggi tecnici tra radici, sassi, terra smossa e chi più ne ha più ne metta.

Sono state fatte alcune modifiche al percorso. Nel primo quarto di gara non si faceva più lo slalom tra le rocce dell’anno scorso, solo tra le radici!

Il meteo ha rischiato di fare degli scherzi. Tutti davano per scontati tuoni e fulmini per domenica, con la possibilità di mischiare totalmente le carte e ribaltare le qualifiche del sabato. Alla fine, dopo il sole caldo di sabato, il cielo ha retto e ha regalato spettacolo.

C’è stato anche un gran pubblico. Dalle prime curve e i ripidi iniziali della partenza, fino al parterre, un gran numero di spettatori a esaltare tutti i rider, dai nostri fino ai più giovani sconosciuti e sconosciute britannici e francesi. Sempre di nostri connazionli come non menzionare i ragazi di Triride che si sono sbattutti tutto il tempo su e giuù dai pit alla partenza per filmare, fotografere e intervistare mangiando un panino di fretta durante la pausa del sabato tra prove e qualifiche. UN altro bel pezzo di film di MTB ci aspetta.

Accorsi in gran numero anche i media. Dai soliti frequentatori del circus come Clay Porter e i Parkin Bros di Dirt Tv, per arrivare alla batteria di fotografi capitanata da Sven Martin, Victor Lucas e molti più o meno giovani. Il leit motiv del weekend è stata la presenza di ben tre RED Camera, capaci di filmare in milioni di FPS, e la fremente attesa alla penultima curva del tracciato, la curva Sam Hill (chiamata così dopo il volo del 2008), nella speranza di vdere un po’ di sano drifting e qualche colpo di scena.

Degli italiani, intesi come rider, ci si porta a casa una grande exploit di due giovani promesse della DH nostrana, entrambe made in Argentina Bike: Carlo Caire (Argentina Bike, 64esimo) e Gianluca Vernassa (Devinci Global Racing, 51esimo). I due ragazzi hanno dato grande dimostrazione delle loro capacità e emozionato non solo i rispettivi genitori e compagni di squadra, ma, credo, tutti gli italiani appassionati.

La loro prestazione ha messo forse un po’ in secondo piano la gara dei due ‘vecchi’ Marco Milivinti (Torpado Surfing Shop) e Lorenzo Suding (Pila Black Arrows). Il primo ha chiuso come primo italiano al 33esimo posto, il secondo è caduto in gara verso i 2 terzi del percorso, e si è dovuto accontentare del 72esimo posto. Ricordiamoci poi anche di Alia Marcellini, che chiude all’11esimo posto su un tracciato che ha letteralmente fatto fuori più di una rider, come ad esempio Manon Carpenter (Madison Saracen, non partita in finale), Tracey Hannah (United Ride, che proprio non ha digerito il tracciato) e Tahnee Seagraves (FMD, portata via con una clavicola rotta).

Chiudo con le classifiche finali:
Uomini
1. Aaron Gwin (Trek World Racing)
2. Greg Minnaar(Santacruz Syndicate)
3. Gee Atherton (GT Factory Racing)
4. Marc Beaumont (GT Factory Racing)
5. Cam Cole (Lapierre International)

Donne:
1. Rachel Atherton (GT Factory Racing)
2. Myriam Nicole (Commencal Riding Addiction)
3. Emmeline Ragot (MS Mondraker Team)
4. Floriane Pugin (Scott 11)
5. Morgane Charre (Passion Velo)

E settimana prossima c’è Fort William! Si riposeranno abbastanza i rider?

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