percorso2011

Doveva arrivare prima o poi la prima gara sotto la pioggia, e così è stato.
La Capoliveri Legend Cup era l’ultima Gf di avvicinamento al SellaRondaHero del 23 giugno, e se il risultato della mia gara è la premessa, temo di dover iniziare a pregare fin d’ora…
Ma andiamo con ordine.
Doveva essere un bel weekend tra due coppie di amici, ma complici defezioni per malanni e il meteo previsto non proprio primaverile, il venerdì pomeriggio ci ritroviamo a partire da Parma solo io e l’amico Paolo.
Il sabato mattina ci facciamo un giretto “pre-gara” di un paio d’ore, in cui colgo l’occasione per far vedere alcuni dei sentieri elbani che ci sono dietro casa a Paolo. La giornata sembra promettere bene, il sole è alto ma l’aria non è poi così calda…infatti, terminato il giro e messo sotto i denti qualcosa, si rannuvola, buttando giù qualche goccia…decidiamo allora di andare a ritirare i pacchi gara, e al nostro ritorno alla base il sole è tornato, per cui ci concediamo un breve relax in spiaggia.
Si fa sera, prepariamo i mezzi per la gara, mangiamo e andiamo a letto di buon ora.
Al risveglio la mattina butto un occhio fuori ed il meteo non è certo dei più incoraggianti…la speranza è che l’isola sconfessi per l’ennesima volta le previsioni…
Arriviamo a Capoliveri, ci prepariamo e facciamo un po’ di riscaldamento…e in un attimo arriva l’ora della partenza…la mia speranza però si frantuma nel vedere due fulmini nelle vicinanze attraversare il cielo plumbeo. E così proprio allo start inizia a piovere, per fortuna non come il cielo avrebbe lasciato presagire.
Come da accordi con Paolo, provo a stargli dietro nelle fasi iniziali, ma complice il traffico della partenza tra le vie del paese mi ritrovo una ventina di metri dietro, con molti biker tra me e lui.
Sulla prima (mortale) salita tengo duro, vedo ancora Paolo non lontano, ma piano piano mi sparisce dalla vista complice anche il fatto che mi fermo a mettere l’antipioggia.

Finita la prima salita arriva un primo bellissimo double track…come al solito ne passo parecchi in discesa, ma appena è il momento di rincominciare a pedalare su pendenza negativa mi accorgo che qualcosa non va…oltre ad aver perso la borraccia, le gambe iniziano a non rispondere bene ai miei comandi…La sensazione si intensifica dopo la seconda spettacolare discesa in picchiata verso il mare (la medesima della World Cup di Xc del 1994) …al momento di riprendere la salita, le mie gambe mi abbandonano definitivamente, e non siamo nemmeno a metà…provo a tenere duro, ma mi rendo conto che non c’è verso…non rispondono proprio più agli input…mai avuta una simile sensazione di impotenza…Non sono nemmeno ai 30km e la voglia di ritirarmi si insinua nella mia mente…
Se non fosse per l’incredibile scenario che mi circonda forse avrei già abbandonato (da urlo i passaggi in prossimità delle ex miniere di ferro…)…Così cerco di tenere duro, ma siamo ancora nel versante opposto rispetto all’arrivo, per cui lo sconforto e la fatica ormai si portano via anche quel minimo di risorse mentali che avevo…e come se non bastasse arrivano anche accenni di crampi…così mi faccio praticamente tutta a spinta (con fatica immane…nemmeno camminando le gambe volevano saperne di spingere o di riprendersi…) l’ultima interminabile salita a tornanti che mi avrebbe riportato verso il versante della salvezza…mi passano almeno una ventina di persone…ma almeno riesco a riportarmi sul versante “amico”…
Dopo un fantastico single track in discesa dove recupero qualche posizione, mi ritrovo nella carraia in piano che riporta verso Capoliveri…vedo due biker un centinaio di metri davanti a me, mi prendo un ultimo gel energetico, e non so con quali energie mi rimetto a pedalare con un minimo di forza (almeno in piano riesco ad andare…).
Ne riprendo uno e prima dell’ultimo single track (siamo ormai in paese) che punta verso il mare, riesco a passarne un altro…ma in un attimo mi assale lo sconforto quando mi rendo conto che per tornare all’arrivo c’è un’ultima micidiale rampa su ciottolato, per di più reso viscido dalla pioggia…come previsto scendo ed inizio a spingere, imprecando al pensiero che lo sforzo di pocanzi sia stato vano e che mi avrebbero subito ripassato…invece, noto che anche a piedi riesco a tenerli a distanza ed anzi, riesco pure a intravedere quello avanti a me…nell’ultimo tratto della rampa il ciottolato lascia spazio al cemento e riesco addirittura a rimettermi in sella ed a pedalare…ci siamo, vedo il cartello dei -500m all’arrivo e do tutto per riuscire a passare quello davanti, riuscendoci…lo so, sembra il racconto per la conquista di un posto sul podio, ma in realtà lottavo per la 153esima posizione…

Fa niente, nella gara più brutta (non certo per il percorso, davvero fantastico) e dura (48km e 1715 m di dsl) della mia vita volevo comunque provare a lottare fino alla fine…chiudo 153°/180 ed ultimo (!) di categoria…l’amico Paolo chiude con un sontuoso 82° assoluto (ed era arrivato mezz’ora prima di me….).
Ora mi aspetta il SellaRondaHero…spero di riprendermi, altrimenti saranno dolori, visto che sarà 4km più lunga ma soprattutto avrà 900m in più di dsl…Prossima gara però SuperEnduro Sprint #3 a Palazzuolo sul Senio, stay tuned!!

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