superenduro_2012_finale_ligure

Sono stato indeciso fino all’ultimo se scrivere il Rider Report di questa gara: l’incidente occorso il primo giorno di gara all’amico e compagno di mille battaglie Piero MAGONI mi ha sconvolto e fatto riflettere a lungo. Alla fine ho deciso di scriverlo ma anche di usarlo come occasione per un futuro articolo di riflessione sulla piega che le gare di enduro stanno assumendo.

Come era successo in occasione dell’EWS#1 di Punta Ala, sono riuscito a prendermi il venerdì del weekend di gara per andare a provare le speciali: storicamente a Finale Ligure non sono mai state facili ed una ricognizione è d’obbligo…mi sarebbe piaciuto andare anche il weekend prima della gara, ma la direzione gara del Superenduro aveva comunicato che le ps sarebbero rimaste segrete fino al mercoledì sera (segreto di pulcinella ovviamente, molte persone avevano già provato i percorsi la settimana prima della loro comunicazioni ufficiale…anche qui ci sarà spazio per un approfondimento sulla scorta di questo, fatto in tempi non sospetti…).

Partito da Milano alle 6e30 del venerdì mattina, mi ritrovo a Finale con l’amico Giorgio RIGHI, pronti e carichi per provare. Alla base della salita per le Manie ci aspetta il grande Zuni di RideonNoli per scorrazzarci su ps3e4 che saranno su questo versante: San Michele e DH donne.
Proviamo tutto il giorno fino alle 18: 9 discese in tutto, due per ogni ps, tranne Madonna della Guardia vs Cacciatore, fatta una sola volta. Durante le prove incrocio (e filmo, prossimamente metteremo su qualche video divertente) alcuni Pro su Caprazoppa: a me personalmente l’idea di questo sentiero fatto in gara mette i brividi,ma ho notato che anche per loro non è che sia proprio una passeggiata di salute (ho visto Peat giocare un jolly pauroso e Wildhaber cadere…).
È ormai sera, ci rifocilliamo e proviamo ad andare a prendere i numeri di gara ma è ormai tardi… rimandiamo alla mattina di gara. Non ci facciamo mancare una pizza seguita da un bel piatto di pasta ed andiamo quindi a letto presto nel furgo-camper di Gio.

Day -1
La sveglia non suona e per miracolo ci svegliamo alle 7e45: abbiamo 15’ per ritirare i numeri prima che la segreteria di gara chiuda… iniziamo bene! Voliamo ancora in pigiama, facce gonfie ed occhi semichiusi a prendere i numeri… per fortuna che partiamo con numeri abbastanza alti, per cui abbiamo tutto il tempo di fare colazione e mettere a punto i mezzi.
Arriva il momento di partire: avevo molta paura che le 9 discese del giorno prima si facessero da subito sentire, ma la prima salita di San Bernardino verso il Dolmen, fila via liscia: la gamba gira.
Tempo molto largo per la risalita, per cui ressa di gente ad aspettare il proprio turno.
Scambio due battute con Piero che prende simpaticamente in giro Patrick BONIFAY, suo avversario in classifica. Quando mancano 5’ alla mia partenza arrivano notizie di un incidente e ci dicono di prestare attenzione, la cosa sembra già da subito grave e si parla di concorrente impossibilitato a muoversi… mai e poi mai avrei pensato si trattasse di Piero, felice e sorridente fino a pochi minuti prima… parto tranquillo, non voglio strafare e rischiare da subito…arrivo in prossimità del passaggio sulla roccia e mi dicono di rallentare, passo dalla variante a sx (che avrei fatto in ogni caso) e incrocio lo sguardo del rider a terra con gli occhi mezzi rivolti all’insù… è Piero… mi si gela letteralmente il sangue.
Scendo con quest’immagine impressa nella mente, non ricordo nemmeno più il resto della ps, buio completo. Sono letteralmente sconvolto.

Penso al ritiro… la mente mi si riempie di mille pensieri, paure, disillusioni… è come se d’un tratto prendessi reale coscienza di quello che sto facendo, come al risveglio da un lungo sogno… tutti i pensieri, le paure, le disillusioni, puntano in un’unica direzione: ne vale davvero la pena??
La risposta non la troverò di certo ora, penso tra me e me, e alla fine decido di continuare anche se l’idea di farmi la Caprazoppa con questo stato d’animo non mi lascia pur nulla tranquillo.
Per un attimo non capisco in che direzione sia il trasferimento e sbaglio direzione… per fortuna poi seguo il concorrente davanti a me e ci infiliamo in una bella sterrata, a tratti ripida, che ci porta verso ps2… molto bello il trasferimento, finalmente tutto fuoristrada. Anche qui tempi molto larghi e coda in partenza… in lontananza sento le sirene delle ambulanze e ancora una volta il pensiero va a Piero…

È quasi il mio turno, cerco di ricordarmi i passaggi clou, ma so che è tutto inutile: questo sentiero è esattamente la mia nemesi, la materializzazione delle mie lacune tecniche… c’è poco da fare, sangue freddo e via andare… la prima parte fila via liscia, ma al pezzo tecnico in salita mi pianto alla prima roccia… per fortuna non è ripido e riesco a ripartire in sella ma lo sforzo è tanto e arrivo in pieno acido alla discesa… provo a recuperare fiato ma sono in affanno, il rider dietro mi raggiunge… combino del casino ad ogni switchback ma riesco a tenerlo lontano sul dritto e sui tagli che evidentemente lui non conosceva. Nella parte finale non ho più braccia e rimbalzo come la pallina di un flipper tra una roccia e l’altra, ma per fortuna l’incubo finisce!
Vado al CO e cerco subito notizie di Piero dai suoi compagni di team: è stato portato via con l’elicottero… La ps1, per permettere i soccorsi è stata sospesa, così la direzione decide giustamente di annullare ps4 per permettere a tutti di finire con ancora la luce del sole.

Si riparte in direzione Ponti Romani, ormai storico trasferimento della gara di Finale: incredibilmente, come mai mi era successo in questa stagione, sto fisicamente benissimo, pedalo ancora senza fatica: se penso alle sofferenze passate su questo trasferimento negli anni passati…
Anche qui solito infinito tempo di attesa per affrontare la ps… San Michele l’avevo visto ad aprile, bellissimo sentiero ma poco adatto alle mie caratteristiche….non ho grandi velleità se non quella conservativa. Invece, con mia somma sorpresa, mi trovo a mio agio, scendo fluido senza sbavature… quasi mi diverto. Arrivato alla fine del sentiero, al cospetto dei quattro tornanti trialistici, sfodero la mia tattica e tecnica perfetta… a piedi!! Senza vergogna scendo al primo e risalgo dopo il quarto… affronto gli scalini non accorgendomi però che la gara finiva in piazza a Noli, ritrovandomi inaspettatamente davanti l’ultima scalinata… che fare? Copio come quelle di prima o salto? Ho velocità, per cui opto per il salto con atterraggio in flat… fila via tutto liscio, sprinto sul rettilineo finale e finisco la gara… a conti fatti su questa ps farò il mio miglior risultato: 177°. S

ono convinto che fare a piedi i tornanti non mi abbia fatto perdere tempo rispetto a farli in sella e questo abbia giovato alla mia prestazione (di sicuro facendoli in sella qualche disastro l’avrei combinato).

Si conclude così questo primo giorno: in classifica sono 199°, mi ero prefissato i 200, per cui, contando anche i disastri in ps2, sono soddisfatto: ma la soddisfazione personale si dissolve inesorabilmente alle prime notizie che mi arrivano sulle condizioni di Piero.
La giornata si conclude con la solita pizza + pasta con Gio, con qualche inevitabile riflessione sull’accaduto e sul senso di tutto questo per amatori della domenica come noi…

Day -2
Dopo una notte di pensieri ed un sonno che andava e veniva, il socio Matteo mi dice che la partenza è stata posticipata di 40 minuti in quanto mancava l’ambulanza col medico…
Ce la prendiamo quindi con calma sempre buttando un occhio al cielo: in caso di pioggia non avrei avuto dubbi nel ritirarmi, troppo pericolosa la Caprazoppa in condizioni di bagnato.
Ci siamo, riprende la mia gara: il trasferimento è di 14km… riprendo quelli partiti prima di me e facciamo un po’ di trenino sul primo pezzo in pianura dandoci i cambi… sono a dir poco meravigliato della condizione della mia gamba: nemmeno un segno di stanchezza… mai successa una cosa del genere.

Saliamo di buon passo ed arriviamo con 45’ di anticipo… fa freschino ed arriva – giusto per destabilizzarmi un po’ mentalmente – qualche goccia di pioggia… mi godo la partenza di Fontana, Schurter, Amour & co. ed aspetto infreddolito il mio turno.
Tocca a me: della ps non mi ricordo nulla, se non il pezzo finale di roccia, per cui massima attenzione. Parto tranquillo, guido bene la prima parte del Cacciatore lasciando correre la bici e rilanciando ovunque possibile. Non ricordandomi nulla, ovviamente tiro dritto al tornante di collegamento con Madonna della Guardia… giro la bici a mano e pedalo a tutta la carraia… ci siamo, inizia MdG, sono ancora in forza, per continuo a scendere guidando discretamente, finché non arriva la temuta parte finale di roccia a gradoni. Mi ricordo più o meno dove era la mia linea ideale, ma una pinzata in prossimità della stessa mi consente di individuarla meglio, per poi mollare tutto fino al saltino in fondo al rettilineo… sospiro di sollievo e finisce la ps… sono contento di come ho guidato, ma subito mi irrigidisco al pensiero della Caprazoppa…

Ripartiamo in direzione Borgio Verezzi e come sempre arriviamo con eoni di anticipo alla partenza. Il mio unico pensiero è di uscirne vivo ma come sempre la frenesia da gara ha il sopravvento… arrivo al pezzo tecnico in salita e sbaglio tutto, cadendo (in salita!!)… a differenza del giorno prima sono in un punto ripido, impossibile ripartire a pedali, per cui, via a piedi fino alle fine del tratto. Quello dietro mi ha già ripreso, lo faccio passare e mi accodo, ma sono stanco… guido malissimo, scendo a piedi nel tornante a gradoni e poco dopo mi sdraio in una curva…faccio passare un altro rider… come se non bastasse, nel tratto più filante prendo in pieno una roccia e rompo il cambio, con la conseguenza di non poter quasi più pedalare… finalmente vedo la fine di questo inferno di tornanti e rocce, mi accascio sul manubrio e sospirando mi dico: “è finita!!”.

Purtroppo con quest’ultima prestazione mi precludo la possibilità di entrare nei 200 (i primi 150°, comprese le donne, erano partecipanti dell’EWS), finendo 201° (!)… la Caprazoppa ripetuta due volte mi è costata un buon risultato, che comunque ho ottenuto nelle altre ps: 187° in ps1, 177° in ps3 e 208° in ps5, mentre in ps2/6 rispettivamente 234° e 237° (33” in più rispetto al day -1…!).

Cosa posso dire della gara e di quello che è successo? Per ora solo che ad eventi di questo livello credo di non poter più partecipare, troppo fuori dalla mia portata di persona normale che lavora e che ruba momenti al poco tempo libero a disposizione per allenarsi… o forse devo solo rivedere e ridimensionare di molto l’approccio con cui affrontarli… ora meritato riposo per poi programmare la prossima stagione!

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