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Nicola CASADEI ci racconta il prestigioso risultato che ha ottenuto alla prima edizione degli europei di enduro di Kirchberg, Austria. Ecco le sue parole.

“L’Europeo a Kirchberg in Austria è importante perché è il primo della storia per l’Enduro e ci tenevo essere presente, ma la mia presenza era in forse a causa di una rovinosa caduta a Doganaccia il venedi durante le prove del Gravity Race, niente di rotto ma mi ha procurato un gran mal di schiena. Mercoledì ho preso in mano la Santa e ho provato il mio stato di forma purtroppo la schiena mi faceva ancora male, però la voglia di gareggiare mi ha fatto passare sopra al dolore, così giovedì parto con destinazione Kirchberg in Austria, il paesaggio Austriaco è molto bello, tutto perfetto.

Arrivato a destinazione mi accorgo di essere il primo, prendo la bici e ne approfitto subito per fare un giro su qualche sentiero locale e vedere il posto. Ovviamente il meteo non si mette dalla nostra parte ed in serata inizia a piovere e le temperature si abbassano. Venerdì come da regolamento i sentieri della gara sono chiusi e si possono vedere solo a piedi, così decido di farmi una bella camminata studiando bene tutte le ps. La 1 è molto corta ed ha solo un tratto difficile in mezzo al bosco una speciale molto nervosa, mentre la 2 e la 3 sono all’interno del Bike park, veloci con tante sponde e parti ripide mentre la 4 , la più lunga perché è 7 km (ne ho fatta metà a piedi poi ho mollato) probabilmente questa sarà la ps dove si farà la differenza perché ci sono vari tratti da pedalare.

In serata vado alle iscrizioni a prendere in numero e scopro che mi faranno partire con l’11, che spettacolo! Sabato mattina inizio le prove sotto il diluvio decido cosi di fare 2 giri per ogni speciale, a parte il freddo mi stavo divertendo molto perché il terreno non dava molta aderenza dato che c’ era tanto fango e cosi ho iniziato ad in traversare la bici e giocarmi qualche Jolly in mezzo al bosco pieno di radici, alla fine prendo l’impianto di risalita per arrivare a 1800 m e quando arrivo in cima mi aspetta un clima tipicamente invernale con la neve e molto freddo…

Parto subito, ma la neve non mi fa capire quale traiettoria prendere visto che copre tutto il tracciato, allora cerco di scendere il più veloce possibile per sentire meno freddo. Mentre scendevo battevo i denti e non perché cadevo, un torrente d’acqua mi accompagna per tutta la ps così arrivato alla fine mi passano tutte le fantasie di tornare a provarla. Ritorno ai box, fortunatamente ho allestito un buon accampamento tra maggiolina, e gazebo nella speranza di avere un piccolo posto asciutto per ripararsi da questo improvviso inverno che non mi sarei mai aspettato di trovare. Fortunatamente visto le condizioni meteo gli organizzatori decidono di anulare il prologo, nonostante questo neanche dopo svariate ore riuscivo a scaldarmi.

Domenica mattina le condizioni meteo non migliorano, invece di diluviare, piove a intermittenza, così spero vivamente di non fare la gara tutta sotto l’acqua!!! Decido di prendere un antidolorifico prima della partenza perché sento ancora male probabilmente il giorno prima mi sono strapazzato un po’ troppo, poi il freddo non aiuta di certo.

Mi avvicino alla partenza e vedo tutte le bandiere delle Nazioni dei partecipanti, vedo anche quella di San Marino, spero di fargli onore yeah!!!

Parto e dopo solo 15 minuti di trasferimento affronto la prima ps cercando di scendere senza commettere errori arrivo nel bosco e la bici inizia a scivolare riesco a passare indenne il tratto più difficile, mi rilasso prendo fiducia sento di guidare bene e affronto l’ultima parte senza grosse difficoltà. E’ stata talmente corta che non sono riuscito a fare un ritmo gara decente non mi sono neanche scaldato, così faccio il trasferimento più lungo e salgo per arrivare alla seconda ps. Nella risalita sudo tanto e sono anche un po intontito (diciamo più del solito) probabilmente per effetto delle medicine ma non sentivo molto male.

In cima parto per la seconda ps affronto le prime curve poi un canale unico di fango mi accompagna per tutto il tracciato, pedalavi anche nei tratti ripidi per dare un po di velocità all’azione, arrivo in fondo pieno di fango, irriconoscibile, decido di lavare la bici ma trovo una fila enorme al lavaggio bici, anche perché non si poteva affrontare la 3 ps in quelle condizioni. La terza ps al contrario aveva un terreno molto drenante, quindi poco fango ma tante curve divertenti arrivo in fondo troppo velocemente e sono quasi dispiaciuto che sia finita. Nel trasferimento alla 4 un problema mi crea qualche pensiero cioè mi viene un crampo, a questo punto mi sono chiesto: come cavolo faccio a fare la ps più lunga?

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Al paddock il giudice da la lista di partenza per l’ultima speciale e rimango stupito per la mia posizione: 4 assoluto sono sorpreso ma questo mi carica, mi preoccupo un pò per il crampo perché era sempre lì in agguato, prendo l’impianto e arrivo in cima. Davanti a me parte Remy Absalon, fa una partenza fulminea, poi quando è il mio turno parto con tutte le energie che ho, faccio un buon ritmo nella prima parte ed entro nel bosco. Mi gioco qualche jolly e poi via con il faticoso tratto da pedalare, alcune curve nei prati riempiono la bici piena di fango che ti immettono nell’ultimo bosco un po più divertente. A metà ho dovuto togliere la mascherina perché non vedevo più niente, così finisco la gara con gli occhi che bruciano pieni di fango. All’arrivo sono contentissimo perché mi sono divertito moltissimo e sono riuscito ad entrare nei 5 assoluti questo Europeo!!!”.

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