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Quella che è in corso è la mia quinta stagione di gare di enduro…sembra lontanissimo il 2010…da allora sono cambiate molte cose nella mia vita, il lavoro,  le bici, i componenti e chi più ne ha più ne metta…c’è però una costante che mi accompagna da cinque anni, per una volta all’anno, ed è la gara di Priero. E’ l’unica che ho sempre fatto ed un motivo c’è: mi diverto come un bambino! Beninteso, non che nelle altre gare il divertimento non ci sia (altrimenti smetterei di correre), ma Priero mi da un senso di rilassattezza anche in speciale che non riesco mai a ritrovare da altre parti. Sarà il paesaggio bucolico e l’aria pulita che si respira in questo paesino tra il mare e le Alpi, saranno i suoi percorsi all’insegna del flow, fatto sta che qui lo stress da gara non mi pervade nemmeno per un momento…

Arrivo sabato mattina e verso le 10 iniziamo a furgonare con alcuni amici. I giorni prima è piovuto, e si vede! La prima discesa è un dramma…c’è una patina di fango di 5cm e non si sta letteralmente in piedi…aggiungiamoci anche il fatto che non ho gomme specifiche da fango ed abbracciare gli alberi diventa un attimo!

Priero1A ogni giro continua la mia battaglia personale contro gli alberi ma la cosa incredibile è come cambino le condizioni del terreno nell’arco della giornata. Questo mi permette anche di saggiare il nuovo giocattolo che ho montato sulla bici: l’ammortizzatore Bos Kirk. Non sono certo le condizioni di fango quelle in cui si riesce a capire la bontà di un’ammo, ma percepisco lo stesso che è un altro pianeta rispetto a quanto provato fino ad oggi…non vedo l’ora di testarlo su percorsi più tecnici e scassati!

Finisco di girare alle 19, del fango non c’è quasi più traccia, solo qualche curva umida e un pò scivolosa nei tratti più chiusi del bosco di ps2/ps4, ma nulla di comparabile al mattino.

Sosta obbligatoria all’autolavaggio per togliere il fango ormai diventato cemento, rapida doccia, cena in albergo e prima di dormire una preghierina perchè non piova la notte…

Preghierina che purtroppo non viene esaudita, nella notte mi dicono essere venuto giù un bell’acquazzone per un paio d’ore…apprendo così che – giustamente (troppo pericolosa in condizioni di bagnato) – ps1 viene annullata e percorreremo così due volte ps3, la più pedalata. Ho il numero 16 e già intuisco che su ps1 e ps2 troveremo il terreno viscido, cosa che chi avrà un numero alto probabilmente non troverà…ma queste sono le gare, l’anno scorso si presentò la situazione contraria, con pioggia battente da metà gara e con i primi che riuscirono a scendere da ps3 con un terreno che ancora teneva…conscio di questo fatto, cerco di correre ai ripari, cercando di trasformare lo Schwalbe Magic Mary in una simil gomma da fango: tolgo tutti i tasselli centrali nella speranza che il fango possa scaricarsi meglio.

Priero2Al posteriore lascio un High Roller II, nella speranza che il terreno vada asciugando. Ci siamo, si parte. Il numero dietro di me è un certo Mattia ARDUINO e già so che il senso di rilassattezza di cui parlavo prima inevitabilmente sarà compromesso dalla sua presenza dietro di me (un consiglio: mai credere ad uno che vi dice che tanto non pedala forte…soprattutto se vedete che monta monocorona da 36 e pacco 11-36…). Saliamo facendo quattro chiacchere e in un attimo siamo su. Sembra che il terreno abbia tenuto bene, anche se vedo qualche scodata dei primi che partono.

E’ il mio turno, mi raccomando con Mattia di urlarmi quando mi riprenderà ma lui continua a rassicurarmi che tanto è fuori forma e non pedala forte (te possino…). Parto molto cauto nella prima parte di bosco, voglio vedere se il terreno tiene…tutto sommato il grip sembra buono e cerco di forzare un pochino di più fino ad arrivare allo strappo a metà ps…cerco di pedalare forte ma di non fare fuorigiri anche perchè mi sono molto raffreddato ad aspettare il mio turno e le gambe non girano benissimo…ad un certo punto sento Mattia che arriva (lo sapevo…), mi accosto e mi passa proprio sul pedalato…una moto!! (finirà settimo assoluto, nonostante abbia fatto ps2 senza catena…). Finisco la ps e sono abbastanza contento della mia prestazione, non ho rischiato nulla e ho guidato bene.

Risaliamo verso ps2 e come successo prima devo aspettare un bel prima del mio turno. Probabilmente qui il terreno sarà un pochino più viscido che in ps1, per cui parto tranquillo anche qui. In effetti in alcuni punti è ancora viscido ma comunque si va via bene (ho comunque l’impressione che le 29″ sul fango tengano di più nonostante le gomme non specifiche…). Guido bene nella parte superflow, con il sorriso sulle labbra e anche qui finisco la ps senza sbavatura, una rarità!

Tempo di CO: mi rifocillo, rapido sguardo alle classifiche e via di nuovo verso ps1/ps3. Il caldo inizia a farsi un pò sentire, cosa spiacevole da un lato ma positiva dall’altro: le due ps che restano si saranno quasi asciugate del tutto. Infatti la ps3, rispetto al primo passaggio, è ora più asciutta, per cui cerco di forzare la mano…spingo al mio limite sia in discesa che sul pedalato ma Mattia mi riprende lo stesso, anche se un pò dopo rispetto a prima ed in un punto un pochino più stretto…riesco a farlo passare senza fargli perdere tempo (e senza perderlo io a mia volta) e provo per un attimo ad accodarmi…lo perdo dopo due curve…un missile! Sono comunque contento di come ho guidato, scoprirò di aver fatto meglio di 10 posizioni rispetto al passaggio in ps1.

Non resta che risalire verso ps4, me la prendo con molta calma ma arrivo lo stesso con 20′ di anticipo. Qualche battuta con gli altri e scopro intanto che il mio compagno di team Fracesco FREGONA è secondo nella classifica provvisoria, immenso! La ps4, nonostante abbia molti punti in comune con ps2, è quella più ostica per le mie caratteristiche. Presenta molte parti strette e lente, non proprio il mio forte. In più ho notato il giorno prima che è anche quella che fa più fatica ad asciugare…la tattica è quindi conservativa! Voglio riuscire a stare nei trenta…parto a razzo nella parte in comune in ps2, ma mi do subito una calmata al primo bivio…un saliscendi lento ed insidioso. Passo però meglio di ogni mia più rosea aspettativa e così continuo fino alla fine. Le scorse edizioni non ho mai guidato bene in questa ps e non credo assolutamente di essere migliorato tecnicamente. Credo proprio che il merito – per una volta (nell’eterna sfida da bar mezzo/rider, per me vince sempre il rider) – lo possa imputare alla bici, la mia fida Banshee Prime 29er…per la mia altezza, le ruote da 29″ e la relativa geometria sono una manna dal cielo a livello di distribuzione del peso sul mezzo meccanico; e questo, nonostante un interasse comunque lungo della bici, mi agevola anche nello stretto.

14105272104_3b108c0595_oChiudo alla fine 31esimo e quinto di categoria: mi sarebbe piaciuto stare nei trenta, ma sono contento lo stesso di come è andata la gara e del fatto che per una volta non ho messo il muso per terra…ma la gioia più grande arriva quando scopro che Francesco ha vinto l’assoluta: avere un proprio team e vedere un tuo compagno/pilota vincere è davvero emozionante! Sono ovviamente anche felicissimo per lui, veniva da un brutto infortunio della scorsa stagione e so quali sacrifici fa per allenarsi e la passione che ci mette: grande Fra!

Adesso mi attende una GF all’Isola d’Elba: la faccio sia perchè è una bellissima gara in posti unici, sia per prendere un pò di ritmo in vista della mia sfida di fine giugno: il Sella Ronda Hero! Stay tuned!

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