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Novembre sembra non finire mai…anche la seconda Sprint della stagione ha visto la gara condizionata dal fango, come se dopo Coggiola non ne avessimo avuto abbastanza…

Il maltempo era annunciato da almeno una settimana prima della gara, per cui le prove su asciutto del 25 aprile non hanno fatto altro che lasciare l’amaro in bocca: provare i percorsi (fantastici) praticamente asciutti sapendo per certo di dover poi fare la gara sul fango, è stata davvero un’ingiustizia…

Decido quindi assieme ad un amico di provare anche il sabato mattina sotto una pioggia intermittente, giusto per fare un minimo di tara ai percorsi fangosi, la notte prima ha piovuto, così come il venerdì…ps1 è quella che tiene meno, vuoi per la fresca tracciatura ma soprattutto per la tipologia di terreno, mentre ps2 e ps3, sembrano tenere bene le intemperie…

Finita la mattinata di prove me ne torno a casa, mangio e poi – memore degli scivoloni di Coggiola nel tentativo di spingere la bici con le scarpe da discesa – decido di andare a comprarmi delle scarpe tacchettate da xc…si rivelerà essere buona e cattiva idea allo stesso tempo…

Domenica mattina parto da Milano con mezzo sole (!) per arrivare a Pogno circondato da nubi minacciose…svogliato mi bardo come se dovesse venire giù il diluvio con k-way e pantaloni lunghi…parto e ovviamente della pioggia nemmeno l’ombra, semmai ne produco io, visto il caldo che il vestiario da anfibio mi procura…arrivo in cima alla ps con anticipo e ad una prima occhiata il terreno non sembra male…parto ma mi rendo subito conto dell’errore di valutazione…è un inferno! Rispetto a Coggiola il fango è molto più colloso…non si va avanti…procedo con molta cautela, forse troppa…le scarpe da xc si rilevano allo stesso tempo provvidenziali e nefaste: provvidenziali perché riesco a spingere la bici senza scivolare con i piedi, nefaste perché malauguratamente mi sono scordato di regolare i pedali (allentare la molla di aggancio) sulle tacchette nuove delle scarpe…dopo poche curve fatte con i piedi fuori stile mx, i pedali si sono riempiti di fango e non riesco più ad agganciarmi!

Faccio tutta la ps fino allo stradone con i piedi fuori e le chiappe sul telaio…vado pianissimo per la paura di sdraiarmi, mi passano addirittura due concorrenti partiti prima…finisco la ps a dir poco demoralizzato, nel fango si esaltano le mie lacune tecniche…faccio davvero pena…

Facciamo il breve trasferimento dalla ps1 alla ps2, ma il mio umore non cambia…questa che era un ps dove potevo far bene (praticamente tutta pedalata) risulta essere invece una ps fatta senz’anima…non ho grinta, pedalo ma non riesco a dare tutto…sono proprio a terra…

Al CO mi cambio: della pioggia nemmeno l’ombra, per cui via tutto l’armamentario da palude e riparto vestito normale…cerco di ritrovare un po’ di motivazione, ma oggi va così, poco cattiveria agonistica…provo allora almeno a prenderla come allenamento e cerco di tenere alto il ritmo nel trasferimento verso ps3, giusto per allenarmi un po’ in vista di quel viaggio infinito e tirato che sarà la prima EWS di Punta Ala, dove l’obiettivo sarà innanzitutto quello di stare nei tempi…

Arrivo in cima quindi con largo anticipo, così riesco a vedermi le partenze dei primi…fantastico il modo in cui alcuni affrontano le prime due curve! È il mio turno, la ps mi piace anche se non mi si addice moltissimo…provo quindi a dare un sussulto di orgoglio alla gara…parto bene e la prima parte fila via senza errori…da un momento all’altro mi aspetto che arrivi quel missile di Botta che partiva dietro di me, ma ancora non si sente…entro nel canalone e cerco di fare le linee più pulite possibile, il terreno sembra tenere…sono però un po’ spompo fisicamente, non riesco a pedalare nei molti rilanci…finalmente arriva Botta, lo faccio passare e cerco di accodarmi…ci immettiamo nel tratto in piano da pedalare, ma mi accorgo che qualcosa non va: pigio forsennatamente il comando del telescopico perché mi sento basso nel pedalare, ma non c’è verso, continuo a pedalare praticamente da seduto: bene, penso, ho il telescopico nuovo ed è già rotto! Amen, continuo a scendere e stavolta noto che zappo per terra con i pedali…ai tornantini finali è un continuo zappare, al che capisco nell’ultimo tratto pedalato che è scoppiato l’ammo!

È completamente a terra, sto viaggiando con sterzo apertissimo e movimento centrale a due dita dal suolo…tengo duro e provo lo stesso a dare tutto nel pedalato, ma vista la posizione non proprio propizia alla pedalata mi prende anche un bel crampo…la sfiga ci vede benissimo!

Finisco mestissimo la ps…non solo ho fatto schifo e non ne avevo, ma ho pure rotto l’ammo…cose che capitano mi dico…alla fine sembra essere solo un o-ring uscito dalla camera principale che si è allentata…l’ammo si riparerà, quello che però spero che si ripari quanto prima è la mia forma fisica nonché la mia voglia di correre…

La gara viene vinta (manco a dirlo) dal padrone di casa Davide SOTTOCORNOLA, davanti a Vittorio GAMBIRASIO ed a Matteo RAIMONDI…questi giovani fanno ben sperare per il futuro enduristico italiano! Ottima, come sempre, sia l’ospitalità che l’organizzazione dei Gufi!

Io chiudo con un 93° assoluto su 245 e con un 11esimo di categoria su 38…quest’anno gira proprio male, spero vivamente di riprendermi a cominciare da Priero questo week, ma basta fango!…stay tuned!!

 

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