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Ah la Mega….ogni volta che ci ripenso mi viene da sospirare…credo sia davvero l’evento di mountain bike più incredibile nel panorama agonistico delle gare sulle ruote grasse…più di 2.000 iscritti, concorrenti provenienti da 29 Paesi (quasi un’Olimpiade…), più di 20km di percorso, più di 2500m di dsl negativo per circa un’ora di gara per i comuni mortali…numeri che rendono la Megavalanche dell’Alpe d’Huez un’evento unico, una sfida epica…anche il solo terminare la gara senza grosse velleità agonistiche è motivo di orgoglio. Questo è il racconto della mia seconda Mega, dopo la prima esperienza dello scorso anno in cui chiusi 14° nella Mega Amateurs (una sorta di finale C).

Day 1, giovedì 19 luglio

Sveglia alle 5…già caricato tutto in macchina la sera prima…parto in solitaria alle 5e30 da Limbiate in direzione Alpe d’Huez…dopo un bel viaggio di 4 ore attraverso scenari alpini da urlo, arrivo all’agognata meta…scarico tutto e mi fiondo a ritirare il numero…212…significa che in qualifica sarò in prima fila (le Vague di qualifica sono in tutto 10 per gli uomini, composte da circa 200 concorrenti), e già questo mi evoca qualche presagio negativo…in prima fila ci sono anche i professionisti o comunque rider di altissimo livello, sarò all’altezza? (ovviamente no…). Appeso il numero sulla bici mi dirigo all’impianto, direzione 2800m slm per provare il percorso della qualifica (diverso da quello della gara e di circa 10km per 1300 m di dsl)…provo bene il primo pezzo (al contrario dello scorso anno, in cui non provai ed infatti mi persi al secondo nevaietto…) fatto di una partenza su sterrato con qualche tornante e due piccoli nevai, dopo i quali ci si immette in una carraia che porta al pezzo più tecnico del percorso….arrivato all’unico passaggio difficile della qualifica, scendo e cerco la linea migliore: so benissimo che non sarà facile farla, è un punto tecnico e in gara potrei ritrovarmi a farlo a piedi a causa di imbuti….comunque battezzo la mia linea e continuo verso la seconda metà del percorso decisamente più flow…incontro Alex Lupato (bello vedere qualche nostro top rider espatriare, ma dovrebbero venirne di più…) che mi dice di aver bucato davanti e dietro (bucherà anche in qualifica…Alex, alla Mega si usano gomme doppio spessore, almeno dietro!), ma nonostante tutto mi è impossibile stargli dietro….arrivati quasi in fondo lui si ferma per mangiare e riparare le gomme.

Io torno all’impianto intermedio per provare ancora un po’ la parte centrale tecnica…a metà pomeriggio smetto, ho di proposito tralasciato la parte finale del percorso che dall’Alpe d’Huez conduce ad Huez paese…è tutto sponde e polvere, me lo ricordo dallo scorso anno, non ci sono tratti dove passare o grosse difficoltà…confidando nella partenza dalla prima fila tralascio di provare anche la partenza dal ghiacciaio del percorso di gara…credo di poter entrare nelle prime 35 posizioni che danno accesso alla finale A che si correrà di domenica, con quindi ancora a disposizione il sabato mattina per provare il famoso ghiacciaio (mai scelta fu meno azzeccata…promemoria per il futuro: non dare mai nulla per scontato…); arrivato in albergo lucido il mezzo e mi preparo da mangiare…al solito a letto presto, a maggior ragione alla Mega, dove si hanno orari obbligatori per presentarsi agli impianti la mattina resto…

Day 2, venerdì 20 luglio

Sveglia alle 7…colazione del campione, vestizione e via di corsa alla macchina, il tempo è buono….è dalle 5 che ripenso alla gomma da mettere dietro: la sera prima ho lasciato la bici con un Ardent Lust al posteriore, gomma che di solito uso nelle enduro…ma qui alla Mega è diverso, non si passa sempre sulla linea migliore o più pulita, per cui vado in sicurezza e monto un Hansventure 2-ply d’annata montato tubeless…arrivato alla partenza  riesco a vedere la partenza della prima Vague di qualifica, giusto per caricarmi con un po’ d’ansia…non digerisco di essere in prima fila…avrei preferito la seconda…va beh ormai che siamo qui, giochiamocela! Veniamo schierati e mi piazzo centralmente, di fianco al n. 204, tale Schumann, un mezzo pro tedesco, poco più in là c’è un certo Jerome Clementz…accendo la mia fida Gopro e attendo lo start…come al solito i secondi prima della partenza sembrano interminabili…si alzano le fettuce e via! Parto bene, freno leggermente prima dell’iniziale curva a sx ma in un attimo mi ritrovo letteralmente gambe all’aria (mentre volo penso: che bello è tutto ripreso dalla Gopro…almeno non sembrerò il solito che racconta scuse per pezzare un cattivo piazzamento…non l’avessi mai pensato, dopo si capirà meglio il perché…)…quello di fianco a me – il tedesco – mi ha centrato in pieno…come se non bastasse il mio pedale si è incastrato nella sua ruota posteriore…ognuno tira la propria bici, ma non c’è nulla da fare….e intanto la gente passa…molliamo entrambi la bici a terra e come per magia si staccano…tiro su la mia e riparto (Schumann alza invece le mani al cielo sconsolato, lui si giocava un piazzamento in prima fila nella gara, per cui forse ha deciso che la sua qualifica era compromessa e non è ripartito, o forse ha avuto qualche danno meccanico…) trovando tutti quelli davanti che cercano curvare all’interno dei tornanti….si formano quindi degli imbuti in lento movimento e io ne approfitto per recuperare parecchie posizioni passando largo…

Prendo bene il primo nevaio, ma arrivo un po’ più là della linea che avevo deciso di fare per il secondo nevaio…so che devo fare un piccolo gradino, no problem mi dico…invece quello dietro mi tocca appena il posteriore mentre stavo per farlo, perdo velocità e mi cappotto in avanti…crack!!! Rumore molesto proviene da sopra il casco…spero con tutto il mio cuore che non sia così, ma so di aver perso la Gopro…sarebbe venuto fuori un bel video, ma il destino ha voluto così….e intanto la gente passa….mi riapproprio della bici che era volata più in basso e provo a recuperare…sono però in affanno, forse più per l’incazzatura…mi calmo e inizio a pedalare a più non posso facendo qualche sorpasso…mi sdraio ancora su una curva, ma quello che mi sorpassa tira lungo a quella dopo, per cui tutto come prima…faccio ancora qualche sorpasso nella parte con i panettoni, mentre in quella tutta sponde verso Huez non riesco a passare nessuno…per fortuna verso la fine c’è un piccolo tratto di asfalto, per cui mi accodo al trenino che ho davanti e come un giaguaro ne passo tre appena immessi sull’asfalto…provo a passarne un’ultimo a pochi metri dal traguardo ma mi dice no spiattellandomi contro un muretto…per fortuna siamo proprio all’arrivo e nessuno mi risorpassa….chiudo 47° su 145 in 17:54…per 26” e 12 posizioni non accedo alla finale A, accedendo invece alla finale B (Mega Challenger), dovendomi accontentare di una quarta fila…lo sapevo che la prima fila in qualifica non faceva per me!!…torno mesto in albergo per pranzare, e conscio del fatto che correrò il giorno dopo, vado a provare la parte del percorso di gara che collega l’Alpe d’Huez all’arrivo ad Allemond…purtroppo ho confidato troppo nel fatto di poter accedere alla finale A, tralasciando di provare la partenza dal ghiacciaio….amen, quel che è fatto è fatto…inizio la discesa verso Allemond e mi rendo conto subito che è più scassata dello scorso anno…brake bumps ovunque e radici a fare da contorno…non ci sono particolari difficoltà tecniche…qui conterà la resistenza soprattutto nelle braccia….Ritornato all’albero faccio un check alla bici…ruota posteriore completamente scentrata…un raggio mi ha abbandonato e la ruota ha perso la centratura…metto su quella di scorta e con la bici metto a nanna anche il sottoscritto, non prima della solita megacena pregara.

Day 3, sabato 21 luglio

Ci siamo…l’emozione del giorno della gara mi fa aprire gli occhi ben prima della sveglia, puntata alla 5e15 (quelli della mia fila devono essere all’impianto alle 6e20)…mi alzo e faccio un’abbondante colazione…la partenza è alle 10, per cui il tempo di mandare in circolo il carburante c’è…guardo fuori dalla finestra ma il tempo non è incoraggiante…nuvole basse e bagnato per terra…deve aver piovuto la notte…qualche presagio sopravanza nella mia mente a pensare al lungo traverso in mezzacosta che dal ghiacciaio conduce al paese…è tutto roccia smossa e col viscido non sarà certo il massimo…va bè, timori ora non sono proprio il caso, per cui…si parte!! Solita lunga attesa alla funivia che porta alla partenza…c’è freschino, meglio fare un po’ di stretching intanto…arrivati su vedo molte persone sedute per terra tutte avvolte in teli di alluminio, il freddo la fa padrone…per fortuna – almeno qui a 3.330m – le nuvole lasciano spazio al sole che riscalda un po’ l’aria, mentre rimangono le nuvole più in basso…ci posizioniamo in griglia, sono tutto a sx contro le reti…noto che la neve è marcia…ci sarà parecchio da correre e spingere temo…mi carico guardando la partenza delle donne e poco dopo tocca a noi…sale l’adrenalina…- 30”….-10”….partiti!! Cerco almeno il primo pezzo più ripido di farlo in bici, ma si sta poco in piedi, per cui…spingere e…rotolare…eh si, un paio di capriole sulle neve me le faccio e per fortuna la bici le fa con me, non rimanendo indietro…finite le prime curve ci si immette in quello che lo scorso anno era un drittone di ghiaccio in cui lasciare andare a manetta la bici…teneva da paura…quest’anno invece devo farmelo tutto di corsa in discesa…la neve è davvero pappa…finalmente dopo un ultimo tratto in piano a spingere la bici – in cui inizio a rimontare qualche posizione – salgo in sella per imboccare il lungo sentiero in mezza costa…come temevo è viscido e in più la visibilità è scarsa per le persistenti nuvole basse…navigo a vista, la maschera è lercia, per cui la tolgo…qualcosa ricordo dall’anno passato ma non mi fido…vado a gas chiuso…mi passa uno prima di un leggero scollinamento ma non replico…non sono per nulla a mio agio…so che tra un po’ avrò occasione per recuperare posizioni, per cui stringo i denti e passo indenne dal passaggio più tecnico, con gli amici italiani – che correranno la finale A del giorno dopo – a fare il tifo (grazie!)…ci siamo, finalmente il sentiero porta verso il paese, diventando terra battuta…primo strappo in salita, recupero posizioni…secondo strappo, recupero ancora qualcosina…si va verso l’Alpe d’Huez…in questa parte centrale cerco di non strafare, devo recuperare energie per la salita che porta alla seconda parte di gara…per cui pedalo costante e giunti alla salita scalo tutto e cerco di recuperare più posizioni possibili…a darmi la carica ci si mette anche l’amico Alex Stock, che mi urla “c’on man!!”…l’incitamento sortisce i suoi effetti e prima che la salita finisca ne passo due…ci siamo, da qui parte il sentiero che conduce alla fine…quello che ho superato appena prima di scollinare mi è alle calcagna…ha una Trek da DH, qui è avvantaggiato…ma la mano più grossa gliela do io, ad una curva con doppia traiettoria io sto esterno e lui mi infila all’interno…bravo Mik, bella mossa! Come immaginavo lo perdo di vista…mano a mano che scendo incontro letti di radici che mi mandano letteralmente in tilt le braccia, provo a tenere duro ma sono al limite…per fortuna sbuco in un pezzo di piano che ricordo essere abbastanza lungo, pedalo allegramente per recuperare energie ma all’improvviso quello dietro mi passa…li per li non reagisco, non ne ho le forze…dopo poco però – non so come – la mia pedalata torna ad essere degna di essere definita tale e lo ripasso…il sentiero torna a buttarsi in discesa, ma torna anche la stanchezza alle braccia…so che qui è stretto e ci sono tornantini quasi da nose press…il che significa zero possibilità di sorpasso…il tipo è ancora alle mie calcagna, ma conscio che il sentiero è dalla mia, sto tranquillo e provo a rilassare le braccia che mi stanno ormai abbandonando… “tieni duro che ci siamo quasi”…non sento più il tipo dietro di me per fortuna…dopo un paio di corti intermezzi di asfalto penso di essere ormai solo, ma sull’ultima salitella su asfalto prima dell’imbocco dell’ultimo single track, all’improvviso sbuca uno di fianco a me…mi sta per passare ma d’istinto accelero e lo stringo verso l’esterno…mossa non sportivissima, ma ho reagito d’impulso…riesco ad entrate per primo nel sentiero, guido per un paio di curve e finalmente intravedo il ponte finale in paese che conduce all’arrivo…davanti ai miei occhi increduli si materializza il tipo con la Trek da DH…si chiude la vena, scatto sui pedali dando tutto e prima dell’ultima curva lo infilo…la felicità dura un attimo, perché contemporaneamente mi passa quello che avevo chiuso poco prima…giusto così!! Taglio il traguardo, esausto, dopo un’ora e 6 minuti…chiudo 41° su 316, primo degli italiani in questa Mega Challenger…per essere partito in quarta fila sono soddisfatto…Ragazzi che gara!! Durissima…il ghiacciaio praticamente tutto a piedi, la mezzacosta viscida e con scarsa visibilità e infine gli ultimi emozionanti sorpassi…finire la Mega è davvero un qualcosa di indescrivibile! Mi rimane il rammarico per come è andata la qualifica, ma la bellezza e la difficoltà della Mega risiede anche in questo: bisogna essere pronti a tutto, perché tutto può succedere …per cui l’anno prossimo (confidando magari in una seconda fila in qualifica…) tornerò per provare ad accedere alla Mega “vera”!

Au revoir Mega!

DirtTV: Megavalanche 2012 a Mountain Biking video by orpheusproductions

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