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A Caldirola, tra l’emozione e la festa della prima vittoria assoluta in una gara nazionale di DH, Simone Medici del team Pedroni l’aveva un po’ chiamata: ‘Si, ho vinto, ma vorrei vedere come va quando ci sono tutti”.

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Chi sono quei tutti è presto detto: a Caldirola mancavano solo Lorenzo Suding (Team Norco International) e Marco Milivinti (Torpado). Suding, il campione nazionale in carica, era alle prese con il recupero post bolgia infernale della tappa di coppa del mondo downhill a Cairns, in Australia. Milivinti era reduce dalla settimana di gare enduristiche intorno al Lago di Garda e ne ha approfittato per tirare un po’ il fiato in vista della Superenduro di Punta Ala.

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A Sestola, per il secondo round del circuito nazionale Gravitalia di downhill, si sono presentati entrambi alla timbratura del cartellino e non credo di essere stato l’unico curioso di vedere come sarebbe andato il fine settimana. Aggiungendo poi che Suding si è presentato con Oscar Harnstrom (Team Exceptio Sport), suo compagno di scorribande in coppa del mondo 2012 e 2013 nonchè vincitore del circuito Gravitalia nel 2012, il livello della competizione si è alzato ben bene.

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Ed effettivamente già dalle qualifiche del sabato si è capito. Primo indizio: Lorenzo Suding, campione italiano da 5 anni di fila e top rider di livello mondiale, rispetta il pronostico e vince la qualifica. Secondo indizio: Simone Medici è secondo per solo 2 centesimi! Terzo indizio: Oscar Harnstrom chiude in terza posizione la prima giornata. Quarto indizio: Mattia Roncaglia, terzo a Caldirola, mantiene il ritmo del primo round. Quinto indizio: Marco Milivinti, il discesista prestato all’enduro è per una volta un endurista prestato alla discesa (gli verranno i brividi dopo questa!), è lì. Ah, tutto questo in meno di tre secondi tra il primo e il quinto, 2.97 per al precisione.

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Tra le donne, Alia Marcellini (Lee Cougan Dirty Factory) continua a dettare legge e mette 5 secondi e passa tra sè e la seconda, Eleonora Farina (Mangusta Bike Team). Fabrizio Dragoni (Alessi Cycling), vincitore a Caldirola, ha un po’ di sfiga che lo mette indietro nelle qualifiche e lascia strada, tra gli amatori, a Lorenzo Frigerio (Scout Nukeproof). Infine, tra le ‘amatrici’, che credo sia meglio dire Amatori Femminile, Sara Mologni completa la doppietta Scout.

Qui i risultati delle qualifiche.

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Ora di domenica, nella località emiliana ai piedi del Cimone ci si prepara alla finale che prende il via alle 13 da Pian del Falco. La mattina trascorre tra le prove finali dei 300 e passa rider su un percorso magari non lunghissimo (poco più di due minuti e mezzo di gara) e tecnico…

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… che comunque su alcuni salti ha dato luogo al festival della whippata…

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… e ha anche permesso di testare le sospensioni.

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C’è stata comunque selezione, sia tra i numeri alti, ingabbiati in una battaglia per la sopravvivenza nel tratto più tecnico, che tra quelli più bassi che non si sono trovati a loro completo agio. Ad ogni modo, gara è, gara si doveva fare e gara si è fatta.

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Partiamo dalle donne. Sara Mologni conferma il risultato della qualifica e ammazza la competizione con 26 secondi sulla seconda, Denise Tremul (Gravity Project). Alia Marcellini si prende la sua seconda vittoria di stagione ma stavolta con meno margine: Veronika Widmann (ABC Egna Neumarkt) gli sta dietro solo per 1.96 secondi, dopo un ultimo posto in qualifica.

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Fabrizio Dragoni chiude la parentesi di sfiga il sabato sera e apre quella della seconda vittoria stagionale. Secondo, come a Caldirola, Lorenzo Frigerio e terzo Luca Bottausci (Firenzefreeride ASD). Questi tre stanno in meno di un secondo, per la serie ‘anche tra gli amatori se le danno’.

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Il clou arriva intorno alle 15.30, quando tocca agli agonisti.

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Oltre che all’arrivo, buona parte del pubblico si apposta sul muro simil Val di Sole di circa due terzi del percorso, una S abbastanza tecnica che inizia con un mini drop su radici, un dritto insidioso più che altro per il fondo polveroso e la curva secca verso sinistra che porta ad un tornante verso destra per poi immettersi poi su un altro gradone con curva. Qui, tra jolly giocati e persi se ne sono viste di ogni.

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Nel frattempo del carnaio, nei pit ognuno aspettava il proprio turno tra cibo e chiaccchiere. Pit life, insomma.

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Quando tocca agli ultimi tre a scendere, c’è Francesco Colombo (Team Airoh Axo Santacruz) sulla hot seat, seguito da Johannes Von Klebelsberg (ASC Tiroler) e Marco Milivinti.

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Tocca ad Oscar Harnstrom, ma purtroppo per lo svedese una caduta nella parte alta lo mette fuori gioco e lo relega in 20esima posizione finale, due posizioni davanti a Nicola Casadei (Gravity Games Lapierre), l’altro endurista di giornata prestato per un weekend alla discesa.

Tocca quindi a Simone Medici e Lorenzo Suding. Entrambi escono a bomba dal boschetto finale e, nel pratone finale, prima nell’immissione nella strada asfaltata dell’arrivo ho potuto misurare la loro velocità. Quella di Simone è stata molto forte…

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…quella di Lorenzo invece è stata fortissima…

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…ma purtroppo per lui non abbastanza per limare quegli 86 centesimi che hanno regalato al giovane rider del team Pedroni la seconda vittoria assoluta della carriera e della stagione.

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A Simone non posso che rinnovare i complimenti per quanto ha fatto in queste prime due gare, ma ovviamente tutta l’allegra combriccola che si è messo dietro tra Caldirola e Sestola ha tutto l’interesse nel rifarsi il prima possibile. E tutto questo, in previsione, fa il circuito di quest’anno ancora più entusiasmante.

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Dopo aver smontato i pit di Sestola, una buona parte dei top rider italiani si metterà in viaggio per la tappa di coppa del mondo di Fort William. Altrettanti, invece, si metteranno in viaggio verso la commissione dell’esame di maturità. A tutti quanti, in bocca al lupo!

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Le classifiche finali di Sestola:

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