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Manuel DUCCI si è, purtroppo, rotto la caviglia destra durante le prove dell’EWS #2 in Scozia.

Nell’augurargli una pronta e completa guarigione, non possiamo non toccare di nuovo il problema che sta attraversando una disciplina in evoluzione come l’enduro, quello degli infortuni. Come abbiamo già avuto modo di dire nel post EWS #1 di Nevados de Chillan ed in occasione del recente infortunio di Jerome CLEMENTZ, l’enduro, con il crescere della sua popolarità e della posta in palio a livello di sponsor e ritorno d’immagine, sta anche vedendo esponenzialmente crescere gli infortuni. Beninteso, questi fanno parte del gioco, la mountainbike, dall’XCO alla DH è uno sport pericoloso, that’s it.

Ci piace però sempre ricordare che in enduro si scende con mezzi che – purchè ormai molto performanti in discesa – sono ben lontani dalle prestazioni e dalla sicurezza che può offrire un mezzo specifico da DH. Se a questo si aggiunge che le ps spesso hanno tratti (Barel disse di Rock Oh! – nota ps a Punta Ala – che aveva tratti da DH di Wolrd Cup…) e velocità (all’EWS#1 si è arrivati a più di 60km/h…a Pietermaritburg, pima gara di World Cup di DH, con mezzi da più di 200mm di escurione si sono toccati i 70 km/h…) da tracciati di Wolrd Cup di DH e che le stesse vengono affrontatate con solo ginocchiere e paraschiena a fronte di protezioni lungo i percorsi assolutamente insufficienti, si può ben capire come il moderno enduro sia uno sport estremamente pericoloso.

Manuel è solo l’ultimo rider in ordine di tempo ad essersi infortunato; ricordiamo che da inizio anno si sono infortunati: Nico VOUILLOZ, Dan ATHERTON, Fabien BAREL e Jerome CLEMENTZ…pensiamo che una riflessione nelle alte sfere dell’enduro sia opportuna…

Comunque Forza Manuel, tieni duro!

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