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Sauze d’Olulx, 28-29 luglio 2012: si può dire che la Superenduro Pro #5 andata in scena nel balcone delle Alpi in concomitanza con il VIBRAM Enduro MTB Trophy of the Nations, sia stata una piccola preview della Coppa del Mondo di Enduro UCI che prenderà il via l’anno prossimo. Tutti i migliori specialisti (tranne gli americani, peccato) erano presenti. Questo il racconto della mia gara, vissuta sia da rider che da entusiasta tifoso dei pro rider presenti (con ovviamente più enfasi per i nostri nazionali). Non vado a Sauze con grosse aspettative, non ho provato ed in più la Mega della settimana prima ha lasciato il segno, oltre che sul mio corpo (escoriazioni ovunque) anche nel fisico: sono stanco, ma a Sauze non si rinuncia!!

Day -1, venerdì 27 luglio

La gara è atipica: come l’anno passato si concentra principalmente il sabato con sei ps, con la domenica che vede in programma due ps più una Supermountain per i nazionali ed una per i migliori cento della classifica assoluta (mio obiettivo dichiarato, essere nei 100!). Si impone, pertanto, la mia presenza in loco già il venerdì sera. Finisco di lavorare alle 19 e 30, mi fiondo a prendere la fidanzata, ceno al volo, carico la macchina e via, direzione Sauze! Arrivo alle 23 e subito il dramma: nella fretta ho dimenticato le lenti a contatto…panico totale…penso già a farmi mettere ultimo partente e fare la gara alla cieca in tutti i sensi: non ho provato le ps e senza lenti potrei scambiare un albero per una persona…C’è una farmacia sotto l’albergo…confido in quella…

Day 1, sabato 28 luglio

Sveglia alle 7 con l’ansia di sapere se la farmacia avrà o no le lenti…colazione mega e nell’attesa che apra vado a ritirare il numero di gara…piove! Bene, oltre all’ansia per le lenti ci si mette anche quella per la scelta delle gomme…ritorno all’albergo e mi dirigo in farmacia: il miracolo si avvera, hanno le lenti! Le metto e preparo subito il mezzo…i miei uccellini mi dicono che il giorno prima la polvere l’ha fatta da padrone: non ci penso due volte e metto gomme da fango davanti e dietro…anche se la pioggia non facesse in tempo a fare danni, anche con l’asciutto e sulle contropendenze che ci sono a Sauze, le gomme da fango non sarebbero una scelta azzardata…in più non ci sono troppi trasferimenti pedalati, per cui anche se perdo in scorrevolezza, amen! Ritorno al CO…Partono prima i rider delle nazionali, poi gli altri. La prima ps parte direttamente dal palco, una sparata in salita su asfalto che immette poi in un fettucciato in campo aperto tutto contropendenze…è il mio turno: scendo con attenzione dal palco, curvo piano e apro il gas…la ruota posteriore parte, perdo aderenza e tra un po’ non finisco a terra…iniziamo bene! Mi riassesto, pedalo a tutta e giunto nel fettucciato guido da cani…mi sento lento e impacciato…va bè non si potrà perdere poi tanto in una ps così corta…Prendo l’impianto che mi porta in cima a Rocce Nere: da qui partono due ps. Ora è il turno della ps2, un’altra speciale corta ma insidiosa, con una prima parte molto ripida e ricca di contropendenze. La ricordo dallo scorso anno, per cui vado abbastanza tranquillo, non forzo e chiudo senza infamia e senza lode.

Ora viene la prima risalita pedalata della gara (sarà tuttavia una Pro molto poco pedalata, direi più incentrata sull’endurance discesistica)…una bella carraia con qualche tratto ripido ma tutto sommato tranquilla che ci porterà in cima al punto più alto. Sono eccitato perché, dopo un anno di pausa – causa lavori – la ps3 è la riproposizione della mitica SuperSauze, speciale da 1000m di dsl e tanto flow attraverso boschi da favola…Sono carico, parto bene nel lungo fettucciato iniziale in campo aperto.

Nel primo tratto di bosco perdo un po’ di tempo a risalire a piedi la riva perché scivolo continuamente, una volta in cima riprende l’incredibile flow di questo sentiero magico, mentre scendo è quasi più l’ammirazione per i boschi che la concentrazione sul tempo…sapevo che il percorso aveva un nuovo tratto…ovviamente lo faccio da cani, rischiando il botto nella curva secca a dx dopo il ripido…inizio a essere bollito, passo due ragazzi (uno aveva appena tuonato…) e mi avvio verso il fettucciato finale…mi accorgo che i due che partivano dietro mi hanno rosicchiato parecchi secondi…alle altre gare eravamo più o meno sugli stessi tempi, qui ho preso paga pesantemente…e non credo sia dovuto al fatto che non ho provato, ma credo sia la stanchezza accumulata alla Mega che si stia facendo sentire…so che non posso fare una gran gara, per cui al CO penso solo a recuperare un po’ di energie e a divertirmi!

Riscendiamo verso l’impianto, direzione ps4 (ovvero la ps2)…anche stavolta faccio questa ps senza infamia e senza lode, non mi fa proprio impazzire direi…e di nuovo ci tocca pedalare verso la cima di Rocce Nere…stavolta la risalita si fa sentire un po’ di più nelle gambe, e non è certo un bel presagio in vista della ps più dura, la ps5…arrivo su con un po’ di anticipo, mi riprendo con un po’ di stretching e arriva il mio turno…questa ps la ricordo abbastanza bene, tranne la arte finale, che ricordo essere pieno di radici e particolarmente duro…pedalo a tutta la cresta iniziale, faccio discretamente la parte dopo l’attraversamento della strada, ma piano ed inesorabilmente le mie braccia iniziano ad abbandonarmi…e proprio prima dell’attraversamento della strada che immette nella parte più dura…andiamo bene…e infatti le mie amate braccine mi abbandonano di colpo dove ne avrei avuto più bisogno; guido malissimo, su ogni radice o brake bump sono a rischio caduta…questo pezzo è molto simile al pezzo finale della Mega, e mi rievoca le stesse sensazioni….voglia di fermarmi e lanciare via la bici dal male alle braccia!!! L’acido lattico è ovunque, non ce la faccio più e come se non bastasse quello che partiva due posizioni più indietro mi ha ripreso…arriva però il tratto finale di strappi pedalati, non avrei mai pensato di poter essere contento di fare della salita! Risorgo, riposo le braccia e pesto a più non posso sui pedali distanziando quello dietro, fino alla fine della ps…che altro non è che il pezzo finale della ps1…come sono felice sia finita! Mi godo un po’ di riposo in seggiovia per riacquistare un po’ di energie per l’ultima ps di giornata, la ps6. Il trasferimento è in piano, per cui si arriva tutti con un po’ di anticipo…qualche scambio di sensazioni con gli altri biker ed arriva il mio turno; anche questa ps lo scorso anno non l’avevamo fatta. È molto bella e mi dicono avere qualche struttura e un pezzo nuovo. Parto tranquillo, la ps è simile a SuperSauze…arrivo nella parte nuova, bellissima! Sponde giganti e qualche struttura in legno…sono però stanco, ed infatti mi sdraio in uscita di curva…nulla di che, mi rialzo subito, provo a forzare per recuperare ma il fisico mi dice no…il carburante è finito!

Così vado di conserva fino alla fine…faccio il controllo di routine al CO e mi dirigo subito in albergo…doccia e cibo, non vedevo l’ora! Una volta ripresomi faccio un giro al paddock per dare un occhio alle classifiche, l’obiettivo è stare nei 100 esclusi i nazionali, ma non ho buone sensazioni…sono 126°, il che non mi lascia troppo tranquillo…nelle ps del giorno dopo dovrò dare il tutto per tutto, voglio fare la Supermountain!

Ceno in un posto tremendo con la mia signora e poi a nanna presto, devo recuperare energie…

Day 2, sabato 29 luglio

Finalmente una bellissima giornata accoglie il mio risveglio. Sono carico anche se sento addosso il peso delle battaglie del giorno prima…non mi importa, devo recuperare qualche posizione per avere la certezza di essere nei 100! Questa mattina la gara prevede due speciali: la solita ps2-4 e SuperSauze, che verrà poi ripetuta nel pomeriggio in stile mass start sia dai nazionali che dai primi 100 classificati. Si parte pertanto direttamente con un trasferimento in discesa su asfalto verso la seggiovia di Jovenceaux. Ormai questa ps la so a memoria, ma nonostante tutto non mi riesce di farla come si deve…l’importante comunque è non cadere e non fare errori, la mia tattica è di giocarmi tutto su SuperSauze…risaliamo quindi verso la cima di Sportinia, le gambe sono a dir poco di legno…va bè, i tempi sono larghi, non c’è fretta…spingo in qualche punto per risparmiarmi e finalmente arrivo in cima…non ci sono scuse, devo dare tutto per guadagnarmi la SuperMountain del pomeriggio…parto pedalando bene la parte iniziale di fettucciato in campo aperto…guido bene anche nel primo tratto di bosco, ma ecco l’imprevisto…ripartito dopo il tratto a spinta sul ripido, il manettino smette di funzionare, è bloccato…purtroppo il cambio si è bloccato sull’11 posteriore, per cui se nel pezzo successivo di bosco in discesa limito i danni, dove c’è di nuovo da pedalare o da rilanciare, faccio una fatica immane…ogni volta che devo pedalare sembro Cipollini in un rallenty di una sua volata, con l’unica differenza che io sono in “tempo reale” e vado pianissimo…mi promulgo in uno sforzo immane ogni volta che devo pedalare, così fino al traguardo…nonostante sia una delle mie ps preferite, non vedo l’ora che finisca…passata la fotocellula mi getto a terra stremato e una volta ripresomi mi accorgo che i problemi erano dovuti al filo del cambio rotto…Ho paura di aver perso parecchi secondi e con quelli la possibilità di essere nei 100…intanto che aspetto le classifiche, il buon Francesco Fregona (ti devo un birra!) mi aiuta gentilmente a sistemare la bici, anche se non ho grosse speranze di poterla utilizzare nella Supermountain…incredibilmente però la classifica mi è amica: 119° nell’assoluta e 86° in quella per l’accesso alla Supermountain…non so come, ma anche se in single speed ho fatto un buon tempo nell’ultima ps…si vede che il problema ha riacceso un po’ di grinta perduta e sono riuscito a dare davvero tutto…ma non importa ora è il momento di un po’ di riposo e di cibo in attesa dello start mass!

Prendiamo tutti la seggiovia direzione Rocce Nere, la partenza è situata nell’ultimissimo pezzo di trasferimento per le ps2/4 e 5…quindi in salita! Mi gusto la partenza dei nazionali con Lupato scattato come una moto e tallonato da Atherton…fantastici! Passata la nuvola di polvere lasciata da questa mandria di fenomenali riders mi accorgo che la mia batteria era già quasi tutta schierata…mi ritrovo quindi in ultima fila, con dietro solo 4 o 5 bikers…ci siamo, in questo tipo di gare mi sento più forte che nelle enduro…devo recuperare parecchie posizioni, darò tutto anche se parto dal fondo! Cala il silenzio e…partiti!! Gran nuvola di polvere, vedo poco ma schivo un groviglio di bici e gente che mi cade davanti e apro tutto il gas che ho, recuperando posizioni già nel tratto in salita ma soprattutto nello stradello in leggera discesa che porta verso il futtecciato in campo aperto di SuperSauze…mi prendo qualche rischio perché sto tutto a sx, sul bordo della strada…uno scarto improvviso in un sorpasso e volare giù sarebbe un attimo…mi va bene e così recupero posizioni…nel fettuciato in campo aperto e fino allo strappo a piedi (con classico ingorgo) non succede nulla…nel tratto di bosco nemmeno, troppa polvere, sorpassare qui è rischioso.

Tengo la mia posizione tallonando quello davanti fino alla parte di collegamento che da SuperSauze porta verso l’ultima parte della ps6…qui dove la strada è più larga riesco finalmente a passare quello davanti…mi immetto nell’ultimo tratto di bosco tra i due parcheggi in paese a tiro di un trenino di persone…sono un po’ distanti ma si incartano un po’ nell’attraversamento del fiumiciattolo, consentendomi di riaccodarmi a loro…sbuco su asfalto a ruota di quello davanti, tutti che scattano sui pedali…mi concentro e sparo tutto quel che rimane e anche quello che non ho…passandolo a 10m dal traguardo…adrenalina allo stato puro! Che gara fantastica che è stata, sono contento del recupero che ho fatto…Finita la gara parto subito non guardando la classifica; il giorno dopo però scopro con amarezza che nella classifica a parte della SuperMountain non ci sono e non c’è nemmeno quello che ho superato a pochi metri dal traguardo…amen…credo però di essere arrivato 49esimo, non male considerando che partivo dal fondo…certo che se guardo anche la classifica della gara di enduro, 119esimo su 255 arrivati, non posso essere contento…anche se il livello era davvero alto; al di là del non aver provato, devo dire che a questo punto della stagione sono già abbastanza cotto: con Sauze ho fatto già dodici gare, più che in tutta la scorsa stagione, ci sta un po’ di stanchezza…ora è meglio staccare la spina per riposare un po’ in vista del finale di stagione…next race Superenduro Sprint #5 a Monti della Tolfa, stay tuned!

 

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